Classicista sovversivo, sempre

Amo definirmi asceta ed esteta ma anche classicista sovversivo. Una testimonianza. Sono una contraddizione in cerca di coerenza e non sempre è facile. Mi appesantisco da solo e a volte sono stanco di me.

Per risollevarmi, allora, e soprattutto per non tediarvi, parlo d’altro. Tipo arte, mostre, eventi. E mi piace segnalarvi le news più recenti. Come questa, di cui mi è giunta notizia in questi giorni, relativa a Winckelmann, in fondatore dell’archeologia moderna.

La mostra “Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento”, ai Musei Capitolini in programma sino al 22 aprile 2018 punta a celebrare gli importanti anniversari winckelmanniani del 2017 (300 anni dalla nascita) e del 2018 (250 anni dalla morte) e si inserisce nel contesto delle manifestazioni europee coordinate dalla Winckelmann Gesellschaft di Stendal, dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma e dai Musei Vaticani.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata di Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, la mostra ha una duplice finalità: la prima, offrire ai visitatori il racconto degli anni cruciali che hanno portato, nel dicembre del 1733, all’istituzione del Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, destinato non solo alla conservazione ma anche alla promozione della “magnificenza e splendor di Roma”; la seconda, presentare le sculture capitoline sotto una luce diversa, ovvero attraverso le intuizioni, spesso geniali, del grande Winckelmann.

Vivo come un artista e come tale sono accolto nei luoghi dove ai giovani è permesso di studiare, come nel Campidoglio. Qui è il Tesoro delle antichità di Roma e qui ci si può trattenere in tutta libertà dalla mattina alla sera”.

È il 7 dicembre del 1755 ed è con queste parole che Johann Joachim Winckelmann, giunto a Roma da appena tre settimane grazie a una borsa di studio conferita dal principe Elettore di Sassonia, descrive a un amico la sua prima visita al Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, luogo in cui il vitale rapporto con l’Antico può essere coltivato in assoluta libertà, “von Morgen bis in den Abend” (dalla mattina alla sera).

Nei tredici anni successivi, fino alla tragica morte avvenuta a Trieste l’8 giugno del 1768, Winckelmann, nato a Stendal il 9 dicembre del 1717 in una famiglia molto modesta, definisce i contenuti fondamentali del Neoclassicismo tardo-settecentesco e getta le basi teoriche dell’archeologia moderna, dando vita a un raffinato sistema di valutazione cronologica e stilistica delle opere antiche fondato sull’osservazione diretta dei manufatti e l’attenta lettura delle fonti letterarie.

Novello Colombo”, “scopritore di una terra a lungo presagita, menzionata e discussa, e lo si può ben dire, un tempo conosciuta e poi nuovamente perduta”. Così Johann Wolfgang Goethe esprime l’impatto rivoluzionario dell’opera di Winckelmann, e in particolare della Storia dell’Arte nell’Antichità pubblicata a Dresda nel 1764.

Arricchita da una selezione di 124 opere, il Tesoro di Antichità si sviluppa in tre sedi diverse nell’ottica di una “mostra diffusa”: le Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo.

Le Sale Caffarelli, sede centrale dell’evento, ospitano documenti originali, volumi, disegni, incisioni, dipinti, sculture antiche e moderne, in grado di narrare i primi anni di vita del Museo Capitolino, dall’importante premessa costituita dall’allestimento del portico della Roma Cesi nel cortile del Palazzo dei Conservatori, all’acquisto di 416 sculture da parte di Clemente XII (r. 1730-1740) della collezione del cardinale Alessandro Albani nel dicembre del 1733, vero e proprio atto di fondazione del Museo, fino alla pubblicazione tra il 1741 e il 1755 del primo catalogo illustrato delle sculture capitoline, destinato a diffondere in Europa la conoscenza di un patrimonio inestimabile.

Sculture antiche delle Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, un tempo esposte nel Palazzo Albani alle Quattro Fontane, tornano a Roma per ricongiungersi, dopo quasi trecento anni, con le opere della stessa collezione confluite nel Museo Capitolino. Vedute e preziosi disegni a sanguigna realizzati dall’artista francese Hubert Robert (1733-1808) e oggi divisi tra i musei di Valence e Valenciennes e il Getty Museum di Los Angeles, documentano la Piazza del Campidoglio e i palazzi capitolini nella seconda metà del ’700.

Ritratti di Pompeo Batoni (1708-1787) dal Museo del Prado e dalla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini danno un volto ai papi e alle personalità che hanno contributo all’affermazione del Museo Capitolino come centro di elaborazione culturale della Roma del tempo.

La sezione espositiva di Palazzo Caffarelli si chiude con la presentazione di alcuni aspetti del soggiorno di Winckelmann a Roma: i luoghi in cui abita, le ville, i palazzi e le biblioteche che frequenta, i personaggi che fanno parte del suo entourage; uno “spazio immersivo”, in cui sono impiegate tecnologie di realtà virtuale, offre la possibilità di approfondire alcuni passaggi della Storia dell’Arte attraverso una selezione di sculture capitoline e riprese esclusive realizzate a Villa Albani Torlonia.

Nelle Stanze terrene di sinistra del Palazzo Nuovo, reintegrate nel percorso del Museo e riaperte al pubblico per la prima volta dopo alcuni anni, sono ricreati allestimenti espositivi ormai perduti: sculture oggi conservate nei depositi dei Musei Capitolini e della Centrale Montemartini, consentono una suggestiva immersione nella realtà settecentesca del Museo.

Un bellissimo tripode in marmo da Villa d’Este, un tempo importante elemento dell’arredo dell’atrio del Palazzo Nuovo e dal 1797 al Louvre, ritorna ai Musei Capitolini per essere esposto nel Salone e tornare a dialogare con una statua di Atena un tempo collocata di fronte a lui nell’atrio del palazzo, come rivela il raffinato disegno di Hubert Robert.

La ricostruzione analogica nelle Stanze terrene è accompagnata da ricostruzioni 3D delle sale del Museo che hanno subito i cambiamenti più significativi dagli anni del soggiorno di Winckelmann a Roma.

Nelle magnifiche sale che ospitano da quasi trecento anni la collezione permanente del Palazzo Nuovo, infine, è stato predisposto un percorso di visita speciale, dedicato al grande studioso tedesco: 30 sculture sono lette attraverso gli occhi di Winckelmann con l’obiettivo di evidenziare l’influenza esercitata dalla Storia dell’Arte e dai Monumenti Antichi Inediti – l’opera italiana di Winckelmann pubblicata nel 1767 – sull’interpretazione e la valutazione stilistica dei capolavori capitolini.

Negli anni in cui Winckelmann rivoluziona il modo di studiare le testimonianze del mondo antico dando inizio alla moderna archeologia, il modello di museo pubblico rappresentato dal Museo Capitolino si diffonde rapidamente in tutta Europa, segnando la nascita di modalità del tutto nuove di fruizione dei beni artistici: un Tesoro di Antichità non più concepito come proprietà esclusiva di pochi, ma come luogo destinato all’avanzamento culturale della società.

Classicista sovversivo, sempre.

Perché oggi, in tempi di “straccionismo televisivo” e di gusti improbabili, amare il passato, è parecchio “rivoluzionario”.

Hasta la Victoria, siempre, classicisti sovversivi.

