Malinconica “voluttuosità”

Altro brano, di dolce e malinconica “voluttuosità”. Una della canzoni più belle dei Cigarettes After Sex. Il passo lento, sinuoso, è quello di due corpi che delicatamente ballano, in casa, “strafatti” di loro stessi. Nessun bisogno altro, solo ballare e godere l’uno dell’altro. Che cosa può esserci di meglio di riuscire a farsi del bene e godere della vita, forti e straripanti come la tempesta? Mi piace la loro musica perché ha lo stile del fuoco dentro il ghiaccio: il fuoco brucia ma il ghiaccio non si scioglie.

Come avere dentro di sé Apollo e Dioniso in unica forma. Non è sballo, è elevazione.

Buona serata.

Nessuno ti farà del male, baby

Ti ho sussurrato qualcosa
Qualcosa di davvero perverso
Ma l’ho detto lo stesso
Ti ho fatto sorridere e distogliere lo sguardo
Nessuno ti farà del male, baby
Finché sei con me starai benissimo
Nessuno ti farà del male, baby
Nessuno ti porterà via da me
Quando balliamo nel mio salotto
Al suono di stupida R&B anni ’90
Quando beviamo un drink o anche tre
Finisce sempre in una scena fumosa sotto la doccia
Quando ridiamo e cantiamo al microfono
le nostre canzoni, con gli occhiali da sole

 

 

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Il conforto

E’ un pò che non vi propongo qualche brano.

Vivo quando scrivo e quando ascolto musica. E quando cammino e viaggio.

Ho suonato per anni a livello professionistico, da batterista, ho fatto due dischi e poi, non vedendo luce, mi sono dedicato all’altra mia passione: scrivere. Per dire la verità anche in questo caso, soprattutto in Italia, scrivere è un pò come fare musica. La luce la vedi a tratti. Ma, insomma, non voglio tediarvi. Voglio dire altro.

La musica è da sempre la stella danzante che mi porta “oltre” e mi fa compagnia. Come i libri. Ho la casa ricolma di vinili, cd e cassette.

E ovviamente, cataste di libri ovunque. Ho ascoltato musica colta e popolare, vissuto la new wave e il punk in gioventù. Una cosa è certa: non ho quegli snobismi ad uso di molti “critici”. Sia per la musica che per la scrittura.

Ciò che mi comunica una “visione” lo apprezzo, ciò che non mi comunica nulla, lo oltrepasso. Tutto qui. In questo caso, l’abbinamento Tiziano Ferro e Carmen Consoli mi comunica molto, mi avvolge.

Il conforto, chi non ne ha bisogno. Bello il video, bella lei, belli tutti, un colpo in gola il brano. Ve lo propongo con testo annesso e poi anche un altro brano…

Il conforto
Se questa città non dorme
Allora siamo in due
Per non farti scappare
Chiusi la porta e consegnai la chiave a te
Adesso sono certa della differenza tra
Prossimità e vicinanza
Eh, è il modo in cui ti muovi
In una tenda in questo mio deserto
Sarà che piove da luglio
Il mondo che esplode in pianto
Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E occhi bendati, su un cielo girato di spalle
La pazienza, casa nostra, il contatto, il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me
Se questa città confonde
Allora siete in due
Per non farmi scappare
Mi chiuse gli occhi e consegnò la chiave a te
Adesso sono certo
Della differenza tra distanza e lontananza
Sarà
Sarà che non esci da mesi
Sei stanco e hai finito i sorrisi soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani
Ci vuole coraggio
E occhi bendati su un cielo girato di spalle
La pazienza a casa nostra il coraggio il tuo conforto
Ha a che fare con me
È qualcosa che ha a che fare con me
Sarà la pioggia d’estate
O Dio che ci guarda dall’alto
Sarà che non esci da mesi sei stanco
Hai finito e respiri soltanto
Per pesare il cuore con entrambe le mani mi ci vuole un miraggio
Quel conforto che
Ha a che fare con te
Quel conforto che ha a che fare con te
Per pesare il cuore con entrambe le mani ci vuole coraggio
E tanto tanto troppo troppo troppo amore
Compositori: Tiziano Ferro / Emanuele Dabbono
Testo di Il conforto © Peermusic Publishing
 

 

L’anima vola

Adoro questa canzone, adoro Elisa

 

