Tra poco solo Scrittore in viaggio

Cari amici,
come accennato qualche tempo fa,
a breve chiuderò questo spazio perché mi diventa molto complicato seguire tutto.

Spero vogliate continuare a leggermi su Scrittore in viaggio.

Su Scrittore in viaggio continuerò a dire le mie stupidaggini assieme a due ragazze che faranno da contrappeso con i loro scritti più seri e appassionati.
Saremo insomma scrittrici e scrittori in viaggio in cerca di bellezza per avere sempre nuovi occhi.

Nonostante tutto, nonostante il mondo.

Buona giornata.

 

 

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L’Hannibal che c’è in me

Domanda: voi lasceresti i vostri figli a scuola, in una scuola dove c’è un bidello, notizia di poche ore fa, che ha ucciso un gattino a bastonate davanti agli occhi dei bambini?

Il gattino è morto dopo un’ora di agonia. Accade a Gioia Tauro. Ora, l’altra domanda è: che genere di sentimenti può suscitarvi un essere di questo tipo? Siamo davvero in grado di riuscire ad essere distaccati davanti a persone siffatte?

Oppure il cono d’ombra che si agita all’interno di ognuno di noi vi alita dentro come un sacro fuoco interiore. Ecco, quando leggo certe notizie, come direbbe qualcuno. mi sale il nazismo.

Ma forse è più corretto dire che mi sento come il simpatico Hannibal, in cerca di cena e persone squisite. Buona serata a tutti.

Nuove collaborazioni

Cari amici,

Scrittore in viaggio si arricchisce di una nuova collaborazione.
Il blog avrà anche l’amica Manola Testai che porterà il suo contributo di “visioni” e sensazioni.
Se volete, potete leggere il suo primo contributo. Si parla di musica “on the road”.

Poi il mio articolo che vi riporta di un interessante foto-trek che ho fatto ieri per i monti della Tolfa. Passeggiando tra le orchidee ho fotografato molto.

Vi ricordo sempre, se vi farà piacere continuare a seguirci, di iscrivervi o andare su http://www.scrittoreinviaggio.com perché è in questo spazio che avvengono maggiori pubblicazioni.

Viaggia con me è dunque destinato ad essere un po’ trascurato e prima o poi ad essere chiuso perché la mia attività continua più costante sugli spazi che vi segnalo e che mi farà piacere se visiterete:
www.scrittoreinviaggio.com (come detto);
www.greenplanetnews.it (il quotidiano online che vi racconta di ambienete e mondo green);
www.laboratorieditoriali.it (la mia agenzia di editing che assieme al gruppo è in grado di progettare e realizzare riviste e tanto di più).

Buona serata.

 

 

Continuare a “vederci” su Scrittore in viaggio

Carissimi amici di questo spazio, rieccomi dopo qualche tempo.
Vi avevo già preannunciato che probabilmente avrei lasciato questo blog, invitandovi, se volete, a seguirmi su Scrittore in viaggio.

E dopo averci pensato a lungo, vi invito ancora una volta a farlo. Per tenerci in contatto e continuare i nostri “dialoghi” virtuali. Sia tramite scrittore in viaggio che, eventualmente lo vogliate, sulla pagina Facebook.

Ho deciso di proseguire su Scrittore in viaggio e di lasciare “Viaggia con me” per diversi motivi. Direi principalmente per una questione di ottimizzazione delle energie e dei contenuti e per evitare di rischiare di ripetermi.

Poi per un discorso di tempo. Non ultimo anche una certa volontà di dedicarmi ad altro.
Ma andiamo per gradi. Il tempo è la nostra vera ricchezza. Così come avere ottimi scambi.

E ringrazio tutti per avermi dato la possibilità di riflettere insieme qui. Però tenere due blog e cercare di far bene con un giornale online diventa complicato. Sento anche molto la responsabilità nei confronti delle persone che collaborano con me e che, come me, sperano di portare a casa qualcosa di buono in termini economici.

Fare troppe cose mi porta inevitabilmente a rischiare di essere superficiale o approssimativo da qualche parte. Un po’ come la coperta di Pippo che se la tiri da una parte di scopri dall’altra.

Dedicarmi ad altro significa, dunque, amministrare le mie risorse e cercare di incidere con attenzione su ciò che faccio. Quindi, spero possiate seguirmi numerosi su Scrittore in viaggio prima di chiudere definitivamente questo spazio che penso di fare entro la fine di febbraio.

Vi segnalo anche i miei ultimi contributi su Scrittore in viaggio:

https://www.scrittoreinviaggio.com/sanremo-ultimo-doveva-arrivare-primo/
https://www.scrittoreinviaggio.com/marina-malabotti-estetica-e-antropologia-tra-pubblico-e-privato/
https://www.scrittoreinviaggio.com/pensiero-discordante-il-coraggio-di-non-omologarsi/

Intanto sempre tanta luce e buona forza.

 

Sono ancora vivo, come Rocky, Rambo e Papillon

Quasi un mese che non scrivo su questo spazio. Altrove si ma qui, dove le parole si fanno più intime, no, non ho più scritto. Non sono stati giorni facili e ancora non ne sono proprio fuori. Continuano i giorni in cui i morsi di un dolore che ancora ho difficoltà a pronunciare, questi morsi si fanno sentire.