 INFO

Dove Musei Capitolini

Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo

Piazza del Campidoglio – Roma

 

Quando 7 dicembre 2017 – 22 aprile 2018

Inaugurazione: 6 dicembre 2017 ore 18.00

 

Orari

 

Tutti i giorni 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

 

Biglietti Intero: € 15 biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma)

Ridotto: € 13 biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma)

Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

 

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

 

A cura di Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce

 

Organizzazione e servizi museali

 

Catalogo

 

Zètema Progetto Cultura

 

 

Gangemi Editore

Info Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it

#Winckelmann300

 

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Dentro lo spettacolo

Quando l’arte assolve alla sua funzione sociale, “intrattiene, educa e informa”, un po’ come faceva la vecchia Tv di Stato, possiamo anche dire che, forse, c’è una speranza: che la cultura torni a decollare e che, magari, tenti di assolvere alla sua missione.

Un po’ come la politica, l’arte che si occupa del bene comune, l’arte che vuole fare dell’espressione artistica un tentativo di rilancio e di reinserimento per molti, di valorizzare spazi ritenuti difficili, è un’arte che centra il suo obiettivo.

Almeno secondo me. L’arte esclusiva delle elités è l’arte che è come la politica: ad uso e consumo delle molteplici forme del potere, una forma d’onanismo intellettuale che difficilmente, di questi tempi, porta riflessione e risultati veri. per come io li concepisco. Visto che non esistono più i Caravaggio, i Michelangelo, bisogna fare dell’arte il motore di una vita nuova.

Un ricordo breve: anni fa quando lavoravo come inviato “precario” per lo storico quotidiano romano Il Tempo ebbi l’onore e il piacere di partecipare all’inaugurazione dell’apertura del primo teatro nel quartiere di Tor Bella Monaca. Oggi quel teatro ne ha fatta di strada ed è un punto di riferimento per un agglomerato urbano che troppe volte, come molti altri, viene preso a dis-modello di zona off line.

E questo certamente non fa bene alla gente che lo abita e all’immagine di molti quartieri dove si parla sempre in certi termini, come accade in questi giorni  per Ostia in questi giorni. Ma veniamo al punto.

Torna la Biennale MArteLive con un’edizione molto importante che vedrà coinvolta nuovamente tutta la città di Roma e 10 città del Lazio per un evento unico dal 5 al 10 dicembre.

Per questa edizione il direttore artistico e ideatore del festival Peppe Casa si è concentrato sulla varietà e la qualità di un’offerta distribuita in maniera omogenea su tutto il territorio regionale lavorando sull’effetto sorpresa con eventi suggestivi, unici e innovativi.

Fuori dagli schermi, dentro lo Spettacolo, dunque, per concerti in location improbabili, musica e street art nelle carceri, spettacoli di teatro, circo e danza, reading, incontri, mostre, opere di street art, arte di strada, videomapping e traversate funamboliche del Tevere. Tra gli ospiti speciali, Vinicio Capossela, Finn Andrews of The Veils (UK), Andrea Loreni Il Funambolo, Orchestraccia, Kablam (Svezia), Electric Indigo (Austria), EOD (Norway) Angela Baraldi, Francesco Taskayali, Gio Evan, Lercio.it, Fatima Al Qadiri, la Compagnia Umberto Orsini, Ella e Pitr, The Winston e Marco Fasolo feat A.Ferrari (Verdena), Emidio Clementi e Corrado Nuccini.

Dal 5 al 10 dicembre in 60 location tra Roma e Lazio.

La BiennaleMArteLive sarà un’occasione di ricerca, scoperta, innovazione, esplorazione di nuovi mondi artistici e culturali attraverso centinaia di eventi distribuiti e diffusi.

La BiennaleMArteLive ha ricevuto il sostegno da parte del MiBACT che è il principale promotore ed è realizzata anche con il contributo della Regione  Lazio e ATCL – Associazione Teatrale dei Comuni del Lazio e il patrocinio di Roma Capitale.

La manifestazione è suddivisa in due fasi.

La prima fase si svolgerà il 5 e 6 dicembre in un unica location nel suo format storico al Planet Live Club con circa 400 artisti selezionati in tutta italia per oltre 2 anni e distribuiti nelle 16 sezioni artistiche che compongono l’evento e ospiti d’eccezione come l’Orchestraccia e Finn Andrews of The Veils (UK), Angela Baraldi.

La seconda fase – dal 7 al 10 dicembre – rappresenterà l’esplosione del format MArteLive su scala cittadina e regionale con decine di eventi off  raggruppati in numerosi progetti speciali che stupiranno il pubblico come la Traversata del Tevere del funambolo Andrea Loreni che per la prima volta nella storia di Roma attraverserà il Tevere su un cavo lungo 135 metri circa e spesso 14 mm a  15 metri di altezza.

Il teatro di qualità e la letteratura troveranno il loro spazio ideale grazie al progetto “Performativa” che prevede una serie di spettacoli realizzati in collaborazione con l’A.T.C.L. nei teatri di Civitavecchia, Viterbo, Rieti, Priverno che ospiteranno gli spettacoli della Compagnia Uberto Orsini, Compagnia Controcanto, ma anche in alcuni club della Capitale come l’Asino che vola e il MONK che ospiteranno gli spettacoli del poeta Gio Evan, del cantautore Leo Folgori, dello scrittore Luca Manoni e della redazione del giornale satirico Lercio che festeggierà i suoi primi 5 anni al Monk Club.

Le arti visive troveranno moltissimo spazio nella BiennaleMArteLive attraverso un progetto molto impegnativo come Open Gallery, manifestazione che coinvolge numerose gallerie della capitale, invitate a restare aperte in orario serale o a dare spazio ad un artista emergente: Dorothy Circus Gallery, Pio Monti Arte Contemporanea, Varsi, Parione9, Takeawaygallery, Galleria Moderni, Nero Gallery, TAG – Tevere Art Gallery, Montoro12 Contemporary Art, Fondazione con il Sud, Ashanti, Sacripante Gallery, Hybris Art Gallery, HOP – House of Photography, Acta International, Ex Galleria, Analemma Monti, Arte Monti Gallery, Zanon Gallery, Incinque Open Art Monti, The Room Studio.

Alcuni spazi espositivi accoglieranno artisti internazionali supportati da Istituti di cultura, Accademie e Ambasciate della loro nazione, come nel caso della Romania che nei propri spazi accoglie la mostra “La musica delle sfere” dell’artista romeno Cristian Ungureanu, il quale presenta inoltre la giovanissima allieva Bianca Boros. Dal Messico, arriva l’iperrealista fotografa Ahtziri Lagarde, mentre il Kosovo si presenta con una mostra di giovani fotografi, a cura di Guido Laudani, negli spazi di Ex Galleria, a Monti. Altre talentuose artiste italiane sono state invece curate dal collettivo Alinea, si tratta di Laura Valgiusti, Mara Becchetti e Veronica La Peccerella che esporranno presso Analemma Monti. Le Tartarughe, spazio in una delle storiche piazze della capitale, ospita la personale del fotografo Giuseppe Palmisani che nell’occasione della Biennale MArtelive terrà un workshop il 9 e il 10 dicembre presso Land Ho’.