L’Anima Vola
Le basta solo un po’ d’aria nuova
Se mi guardi negli occhi
Cercami il cuore
Non perderti nei suoi riflessi
Non mi comprare niente
Sorriderò se ti accorgi di me fra la gente
Sì che è importante
Che io sia per te in ogni posto
In ogni caso quella di sempre
Un bacio è come il vento
Quando arriva piano però muove tutto quanto
E un’anima forte che sa stare sola
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
E se ti cerca è soltanto perché
L’Anima osa
E’ lei che si perde
Poi si ritrova
E come balla
Quando si accorge che sei lì a guardarla
Non mi portare niente
Mi basta fermare insieme a te un istante
E se mi riesce
Poi ti saprò riconoscere anche tra mille tempeste
Un bacio è come il vento
Quando soffia piano però muove tutto quanto
E un’anima forte che non ha paura
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
E se ti cerca è soltanto perché
L’Anima Vola
Mica si perde
L’Anima Vola
Non si nasconde
L’Anima Vola
Cosa le serve
L’Anima Vola
Mica si spegne

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Non è l’amore che va via

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Per me è una delle più belle. Non è l’amore che va via di Vinicio Capossela, poeta ubriacone, a quest’ora, chi può, con un sorso di vino rosso.

Mi piace molto la sua vena struggente e disincantata.

Musica per chi sa coglierla. Come la vera bellezza. O il vero amore. Nè ciarliero, né promettente. Silenzioso e presente, attento e premuroso.

AMAT VICTORIA CURAM, il mio tatuato braccio.

Questo brano è struggimento. E’ strappare vita al tempo che passa, è fare proprio l’attimo fuggente, è dare un calcio alla tristezza, trasformandola in dolce malinconia.

Buona serata e buon ascolto

October, un ottimo ascolto

October, un ottimo ascolto. Sarà che oggi più che ottobre sembra dicembre, sarà che fa freddo ma ascoltare uno dei più intensi brani degli U2 con una bella tazza di tè apre ad improvvisi squarci metafisici. Se poi avete un pò di tempo per ascoltare tutto il disco, si disco mi piace ancora chiamarlo, più che ottobre, sembra una invincibile estate. October è il secondo disco della band irlandese. Esce nel 1981. Anni di lotta e di aspirazioni rivoluzionarie. Il 3 ottobre del 1981 si conclude lo sciopero della fame dei guerriglieri dell’IRA iniziato il 1° marzo da Bobby Sands che morirà il 5 maggio assieme ad altri 9 detenuti tra il maggio e l’agosto dello stesso anno. Da una parte il vento di protesta, il fuoco delle manifestazioni di strada e dei concerti con il volume al massimo nei centri sociali. Dall’altra, il disco della band, particolarmente introspettivo, con Bono in crisi mistica. Assieme a The Edge fanno parte della setta religiosa Shalom e il gruppo è in crisi. I brano sono ugualmente fuoco che cova sotto la cenere. Tomorrow, dedicata alla madre di Bono morta a 14 anni, è struggente e tagliente al tempo stesso. Gloria, un vero e proprio inno religioso in latino, Stranger in a strange land, che dice tutto, Rejoice, gioisco, Fire, With a shout (Jerusalem), I fall down, Is that all, I threw a brick a through a window, Scarlet: sono brani che lasciano intuire tutta la forza propulsiva del gruppo, il detonatore del rock è pronto a esplodere. Ascoltare certi brani, vi propongo October anche in parole, riporta con la mente a certi giorni. Come accade sempre per chi sa percepire tutta l’intensità della musica. Da una parte le lotte per l’indipendenza irlandese e un popolo in movimento, dall’altra la musica che, come ogni forma d’arte, può rappresentare un valido (per me indispensabile) tentativo di trovare un senso e attraversare il ghiaccio sottile della lastre dell’esistenza. Intimista o no, questo disco riporta a molte riflessioni. Per non dimenticare, per sopravvivere, per combattere, per trovare sempre un motivo di cui godere della vita. E trovare la possibilità di un “Beautiful day” tanto per rimanere in tema. E chissenefrega di tutto quello che ci duole, chissenefrega di tutto quello che ci morde. Provo a stendermi su un tappeto di foglie, in autunno, di quelle che cadono a centinaia, e rivolgo gli occhi al cielo e penso: sono qui io con me, con chi voglio, con i miei affetti e tutto il resto è fuori. Non sento freddo. Non è il té, tra i miei momenti rituali. Sono al caldo di ciò che sono. Cucito nei miei affetti e nel valore che dò alle mie cose, a me stesso e a quello che faccio. Il resto è polvere. Buon ascolto e buon ottobre

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Una muta canzone

L’assoluta intensità di Andrea Chimenti per andare incontro alla sera

 

Tu non ricordi piccino

Il regno della spiga di grano

Eri piccino bambino

E i flauti di penombra cantavano.

Oggi la tua carne da frusta

Piange una muta canzone di serpente

Il sonno sgorga dai tuoi occhi

E raccoglie fiori grigi

Sulle rive del fango.

