Uscita fotografica via Appia e Parco della Caffarella

Domenica scorsa, uscita fotografica con un gruppo che mi piace particolarmente frequentare, io che non amo le combriccole.

Con l’associazione delle Libellule Azzurre, gestita da due ragazze veramente in gamba, si passano giornate di trekking fotografico veramente ineteressanti.

Eccone un sunto: via Appia e parco della Caffarella in una tiepida giornata di marzo. What else?

Scatti effettuati con Nikon D7100, obiettivi Nikon, Sigma (28-105 mm, tele 70-300 mm e grandangolo 10-24 mm).

 

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Ininterrottamente

Ininterrotti sono i dialoghi.

Tra il cielo e l’immota eternità.

E’ nel silenzio, che la parola si fa pietra.

Di rivelazione, sussurrando sogni.

Qui, si, proprio qui.

A San Galgano.

Dove il cammino diventa volo.

Testimoniando vita, sgranando essenza.

 

 

Il Natale è anche questa luce

Qualcuno ha detto: “Per conoscere veramente il vostro orientamento esistenziale dovete indagare a fondo la natura del vostro desiderio e del vostro desiderare”.

Ecco, io desidero lasciarmi avvolgere da una luce d’inverno come questa che vado puntualmente a cercare ogni fine anno. Siamo in Val d’Orcia, vicino alla cappellina della Madonna di Vitaleta.

Camminare in silenzio su queste colline riesce a porti in ascolto di ciò che appunto è il tuo desiderio. Entrare in contatto con un po’ di luce e di tenerezza che sappia dare un po’ di chiarore anche quando fa notte.

E avere la speranza che questa luce sia per tutti.

Anche questo è il Natale. Il cammino in silenzio verso questa luce.

Ancora auguri.

Essere altrove, per ritrovarsi a casa propria 


Essere altrove, per ritrovarsi a casa propria.

Nel fascino di ciò che cerco, che mi trafigge, di fronte all’ignoto di cui sono consapevole. Il silenzio, un bastione di vastità in opposizione allo sfrigolare del mondo che non mi appartiene.

Luoghi dove mi ritrovo e incontro me stesso, nella luce e nei sussurri del vento. Tutto questo è Cabo da Roca in Portogallo che, come alcuni altri spazi, diviene per il mio vivere, una patria dell’anima. Luoghi che parlano la mia lingua e che rappresentano le mie radici metafisiche.

Il silenzio della bellezza

Il silenzio della bellezza.

 

Vitaleta 12 - 01-01-2017
Sulla strada per andare a Pienza, in Toscana, partendo da San Quirico d’Orcia, quasi adagiata dalla mano del Creatore in mezzo a colline di uno splendore trasognato, troviamo la piccola chiesetta della Madonna di Vitaleta.
Arrivarci a piedi, abbandonata la macchina molto prima, quel tanto che basta per immergersi nel silenzio di un mondo che appare “oltre”, è un’esperienza di abbandono alla bellezza più totale, quella che nel silenzio, sussurra.
Dalla chiesa, come si presume di origine tardo-rinascimentale, 1590, proviene la statua della Madonna attribuita ad Andrea della Robbia che oggi si trova a San Quirico d’Orcia. Il panorama, intenso e struggente, è uno di quelli più fotografati. Da sentirsene trafitti ogni volta, senza sosta. Restaurata nel 1184 dall’architetto Giuseppe Partini, questa deliziosa chiesetta è stata recentemente classificata come Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco.

Vitaleta 15 -01-01-2017

Vitaleta 3 - 01-01-2017
Amo il cammino, amo fare trekking in questi luoghi. E’ come se il contatto con la bellezza risvegliasse il torpore della mente, scannata troppe volte da faccende inutili, aumentando la percezione con il senso immortale di molte cose. E il sentire si fa più chiaro, il sublime si avvicina con passo lieve per farsi non più eco ma sguardo e abbraccio. Ogni volta che ritorno in macchina dopo aver fotografato al tramonto queste colline, con la luce che taglia e sibila insieme al vento mentre intorno si fa buio, mi sento diverso. Accendo il motore e riparto mentre penso, cosa strana, in una sorta di misticismo delle emozioni, eccomi di nuovo sul Pianeta Terra dopo aver fatto un viaggio in una dimensione altra, parallela e silenziosa, dove tutto è grazia. E luce, e armonia.
Ritorno fisicamente nel mio corpo dopo essere stato oltre, in volo.

Val d'Orcia 1

 

La bellezza

“La luce del mattino ci ferirà gli occhi. Dovremo di nuovo ritrovare il nostro corpo, andare verso ciò che, sin dal risveglio, ci viene incontro e di cui non sappiamo nulla, se non che procede verso di noi, con la dolce fatica del giorno. La bellezza ci sta dinanzi, sin dall’alba. Desta ben prima di noi. Fedele, aspetta. Il suo respiro si irradia nel più esile silenzio, nell’aria intorno ai mandorli. Aspetta che si apra in noi la strada per la quale potrà giungere senza ferirsi”

Christian Bobin – L’uomo del disastro (l’angelo, l’infanzia e Antonin Artaud) – AnimaMundi Edizioni

val-dorcia-capodanno-2015

La luce del mondo

scoziadunnottarcastle6

“La luce del mondo non viene del mondo.

Viene dall’avvampare di cuori puri,

invaghiti, più che di sé,

dalla radicale semplicità di un cielo azzurro,

di un gesto generoso,

di una parola fresca”.

Christian Bobin, La luce del mondo (Gribaudi Edizioni)

 

Scozia 2016, le scogliere intorno al Dunnottar Castle.

Buona serata