Diverse saranno le realtà votate ad accogliere giovani artisti: la Fondazione con il Sud ospiterà infatti la personale di Antonino Perrotta curata da Nadia Di Mastropietro, la Galleria Moderni esporrà la Collezione Giovani Artisti, con le opere di Alessandra Carloni, Daniele Compagnone, Claudio Formisani, Vittorio Iavazzo, Samantha Rivieccio, Domenico Ruccia, Alexandar Stamenov, l’Accademia di Belle Arti di Roma aprirà le sue porte a una collettiva di giovanissimi allievi, a cura di Generazione H, dal titolo “Il rosso non è il mio colore preferito”, mentre presso Honor Art ci sarà la collettiva spagnola Sobre la Realidad.

Sempre sul fronte delle arti visive tra i protagonisti di questa edizione troveremo certamente la street art con il progetto Street art for Rights, il progetto finalizzato a mettere in evidenza messaggi socioculturali sui muri della città. Tra i protagonisti il duo francese ELLA & PITR, noto in tutto il mondo per le sue colossali opere distese su superfici panoramiche quali tetti e cortili.

Per la Biennale MArtelive hanno anche firmato la campagna ufficiale di comunicazione, anticipando ma non svelando l’opera finale che realizzeranno per la prima volta in una piazza di Roma: Largo Perestrello, cuore del multietnico quadrante est della città. L’intervento è realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Alice nel Paese della Marranella.

Per l’opera sul muro in via della Vasca Navale, in collaborazione con ATCL, arriveranno gli artisti valenciani TMX, MAN O MATIC, TONY ESPINAR E SHIFR.

Saranno invece i muri della periferia di Corviale, quartiere tanto difficile quanto simbolico, ad ospitare le opere di due talentuose artiste del panorama italiano, proposte dal collettivo culturale Alinea: Libertà ed Elisa Muliere.

Durante la finale nazionale del concorso, nella ormai storica location del Planet Live Club suoneranno, il 5 dicembre le band Mannaggia al Cardinale, Slavi Bravissime Persone e, come ospite d’eccezione, l’Orchestraccia, il celebre gruppo folk-rock romano che rivisita canzoni e poesie della tradizione culturale romana.

Il 6 dicembre, nella stessa location, sono attesi i Mòn, Angela Baraldi e il cantautore londinese Finn Andrews dei The Veils, primo ospite internazionale della kermesse.

La musica di Leo Folgori con la sua full band arriva il 7 dicembre all’Asino che vola, dove presenterà il suo ultimo album “Nuevo Mundo”, per l’occasione accompagnato da un reading poetico di Luca Manoni. All’Auditorium Parco della Musica, invece, si esibirà il compositore e pianista ventiseienne Francesco Taskayali. Nella stessa serata, sono in programma anche i live dei Gomma (Ex Magazzini Generali), Davide Shorty, reduce dallo scorso X-Factor (Le Mura), e Atrio feat. Carolina Bubbico (Alcazar).

Diversità, sorpresa e innovazione, gli elementi su cui Giuseppe Casa, ideatore e direttore artistico del format, ha costruito il programma di questa edizione per restituire al pubblico “sorprendenti suggestioni”.

L’8 dicembre, a LARGO Venue (Via B. Michelotti 2) si terrà l’evento a tema “Respect is the Strongest Compliment” con la musica della compositrice di elettronica e dance Fatima Al Qadiri e i live dei Kablam dalla Svezia e degli Electric Indigo dall’Austria. In diverse location romane, sempre l’8 dicembre, suoneranno anche i Kaufman (Le Mura), i Lealed id it (Locanda Atlantide) e Joyce Wrice (Alcazar).

Vinicio Capossela, tra gli ospiti più attesi di quest’anno, sarà sul palco dell’Auditorium della Conciliazione, sabato 9 dicembre. Per gli amanti della musica electro/new soul arriva, a LARGO, il duo Yombe che con il nuovo album “GOOOD” aprirà quattro date del tour di Ghemon; mentre la pop band Odiens suonerà a Le Mura.

Il 10 dicembre si chiude il cerchio con il cantautore Salvario (Betaproduzioni) vincitore del Premio Bertoli di quest’anno per i nuovi talenti, che si esibirà al San Belushi. E ancora i Botanici a LARGO e gli Aquaramara al Le Mura.

Importante novità di quest’anno è la rassegna Su:ggestiva,musica pura per luoghi straordinari, in collaborazione con Arte2o. Un’esperienza di ascolto in location quasi sinestetiche con l’obiettivo di portare performance musicali di alta qualità in luoghi improbabili e affascinanti in cui il pubblico viene stimolato a più livelli sensoriali . Tra gli ospiti, il Dodicetto vocale OPS che porta la propria musica tra i libri della Biblioteca Angelica di Roma (8 dicembre) e, allo stadio di Domiziano, il Coro Musa Blues della Sapienza diretto da Giorgio Monari (9 dicembre).

L’esplosione di creatività della Biennale raggiungerà anche i detenuti del carcere di Rebibbia con il progetto speciale Larte non ha sbarre che prevede i concerti di Marco Conidi, Gianluca Secco, la performance della redazione di Lercio.it e la realizzazione di un’opera di street art a cura di Moby Dick.

L’idea di base è far diventare le carceri non solo degli istituti di pena ma anche degli istituti di cultura, dove si fa e si apprende cultura per migliorarsi, dove le contraddizioni e le energie presenti vengano valorizzate e trasformate in senso costruttivo e propositivo e non solo in senso contenitivo.

Il progetto intende unire la valorizzazione della persona allo sviluppo della sua autonomia, coerentemente con la vocazione dell’art. 27 della Costituzione, andando nella direzione di un re/inserimento sociale.

Per l’occasione si esibiranno i cantautori Gianluca Secco e Marco Conidi; Vittorio Lattanzi, Patrizio Smiraglia ed Edmondo Luigi Settembrini del giornale satirico Lercio e lo street artist Moby Dick farà un murales in un muro all’interno della Casa di Reclusione sul tema dei diritti umani.

La street art in questo caso non è solo rigenerazione sociale e del territorio, ma anche umana. Roma è la capitale della Storia, dell’archeologia, ma è sempre di più proiettata nel futuro come capitale dell’arte contemporanea.

Paolo Masini, Consigliere del Ministro Dario Franceschini, ha detto: “Il MArteLive è un progetto di grande sostanza artistica e valore sociale perché coniuga il valore di progetti culturali che esprimono il talento emergente ad azioni sociali: entrare con l’arte nelle carceri, inondare di colore le periferie urbane, lavorare con l’Accademia delle Belle arti per onorare come si doveva un anno dopo Zhang Lao un anno dopo, lei che amava l’arte e il nostro Paese attraverso una mostra di arte contemporanea sono azioni efficaci, che producono bellezza e la irradiano nella città per costruire comunità”.

Io dico: viva l’arte. Soprattutto quando assolve ad una funzione sociale e dona speranza a chi vuole credere ad un futuro migliore.

 

 

Gli animali a portata di mano

Questa mi pare proprio una bella iniziativa. Quando si parla di animali, facendone conoscere approfonditamente tutta la bellezza (se non ci fossero loro a popolare questo mondo, sarebbe davvero una tragedia greca la vita, punto), non posso che leggere attentamente.

Il Museo Civico di Zoologia di Roma, con il fine di abbattere le barriere fisiche e architettoniche, ma anche percettive e culturali, propone il percorso tattile, “Gli animali a portata di mano”, nelle varie sale espositive, così da renderle fruibili anche alle persone non vedenti, con visite guidate condotte da personale scientifico specializzato. Far conoscere la natura e sensibilizzare ad amarla e a proteggerla.