 Anche se con gli occhi seguo nuove rotte

I miei ricordi tornano come vecchie crepe

L’odore dei miei campi e di polvere da sparo

Sono vecchie crepe nella mia mente.

Noi siamo infinito

“Perchè io so che ci sono persone che dicono che queste cose non esistono, e che ci sono persone che quando compiono diciassette anni dimenticano com’è averne sedici; so che un giorno queste diventeranno delle storie e le immagini diventeranno vecchie fotografie, e noi diventeremo il padre o la madre di qualcuno, ma qui, adesso, questi momenti non sono storie, questo sta succedendo, io sono qui, e sto guardando lei… ed è bellissima. Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta. E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito!”

Ci sono film che scavano dentro e scene indimenticabili.

Come questa.

E canzoni per catartiche giornate di luci tra le ombre.

Noi siamo infinito.

Eroi.

Tra le mie braccia

 

Into My Arms

I don’t believe in an interventionist God

But I know, darling, that you do
But if I did I would kneel down and ask Him
Not to intervene when it came to you
Not to touch a hair on your head
To leave you as you are
And if He felt He had to direct you
Then direct you into my armsInto my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my armsAnd I don’t believe in the existence of angels
But looking at you I wonder if that’s true
But if I did I would summon them together
And ask them to watch over you
To each burn a candle for you
To make bright and clear your path
And to walk, like Christ, in grace and love
And guide you into my arms

Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms

But I believe in love
And I know that you do too
And I believe in some kind of path
That we can walk down, me and you
So keep your candles burning
And make her journey bright and pure
That she will keep returning
Always and evermore

Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms, O Lord
Into my arms

Tra le mie braccia

Non credo in un Dio interventista
Ma cara, so che tu ci credi
Se ci credessi mi inginocchierei e gli chiederei
Di non intervenire quando si tratta di te
Di non toccarti nemmeno un capello
Di lasciarti proprio come sei
E se sente di doverti guidare
Che ti guidasse tra le mie braccia
Tra le mie braccia, o Signore
Tra le mie braccia
E non credo nell’esistenza degli angeli
Ma guardandoti mi chiedo se sia vero
Se ci credessi li invocherei tutti
E chiederei loro di prendersi cura di te
Chiederei a ognuno di loro di accendere una candela per te
Per rendere il tuo percorso luminoso e chiaro
E perché tu possa camminare, come Cristo, in grazie e amore
E guidarti tra le mie braccia
Tra le mie braccia, o Signore
Tra le mie braccia
E credo nell’Amore
E so che anche tu ci credi
E credo in qualche tipo di percorso
Sul quale possiamo camminare, io e te
Quindi tenete accese le candele
Per rendere il suo percorso luminoso e puro
Così che possa continuare a tornare
Sempre e per sempre
Tra le mie braccia, o Signore
Tra le mie braccia

Song to siren, Liz Fraser

hrelizabeth-barn
 Liz Fraser con This Mortal Coil
Long afloat on shipless oceans
I did all my best to smile
‘Til your singing eyes and fingers
Drew me loving to your isle
And you sang, “Sail to me, sail to me, let me enfold you”
Here I am, here I am, waiting to hold you.
Did I dream you dreamed about me?
Were you hare when I was fox?
Now my foolish boat is leaning
Broken lovelorn on your rocks.
For you sing, “Touch me not, touch me not, come back tomorrow”
Oh my heart, oh my heart shies from the sorrow.
I’m as puzzled as the oyster.
I’m as troubled as the tide.
Should I stand amid the breakers?
Or should I lie with death, my bride?
Hear me sing, “Swim to me, swim to me, let me enfold you”
Oh my heart, oh my heart is waiting to hold you
Per molto tempo sono stato a galla in oceani senza navi
Facevo del mio meglio per sorridere
Fino a quando i tuoi occhi canori e le tue dita canore
Non mi hanno attratto amorevole alla tua isola
E tu cantavi “Salpa verso di me, salpa verso di me, lascia che ti avvolga”
Eccomi, sono qui, in attesa di stringerti.
Ho sognato che tu mi abbia sognato?
Eri lepre mentre io ero volpe?
Adesso la mia sciocca barca si sta piegando
Infranta e prostrata sulle tue rocce.
Perché tu canti “Non toccarmi, non toccarmi, torna domani”.
Oh il mio cuore, oh il mio cuore, rifugge dal dolore.
Sono disorientato come l’ostrica.
Sono inquieto come la corrente.
Dovrei mantenermi in piedi fra le ondate?
O dovrei giacere con la morte mia sposa?
Ascoltami cantare: “Nuota da me, nuota da me, lascia che ti avvolga”.
Oh il mio cuore, oh il mio cuore, è in attesa di stringerti.