Il percorso è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con la Cooperativa di Educazione Ambientale “Myosotis” e con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Il progetto rientra, insieme ad altri spazi del Sistema Musei Civici, nel programma di iniziative “Musei da toccare”, ideato con l’obiettivo di realizzare musei ‘senza frontiere’, a misura di tutti, e offrire all’intero pubblico la possibilità di accedere alle strutture museali e alle aree archeologiche, facilitando l’accesso al patrimonio culturale e valorizzando le buone pratiche rivolte all’inclusione.

Alcune delle sale espositive sono state arricchite con postazioni che comprendono sia modelli tridimensionali, sia riproduzioni in scala e reperti zoologici, che offrono la possibilità al visitatore non vedente di poter conoscere la forma e le dimensioni dei reperti. Vicino a ogni allestimento sono stati apposti pannelli tattili, con caratteri in braille, che descrivono quanto esposto, oltre a degli specifici QRCode. Il percorso si snoda nelle sale del Museo, partendo dalla prima, dove vengono illustrati i meccanismi di riproduzione delle specie animali e i principi base della biodiversità, per poi procedere alle esposizioni che illustrano i sistemi di comunicazione degli animali attraverso i suoni e gli odori, fino a descrivere la forma dei grandi Vertebrati, così come degli Invertebrati che popolano le barriere coralline.

In particolare, le visite specializzate al percorso consentiranno di avvicinare le persone con diverse disabilità alla conoscenza delle caratteristiche, delle forme e delle voci di alcuni degli animali esposti nelle sale del museo.

Sarà infatti possibile toccare e manipolare vari modelli, ossa e anche alcuni esemplari, preparati direttamente in pelle, di varie specie animali. La visita sarà inoltre concepita come un viaggio alla scoperta dei canti e delle caratteristiche del comportamento degli animali, soprattutto mediante sollecitazioni sensoriali prodotte da alcuni sistemi multimediali (ad es. touch screen con i canti di varie specie di Uccelli, Mammiferi e Anfibi).

L’appuntamento è per venerdì 15 dicembre (ore 10:30 – 13:30).  Ancora, sabato 2 dicembre (alle ore 15,00 e alle ore 16,30) incontro in coincidenza con le iniziative promosse dalla Sovrintendenza Capitolina per la “Giornata internazionale delle persone con disabilità” in molti musei civici e in alcuni siti archeologici.

MUSEO CIVICO DI ZOOLOGIA
Roma, via Ulisse Aldrovandi 18
Ingresso gratuito su prenotazione (max 4 persone per app.to)
Per info e prenotazioni
Tel.: 060608 (tutti i giorni ore 9 -19) // 06-67109270 www.museodizoologia.it

Cento anni di immagini Leica

Imprimere alla realtà il sigillo della visione è scendere a patti col tempo.

Rendere immortale un istante per provare a dimenticare. Che gli attimi passano e la loro somma si chiama vita.

La fotografia ci consegna da sempre a questa illusione, quella di rimanere vivi, facendoci immortali. Una volta, le fotografie dei tempi molto passati, tipo quegli adorabili scatti fatti a scuola con vestiti improbabili e facce sgualcite, mi consegnavano alla malinconia.

Non che mi ci voglia molto direte voi. Lo so, è carattere. Oggi, la fotografia mi aiuta, mi veicola all’illusione consapevole. Un pò come a dirmi, attraverso di lei ci sono e sono sempre più me. Con tutto ciò che amo.

Un pò come la scritta letta sul web: Io non mi isolo, mi arcipelago. Che è tutt’altra cosa. Stare con ciò che mi è affine. Tipo, la fotografia e chi la ama. Come chi ama la bellezza.

Voglio proporvi il mio articolo che trovate sul sito Scrittore in Viaggio, quello spazio che però non mi permette il dialogo diretto con voi ma che ha una sua giustificazione estetica.

Ho scritto di una bellissima mostra fotografica di cui vi allego il link http://www.scrittoreinviaggio.com/fascino-la-leica/ in programma al Vittoriano sino al 18 febbraio 2018.

Racconta di cento anni di scatti con la leggendaria macchina fotografica Leica e di artisti che hanno contribuito a cambiare la nostra percezione delle realtà e del tempo.

Trovate anche tante informazioni “di servizio”.

Perché, come amo dire spesso, mi piace scrivere. Anche con la luce.
Buona serata e buona lettura.

 

Il realismo quasi metafisico di Francesco Trombadori

L’essenziale verità delle cose e il realismo “quasi” metafisico di Francesco Trombadori in una mostra in programma alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma

La pittura di Francesco Trombadori mi riporta, per certi versi, all’enigma del realismo metafisico di Giorgio De Chirico che adoro. Alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma è in programma, sino all’11 febbraio del 2018, l’esposizione ” L’essenziale verità delle cose”.

Moderna non è certo l’arte perché rispecchia il nostro tempo, che allora si tratterebbe di una questione di moda e formale. L’arte, moderna come anche antica, è solo quella che riesce ad esprimere l’essenziale verità delle cose con profonda umanità e spiritualità”.

Dalle parole del pittore, particolarmente centrate, prende nome l’antologica che raccoglie sessanta tele, dipinte tra il 1915 e il 1961, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, venticinque disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall’Archivio dell’artista, custodito nel suo studio a Villa Strohl-Fern.

María Zambrano nel volume Dire luce. Scritti sulla pittura, a cura di Carmen Del Valle, Milano, Rizzoli, 2013 (BUR), si interroga sul significato dell’arte, in un itinerario artistico e spirituale. E’ la ricerca di una profondità che sintetizza in questo modo:“guardare un’immagine partecipando al suo incantesimo, a ciò che viene rivelato dalla sua magia invisibile”.

Ecco, la Roma dipinta da Trombadori, le sue donne, gli angoli della casa, i monumenti, il taglio del colore, mi riconducono a quella magia invisibile che è l’incanto della bellezza.

C’è magia invisibile, c’è mistero, c’è metafisica solitudine, in questa mostra, c’è l’essenziale verità di tutte le cose.

Se vi fa piacere, leggete l’approfondimento al link che vi allego

http://www.scrittoreinviaggio.com/lessenziale-verita-delle-cose/

 

Immagini di un mondo troppo lontano

Cammino molto, anzi, sempre.
Penso spesso a come Verlaine definiva Rimbaud, “l’uomo dalle suole di vento”.
Cammino perché il camminare porta concentrazione ai miei pensieri e mi immerge nel mondo, tenendolo al di fuori.
Alcuni giorni fa ho camminato di più, percorrendo Roma in lungo e in largo.
Più di 30 chilometri in un solo giorno, come attestato dal mio fedele contapassi.

Attraverso il centro storico, taglio le strade col passo di un bisturi.
Mi chiedo: davvero viviamo nella civiltà? E’ questa l’offerta proposta dal mondo globale?
Rifletto.
Roma è cambiata. Non vedo più le botteghe artigiane, i vecchi alimentari dove acquistavi e dicevi “segna”, non scorgi gli angoli dove trovi anziani in finestra a guardare i bambini giocare o il semplice passaggio dell’umanità in fermento.
Non è per lamentarmi, né per sottolineare il degrado e il caos con un senso di psicosi.
Lo dico con amarezza, con malinconia.

E’ cambiata Roma perché è cambiato il mondo.
I volti sono diversi. Il “melting pot” ha rivoluzionato il senso estetico, il tratto somatico dei visi.

Passi nei dintorni della Stazione Termini e ti accorgi che se hai visto un film che ti è piaciuto come Taken, ora lo vivi. Lo dico sorridendo ma le facce che incontri sono facce da Taken. Non sono ilari, non paiono motivate da una bramosia di santità.

A Roma, ormai, i locali sono quelli che trovi in tutte le metropoli del mondo. Quelli che emanano odori misti di cipolla, umidità, naftalina e improbabili zuppe. Quei dettagli che rischiano di annientare la diversità storica e architettonica delle città facendole sembrare tutte uguali come i mattoncini del lego ma di un solo colore.

Non dico l’estetica. Sorvoliamo. Sarebbe come convincere Francesco che l’accoglienza di cui parla è semplicemente irreale. Un’utopia, punto.

Il traffico è lo stesso di “quasi” sempre. Però non vedi ferrose Fiat 500 a smazzarsi le piazze o motorini con ragazzi intabarrati nei giubbotti di renna a percorrerle. No, ora vedi una accolita di “suvvoni” cafonal cafonal senza chic, neri incazzati e incazzati neri, a correre di qua e di là. Che quando spunta una Panda 30, ti vengono le lacrime agli occhi, di commozione.

Tanta tecnologia in giro tra telecamere, cellulari, dispositivi che della privacy se ne fregano nonostante leggi e garanti.

La Roma dei politici veri, quelli che avevano il gusto dell’ironia e del patto col demonio, la Roma dei preti indulgenti, non troppo avvezzi a far demagogia scalpitante che manco Tony Manero il sabato sera, la Roma “delinquente” di intrallazzi a crimini da pianificare al bar, pure quella è cambiata. Erano i tempi del Libanese, der Bufalo, der canaro, erano anni di piombo e di spranghe.

Al posto della compianta Prima Repubblica ci ritroviamo faccioni con occhi da sardina intenti a recitare, con aria contrita, proclami che non capiscono. Ma a cercar politica è come per la ripresa. Non esiste. E gli attori sono pessimi.

Dialetti e motteggi all’italica resistono ma sono malconci di fronte all’incomprensibile deredeng di tante altre lingue. La tolleranza fa moda ma è come la sicurezza. Non c’è.

Insomma la mia Roma, la Roma dei miei nonni di Trastevere, di mio padre “testaccino”, della mia bisnonna di Campo de Fiori col suo banco di biancheria che lavorava sotto l’egida delle Roma papalina quando il papa “giustiziere” non faceva mancare ai suoi fedeli una minestra di sacro senza appesantirci col lesso, non lessico, der volemose bene, insomma, non esiste più. Diranno in molti: e meno male?

Mah, che dire, sentirsi non accolti, per usare un termine molto in voga, a casa propria, fa tristezza.

Soprattutto perché pensi al mondo come era. Sì, è vero, c’erano i blocchi contrapposti, c’era la guerra fredda, c’era l’Urss, c’erano le Brigate Rosse ma c’era anche, a mio avviso, una diversa umanità. La violenza non era la norma, era l’eccezione. Oggi sembra diffusa l’abitudine a emulare il peggio del peggio. Facce da Taken appunto. Per necessità e per virtù. Goodbye Lenin.

Ho nostalgia di Tribuna Elettorale, di Carosello, della televisione in bianco e nero, delle  moto Enduro e Regolarità, dei braccialetti fatti con le perline, delle labbra fulgide col lucidalabbra, dei camperos, del Luneur, di Happy Days, di Almanacco del giorno dopo, della fine delle trasmissioni alle 23, del sabato sera che c’era Canzonissima, delle serate estive al mare in due sul motorino quando ti fermavano i Carabinieri che se ne andavano in giro col pulmino Fiat 850, ho nostalgia dei dischi a 33 giri, da ascoltare alle feste del sabato, rigorosamente di pomeriggio.

E’ meglio oggi o era meglio ieri, quando le feste del sabato sera finivano alle 21 e te ne tornavi sudato e stanco ma felice? E’ libertà questa che annega nella retorica e ti sbatte fianco a fianco ogni giorno con un delirio psicopatologico chiamato integralismo? Erano altri tempi, era un’altro caos. Più “empatico”, più vicino a te, più simile ai tuoi lati oscuri.

Faccio un esempio: non sono mai stato attratto dalla cultura hippy, non sono mai stato né figlio dei fiori, né figlio di madre ignota, mio malgrado. Ho amato i nativi d’America, mi sono laureato nel gruppo demo-etno-antropologico, non sono stato indiano metropolitano. Non ho mai amato la promiscuità, né i melensi slogan dell’amore libero del tutto simili alle frasi sui sentimenti che oggi leggi su Facebook. L’apologetica dell’ammucchiata non mi ha mai detto nulla.

Eppure, pensate, ho anche nostalgia di quei volti stropicciati, “alternativamente” non conformi anche quando, a guardar bene, era l’altra faccia di una “conformità”, di una moda che arriva a noi sotto altre diramazioni. Pur preferendo “Caterina che va in città” all’adolescente “fascio” e all’invasato marxista-leninista. Tanto per chiarire. Però, con molta malinconia, e ben guardare, c’era qualcosa, in queste contrapposizioni, che era più sincero, più vero, c’era una domanda a cui forse si è data una risposta sbagliata ma la domanda c’era. La “notiziabilità” non era l’uscita dell’iPhone 8. Era un’altra.

Perdonate questa mia lunga digressione iniziale, questa riflessione che ho concepito solo per condurvi al racconto di una mostra fotografica particolarmente bella, a mio avviso, che, seppur in controtendenza con i miei valori, mi colpisce perché porta emozioni al mio cuore che vede quel mondo distante, troppo distante. Quei volti, quelle immagini sembrano mormorare come il professor Keating de L’attimo fuggente: caaaarpeee dieeemmm.

La mostra si chiama ’77 una storia di quarant’anni fa nei lavori di Tano D’Amico e Pablo Echaurren ed è stata venerdì 22 settembre al Museo di Roma in Trastevere dove rimarrà sino al 14 gennaio 2018.

Tano D’Amico, si sposta a Roma nel 1967 nel clima della contestazione e si accosta quasi per caso alla fotografia. I primi reportage sono dedicati al sud, alla Sicilia e alla Sardegna, ma viaggia anche all’estero per “Il mondo”: va nell’Irlanda della guerra civile, nella Grecia dei colonelli, nella Spagna franchista, in Portogallo durante la rivoluzione dei garofani, più volte in Palestina, Somalia, Bosnia, Chiapas, Stati Uniti.

Il suo sguardo si distingue subito da quello degli altri fotografi. Non gli interessano i fatti di cronaca quanto piuttosto le ragioni che li producono. Segue da vicino il movimento studentesco e operaio lungo tutto il suo percorso, attraversando per intero gli anni Settanta, con immagini che vanno – come dirà – “oltre il cliché della violenza”.
È vicino agli operai, ai minatori, alle femministe. Fotografa le carceri, le caserme, i manicomi.


D’Amico è il fotografo dei senza potere, dei vinti, di cui riesce a cogliere la bellezza umana del disagio sociale.
Le sue immagini cercano di restituire dignità a coloro cui la dignità è stata tolta. Li rappresenta con complicità, simpatia, partecipazione, facendo del bianco e nero e dell’obiettivo 35 mm una precisa scelta stilistica.

Pablo Echaurren inizia a dipingere sotto la guida di Gianfranco Baruchello e Arturo Schwarz, suo primo gallerista. Dagli anni Settanta espone in Italia e all’estero. Negli anni Ottanta e Novanta realizza numerosi fumetti di avanguardia come Caffeina d’Europa (una delle prime graphic novel).

La sua produzione si sviluppa all’insegna della contaminazione fra generi, fra alto e basso, arte e arti applicate, secondo un approccio progettuale, manuale e mentale, tipico del laboratorio. Ne discende un’idea dell’artista come artefice e inventore a tutto campo (pittura, ceramica, illustrazione, fumetto, scrittura, video), indifferente agli steccati e alle gerarchie che solitamente tendono a comprimere la creatività. Innumerevoli le pubblicazioni e le esposizioni personali in tutto il mondo.

Il rapporto tra arte, politica e ideologia e l’uso che i movimenti antagonisti del ’77 facevano delle strategie artistiche delle avanguardie del ’900: questi i temi centrali dell’esposizione.
La mostra ripercorre i volti delle persone, dei fatti e degli eventi accaduti nell’anno 1977, la storia di una generazione e di un paese raccontata attraverso le immagini fotografiche di uno tra i maggiori fotografi italiani e le opere di un artista tra i più interessanti della scena contemporanea.

La sperimentazione artistica e culturale che dal ’77 in poi è diventata, per la prima volta nella storia, pratica e linguaggio di massa, ha ispirato la scelta delle opere del fotografo Tano D’Amico e dell’artista Pablo Echaurren, per la loro storia personale, politica e artistica, che ha attraversato, segnandole, le espressioni creative che si sono sviluppate all’interno del movimento del ’77.

La mostra non è retta da un principio ordinatorio temporale o da una sequenza cronologica degli avvenimenti di cronaca, ma si struttura attorno ad aree tematiche che vogliono suscitare emozioni ma che restituiscono il contesto in cui matura e si forma la specificità del linguaggio del movimento del ’77.

Le aree individuate riguardano: le facce, le feste, le donne, il rapporto uomo-donna, l’opposizione, la morte e il sangue, le lettere, la comunicazione alogica, la poesia visiva, la creatività urbana. L’esposizione di circa 200 opere è arricchita dall’uscita del libro Il piombo e le rose Utopia e creatività del movimento editato da Postcart, dalla proiezione di filmati e da una postazione informatica per la consultazione di stampa e quotidiani dell’epoca.

Durante lo svolgimento della mostra sono previsti anche tre seminari tematici con giornalisti, storici, storici dell’arte e protagonisti del “movimento”.

Insomma, Roma è cambiata, è cambiato il mondo.
Non ho mai amato alcune cose ma l’alternativa che mi propone il mondo globale mi piace ancora meno.
Non è libertà, non è tolleranza, non è amore.
E’ propaganda. L’importante è saperlo.
l sogno di quei volti, pur distanti dal mio mondo, è un sogno comune, nella contrapposizione.
Essere vivi.
Che forse è questo davvero essere vivi, essere un po’ liberi.

INFO SULLA MOSTRA
APERTA: sino al 14 gennaio 2018
Sede Museo di Roma in Trastevere, Piazza Sant’Egidio 1/b
Orario Da martedì a domenica 10.00-20.00; la biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti Intero: € 6,00 Ridotto: € 5,00 per i cittadini residenti nel territorio di Roma Capitale.
Salvo integrazione se presente altra mostra
Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Curatore Gabriele Agostini
Promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale -Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Organizzazione Centro Sperimentale di Fotografia adams
Servizi museali Zètema Progetto Cultura
Info: 060608 (tutti i giorni 9.00 – 21.00);
http://www.museodiromaintrastevere.it

Organizzatori:
Centro Sperimentale di Fotografia adams
e-mail: csfadams@tiscali.it
http://www.csfadams.

 

 

 

Conoscere è partecipare

Conoscere è partecipare.
Roma, i musei, i monumenti, la città attraverso percorsi inediti e approcci insoliti.
Con la ripresa dell’anno scolastico, è stata presentata dal Comune di Roma, la scorsa settimana, la proposta didattica per gli studenti e per gli amanti della cultura e della “conoscenza”.

La nuova offerta per l’anno scolastico 2017/18 – promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, dall’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale e dall’Istituzione Sistema delle Biblioteche Centri Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura – comprende percorsi nei musei, itinerari alla scoperta della città, progetti speciali, laboratori, attività di simulazione e nuove modalità di comunicazione museale per imparare giocando e per rendere studenti e visitatori protagonisti effettivi dell’esperienza vissuta.

L’iniziativa per le scuole è parte integrante del programma “PATRIMONIO IN COMUNE. Conoscere è partecipare” del Comune di Roma.

L’intento? Stimolare alla conoscenza dell’arte e della storia di Roma, in molteplici forme per portare alla formazione ideale di una coscienza la coscienza del patrimonio come bene condiviso e da tutelare. Tutti insieme e appassionatamente.
Tantissimi gli appuntamenti a comporre il vasto programma didattico dell’iniziativa.

Vediamone alcuni:

  • Oltre 200 proposte, articolate per ogni tipo di scuola, sui musei archeologici, d’arte e scientifici e sul territorio per rendere fruibile a chiunque la lettura di un patrimonio culturale, immenso e variegato, come quello della città di Roma.
  • Consultazione on line del catalogo per ricercare facilmente le attività, selezionando tipologia, musei, siti del territorio. Ogni attività è accompagnata dalla relativa scheda didattica. Sperimentazione della pratica delle Visual Thinking Strategies – Strategie di pensiero visuale (VTS) in un progetto pilota, con appuntamenti specifici e in una dinamica di scambio: il museo diventa luogo di accoglienza e partecipazione di piccole comunità di studenti che osservano e si confrontano, attraverso la descrizione dell’arte, sperimentando nuove possibilità di dialogo.
  • Attività sui restauri ultimati e sulle azioni conservative della Sovrintendenza con incontri “dietro le quinte”, per sviluppare una coscienza del patrimonio come bene condiviso e da tutelare. Vengono presentati  temi relativi all’uso pubblico di piazze, monumenti, fontane, con particolare attenzione alle pratiche di manutenzione e salvaguardia (ad esempio Piazza di Spagna o Fontana di Trevi) e all’arte pubblica di nuova realizzazione (Effimere figure. William Kentridge e l’arte urbana di Triumphs and laments).
  • Numerose proposte multidisciplinari, nate dal lavoro “in rete” tra istituzioni diverse: museo/territorio, biblioteche, archivio.

Il catalogo di attività didattiche gratuite (la gratuità è dedicata alle scuole di Roma e Città Metropolitana fino a esaurimento dei posti disponibili, ad eccezione del Museo di Zoologia e del Planetario) prevede iniziative consolidate e nuove proposte, con modalità e strumenti di comunicazione puntualmente diversificati per fasce d’età.

Tra visite alle mostre, percorsi museali guidati, passeggiate botaniche, laboratori, incontri scientifici e ludici gli argomenti spaziano dall’archeologia all’età contemporanea, dall’architettura alla storia, dalla scienza alle tradizioni popolari, dall’arte applicata alla botanica, dalla fotografia all’astronomia.

 Nello specifico:

  • Percorsi nei Musei, incontri guidati, diversificati tra loro, realizzati in maniera interattiva, con lo scopo di conoscere i capolavori e le collezioni archeologiche, e destinati anche alla conoscenza del patrimonio naturalistico. Tra gli altri: “Una città tanti racconti: le origini di Roma narrate per immagini” ai Musei Capitolini; “Il Museo rispecchia la città. Trova la storia che più ti piace” al Museo di Roma; “Un viaggio nella Roma del Novecento tra arte e musica” alla Galleria d’Arte Moderna.
  • Roma Museo Diffuso, itinerari alla scoperta della città antica, della città moderna, delle ville nobiliari, dei giardini e delle passeggiate pubbliche, per imparare a guardare e a “leggere” il patrimonio anche nella quotidianità. Tra i monumenti da poco restaurati e aperti al pubblico, la visita al Circo Massimo.
  • Conoscere attraverso il fare”, laboratori per osservare, manipolare e creare, per vivere l’archeologia e l’arte oltre la mostra e attraverso l’opera, puntando sul binomio apprendimento/gioco. Tra minilab, attività di simulazione, sperimentali e cooperative learning, il ricchissimo programma, al Museo Civico di Zoologia, permette a bambini e ai ragazzi di conoscere e sperimentare la natura.
  • Visite e laboratori per bambini e famiglie condotti da artisti e da curatori in occasione delle principali esposizioni allestite nei Musei civici (tra le altre: “Hokusai. Sulle orme del Maestro”; “Piranesi. La fabbrica dell’utopia”; “Paesaggi urbani nella Roma del Novecento di Francesco Trombadori”; “Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa”).
  • Osservare, comprendere, comunicare attraverso l’arte. Studenti al museo con le Visual Thinking Strategies, lettura di opere in cinque sedi del sistema dei Musei Civici (Musei Capitolini, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, Galleria d’Arte Moderna e Museo di Roma). Studenti grandi e piccoli vengono incoraggiati a usare le capacità di osservazione e riflessione, confrontandosi in gruppo e vivendo il museo come luogo di accoglienza e di dialogo.
  • Un libro aperto sulla storia, percorsi tematici per una lettura della città nella storia, concepiti come cicli cronologici, articolati in percorsi tra museo e territorio. “Roma antica”, “Roma medievale”, “Roma moderna”, “Roma nell’800” e “Roma nel ’900”: storia e memoria si dispiegano come un libro di immagini, percezioni ed emozioni sui temi affrontati in classe.
  • Tra luoghi e carte, itinerario integrato tra territorio e Archivio Capitolino, itinerari per avvicinarsi alla storia della città e alla ricerca d’archivio.
  • Leggere la città, una mattinata alla scoperta del museo o del territorio e una sosta in biblioteca per ritrovare gli argomenti della visita attraverso la lettura.
  • Speciale Scienza, incontri integrati, in classe e al Museo di Zoologia, per affrontare insieme le più diverse tematiche scientifiche mentre i grandi temi dello spazio, del tempo, dell’origine dei pianeti e delle stelle sono approfonditi attraverso gli spettacoli astronomici, le conferenze e le osservazioni di Roma Planetario (attività a pagamento).
  • La Biblioteca va al Museo, dedicato a piccoli e giovani studenti per avvicinarsi al museo e alla lettura attraverso la ‘mobilità’ dei libri e della cultura.

La Sovrintendenza ha attivato anche Progetti Alternanza Scuola Lavoro, per la promozione di uno scambio ideale tra istituzioni – Sovrintendenza e Scuola – e tra persone: studenti, docenti e curatori. Da un lato, gli studenti sperimentano professionalità legate ai settori dei beni culturali, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio di Roma Capitale, dall’altro, la Sovrintendenza ascolterà un contributo di idee sul patrimonio comune e su come comunicarlo. 

Tutta l’attività didattica si incentra sui temi e sugli argomenti più vari: dalla botanica all’arte contemporanea, dalle arti applicate alla scienza e all’archeologia.

  • Oltre alle attività e grandi iniziative consolidate della tradizione (“Educare alle mostre, Educare alla città”, “Weekend al Museo”, “Notte dei Musei”, “Giornata europea del Patrimonio”, “Zoohalloween”, “Biennale Arteinsieme”), sono diverse le nuove proposte in atto o programmate per il prossimo anno: Il patrimonio di tutti. Roma fuoridentro le mura, Archeologia del regime, Invito a casa del Cardinale, Cultura della salvaguardia, Lezioni-spettacolo in collaborazione con il Teatro di Roma, Laboratori di psicologia dell’arte, MIX – Incontriamoci al Museo.
  • Diversi eventi speciali per ogni fascia d’età;
  • servizi e progetti all’insegna dell’accessibilità, con l’intento di realizzare musei “aperti” a tutti, abbattendo le barriere architettoniche e sensoriali.

Nel dettaglio:

  • Educare alle mostre, Educare alla città (settima edizione – a partire da ottobre 2017).

Un laboratorio per conoscere e approfondire argomenti su Roma a 360 gradi. Dedicato prevalentemente a docenti e studenti universitari ma aperto a tutti, il programma, in vari incontri gratuiti, da ottobre a maggio, approfondisce con sguardi diversi e interdisciplinari temi relativi alle collezioni museali, alle mostre e aspetti rilevanti della storia della città, tra cui cambiamenti urbanistici, sociali e culturali, con particolare attenzione ad aspetti meno conosciuti: temi e luoghi della scienza e della storia delle donne per delineare, da punti di vista non usuali, una mappa della città nell’età moderna e contemporanea.

Il servizio formativo/informativo, concepito come lavoro in rete tra alcune delle istituzioni culturali di Roma, porta il pubblico a contatto con luoghi diversi della città: la rete del Sistema Musei Civici e gli spazi monumentali della Sovrintendenza, il circuito delle biblioteche comunali, l’Archivio Storico Capitolino, la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, la sede dell’ex-Mattatoio del Dipartimento di Architettura di Roma Tre, l’Accademia di Belle Arti e la sede dell’Istituto Luce nel Teatro dei Dioscuri al Quirinale.

Gli incontri gratuiti sono curati da docenti universitari, studiosi, archeologi e storici dell’arte della Sovrintendenza, curatori di mostre.

  • Il patrimonio di tutti. Roma fuoridentro le mura: una serie di “appuntamenti al museo” fuori dagli schemi, finalizzati a creare un rapporto specifico tra istituzioni, coinvolgendo associazioni, comunità e persone. Quindici Municipi per Ventuno Musei si mettono in gioco per ridefinire le proprie identità e riscoprire l’appartenenza condivisa del patrimonio (a partire da gennaio 2018);
  • Roma Museo Diffuso: programma articolato in diverse iniziative per conoscere la città, i monumenti, le testimonianze artistiche e culturali meno note, disseminate sul territorio.
  • Archeologia in Comune: visite per conoscere la città antica, con aperture straordinarie di siti e monumenti e con uno sguardo agli interventi di restauro;
  • Archeologia del Regime: conferenze/incontri in siti/monumenti;
  • Traiano nei luoghi di Traiano: in occasione delle celebrazioni per i 1900 anni della morte di Traiano e in relazione alla mostra presso i Mercati di Traiano (dal 29 novembre), sono in calendario visite negli edifici e monumenti da lui costruiti o restaurati, o comunque realizzati durante il suo regno;
  • Invito a Casa del Cardinale: aperture straordinarie della Casina del cardinal Bessarione, uno dei luoghi più significativi della Roma quattrocentesca;
  • Le sculture di Villa Borghese. Un deposito aperto: appuntamenti periodici al Museo Pietro Canonica per approfondire la storia delle statue che decoravano originariamente la Villa;
  • Cultura della salvaguardia: visite ai restauri e agli scavi in corso o ai monumenti appena restaurati, “Passeggiate scientifiche”, a cura del Museo Civico di Zoologia: tante iniziative con l’obiettivo di comunicare i lavori della Sovrintendenza e sviluppare ulteriormente la partecipazione al patrimonio e alla cura dei beni comuni, sensibilizzando  i cittadini alla partecipazione e alla salvaguardia attiva del patrimonio artistico, naturalistico e ambientale della città.
  • Occasioni speciali per conoscere l’arte e vivere la città, all’insegna della partecipazione, della solidarietà e del gioco. In calendario:
  • Giornate Europee del PatrimonioCultura e Natura” (23/24 settembre);
  • Giornata Nazionale delle Famiglie al MuseoF@Mu2017, una giornata all’insegna dell’arte e del divertimento in famiglia (8 ottobre);
  • ZooHalloween, una serata da brividi al Museo di Zoologia (31 ottobre);
  • Giornata internazionale delle persone con disabilità (3 dicembre);
  • Vacanze di Natale – Musei in Gioco, per imparare giocando in famiglia sotto le feste;
  • Giornata mondiale del malatoArte in corsia”, un’alternativa culturale, e insieme ludica, offerta ai degenti di alcuni nosocomi romani (11 febbraio);
  • 21 aprile, 2771 Natale di Roma, la festa della città si snoda attraverso tre diverse iniziative. Sono rivolti a tutti i cittadini gli appuntamenti per costruire insieme conoscenze ed esperienze attraverso le Visual Thinking Strategies, ospitati in simultanea in alcuni musei e sul territorio. Tornano poi la tradizionale Maratona di lettura di sonetti di Giuseppe Gioacchino Belli (20 aprile), un omaggio della città al suo massimo poeta, e gli incontri di Roma vuol dire… per raccontare opere, monumenti e luoghi della città;
  • Appia day (maggio);
  • Notte dei Musei (penultimo sabato di maggio);
  • Giornata Mondiale del Rifugiato, per far conoscere le esperienze condotte da alcune associazioni in alcuni musei su progetti speciali (20 giugno);
  • Week end al museo, iniziative per le famiglie al Museo di Zoologia (Scienza divertente, Passeggiate scientifiche, Scienza in Famiglia, ScienzOfficina).
  • Mostre e non solo: oltre alle visite in occasione delle principali esposizioni allestite nei Musei Civici e ai laboratori per bambini e famiglie condotti da artisti e da curatori, sono proposte anche Lezioni-spettacolo in collaborazione con il Teatro di Roma, per le scuole e il pubblico. Un’esperienza multisensoriale che coinvolge il visitatore suscitando emozioni, stimolando l’immaginazione e rendendo vicine e attuali biografie antiche.
  • Il museo: un’esperienza per tutti, iniziative all’insegna dell’accessibilità museale, come:
  • Musei da toccare, visite tattili sensoriali in numerosi spazi del Sistema Musei Civici;
  • Art for the blind – Ara Pacis, progetto sperimentale unico nel suo genere nato e pensato per il Museo dell’Ara Pacis da e per i non vedenti;
  • Visite per persone con disabilità mentali;
  • Arteinsieme Biennale 2019, manifestazione Biennale Arteinsieme-cultura e culture senza barriere.
  • Progetti del Servizio Civile: iniziative specifiche dedicate all’accessibilità fisica e/o sensoriale nonché all’inclusione, per agevolare la piena fruizione del patrimonio da parte di tutti. Tra i tanti: Ore 10, Lezione di Arteterapia, per utenti con disabilità intellettiva e relazionale; Un colore, mille colori, per gli studenti, finalizzato a favorire l’inclusione; Un ricordo, la nostra storia, per gli ospiti dei Centri per la Terza Età; Il museo va in periferia, per gli studenti; Il Patrimonio Silenzioso, per non udenti; MO.VE., per turisti brasiliani, cinesi, russi.
  • Approcci diversi per la conoscenza e l’osservazione dell’opera d’arte, in attività innovative come Viaggi di psicoanalisi dell’arte, realizzati in stretta collaborazione tra curatori e specialisti del settore (medici psichiatri) o nelle sperimentazioni di laboratori di psicologia dell’arte, come La Psiche alata. Tra memoria, percezione e immaginazione, un laboratorio integrato per il pubblico (vedenti e non) per sperimentare modi nuovi di esprimersi graficamente.
  • MIX – Incontriamoci al Museo: un nuovo contenitore di eventi, sviluppato in 7 percorsi. Gli appuntamenti spaziano dall’arte contemporanea, all’illustrazione e al fumetto, dalla letteratura ai laboratori, dalle visite guidate tematiche e animate alle conferenze. Anche questo progetto è stato ideato con l’intento di rendere gli spazi museali un luogo di incontro e partecipazione attiva, attrarre target diversi di pubblico (adolescenti, giovani, famiglie, anziani, cittadini stranieri residenti a Roma) per far conoscere loro gli spazi e farli vivere con modalità inconsuete.
  • RomaPlanetario: il nuovo Planetario di Roma presso l’Ex Dogana offre un’esperienza totale e vertiginosa, con una rinnovata tecnologia di proiezione. In programma attività didattiche/divulgative rivolte ai cittadini grandi e piccoli, come osservazioni del cielo al telescopio, eventi artistici, concerti, copertura in diretta di fenomeni astronomici rilevanti, conferenze, corsi di astronomia.

 Calendario delle attività e aggiornamenti sono consultabili on line www.sovraintendenzaroma.itwww.museiincomuneroma.it 
scuole.museiincomuneroma.it
@educaroma

INFO
Tel. 060608 (tutti i giorni, ore 9.00-19.00)

 

Scheggia

Come fa il delirio
quando accoglie e oltraggia
tra sbattute sponde
il passato che raggruma,
intento ai manti floreali
cerco scampo
accarezzando
respiri senza verbo
di occhi in amorosi musi.
Divento, poi,
scheggia che s’invola
nel tramonto col sapore di un pompelmo rosa
in attesa delle briciole del giorno.
Sarà forse la mia, una cupa storia
come tante
di groppi e graffi
su vetri infranti e lattonerie di crosta,
forse scialba o sonnolenta.
Ma non mi importa.
Ho la visione di un assolato campo
con lampi d’igniti dardi
in cui c’è traccia
di improvvisi scatti
tra memorie e spilli
e luminose sorti

 

E’ una gibigianna, in briciole

E’ nel sole del mattino
che si nasconde un principio
di stracciata eternità.
Nell’aria fredda
che cospira
sui digrigni delle ombre.
È una cromatica congiura
che slaccia i vessilli
con sembianze d’illimitato.
La fine e l’inizio.
Grovigli inconsapevoli
conferiscono
metafisiche solitarie
a strade quotidiane
affollate di respiri.
Mentre scorrono nuvole,
su secoli di pietra.
È una gibigianna,
in briciole.