Un giorno forse vi racconterò di questo dolore improvviso, insensato che ha scardinato molte certezze o forse semplicemente dato conferme. Che la vita è tosta ma non impossibile.

Semplicemente bisogna godere del tempo come se fosse la degustazione di un ottimo vino. Scrive Vito Mancuso nel suo La Via della Bellezza: “Tutto è incerto è vero ma questo sole che ti scalda le ossa, questa notta di stelle, la tua terra, il tuo mare, il tuo preziosissimo amore, tutto questo c’è e non è solo vero, è anche bello, di quella bellezza veritiera che alimenta il piacere sereno di esistere”.

Ecco, questo sereno piacere di esistere è stato messo a dura prova il 7 dicembre alle 21 e 33 di un giorno qualunque. E forse, come giustamente sottolinea Mancuso, il peccato col dolore non c’entra proprio nulla.

C’è un difetto nell’essere da cui provengono il male e il dolore. E semplicemente, di fronte al dolore, quando arriva improvviso e si aggrappa alla gola, straziandoti il cuore, semplicemente non si può fare nulla.

Accettarlo, continuare ad avere fiducia, contemplando bellezza, facendo la veglia a ciò che di questo mondo ci fa sentire e alimentare “quel sereno piacere di esistere”.

Ho avuto grande rabbia nei confronti di Dio. Per la sua lontananza, inesistenza in quel momento, per me tragico e magari per altri non sarebbe nulla. Eppure, pur rivedendo tutto il mio senso “religioso” del credere, ancora continuo a pensare che tutto non possa finire così.

Se Dio permette il dolore è forse perché desidera la nostra libertà. Di scelta sino in fondo. Sono stato stordito, affranto, straziato e ancora sono molto esausto ma non a caso la suoneria del mio cellulare è il tema classico del film Rocky.

Sono un buon incassatore, un uomo che punta sempre al riscatto, a rialzarsi anche quando sta per gettare la spugna e si ritrova al tappeto coperto di sangue. Di sangue e lacrime, questa volta, ne ho versato molto.

Eppure, come direbbe Papillon, “sono ancora vivo, figli di puttana”. Anche se la scena che più mi si addice è quella finale di rambo dove, dopo aver seminato il caos, cede al pianto liberatorio.

Ma la vita è così. Bisogna viverla sempre. Come ieri, siamo in casa a cena, ci chiama la vicina, il marito ha un attacco epilettico. Lo rassereno col suo volto tra le mie mani. Chiamo l’ambulanza, sollecito e arriva. Ora sta meglio, tutti mi ringraziano. Peccato non aver avuto la stessa freddezza e presenza quella sera del 7 dicembre.

Risuonano solo le mie bestemmie e parole di disperazione quella sera, per non aver potuto nulla di fronte alla legge della vita che si ferma. Ho desiderato di fermarmi anche io, non ho dormito per notti, ancora non dormo. Però guardo avanti, e vivo.

Con l’anima che sanguina e una cicatrice in più sul mio corpo per tutto quello che, però, è la mia vita. E, nonostante tutto, dicendo grazie a Dio perché ciò che mi ha tolto, ha dato gioia, amore e felicità alla mia vita per 21 splendidi mesi.

La forza dell’amicizia

Oggi su Scrittore in Viaggio vi racconto di una storia che mi ha affascinato, una storia di autentici eroi, quelle storie che adoro e su cui mi soffermo volentieri.

L’amicizia tra Jesse Owen e Luz Long. L’altra sera hanno trasmesso il bellissimo film race, il colore della vittoria.

Da qui è nata la mia riflessione. Eccovi il link e buona serata.

https://www.scrittoreinviaggio.com/il-nero-dellalabama-e-lariano-di-germania-la-forza-dellamicizia/

Sono un uomo all’antica

Il buongiorno oggi è con le parole di Totò:

“Io sono un uomo all’antica
il mondo moderno, il mondo d’oggi
per me non c’è, non esiste
non lo vedo, non mi piace
detesto tutto di esso
la fretta, il frastuono, l’ossessione,
la volgarità, l’arrivismo, la frenesia,
le brutte maniere, la mancanza di rispetto per le tradizioni, le stupide scoperte
per questo vivo per conto mio
in un mondo mio da isolato
un mondo per bene”.

Attuale è dire poco. Perché l’eleganza non è una parola ma un modo di vivere.
Buona giornata.

Le giornate di una volta

Rieccomi, i ricordi, che arrivano così. Come la pioggia improvvisa in montagna, Te li aspetti perché tu sei come il tempo in montagna. Cambi umore in fretta e passi dal sole alle nuove alla pioggia. Dove la pioggia non è necessariamente la malinconia o la tristezza. Piuttosto ti bagni col passato, un diluvio del tempo che passa e che ti insegue e poi ti scroscia addosso tutta la sua furia.

Ecco, la pioggia dei ricordi. Pomeriggi da bambino. Esco con mia madre, andiamo con l’autobus da Narcisi Blu, un negozio enorme che vede jeans di tutte le marche, Levis, Wrangler, Lee, Wampum. I miei occhi ormonali si soffermano spesso da adolescente sul manifesto che giganteggia all’ingresso di questo negozio enorme che quando entri ti assale l’odore della tela blu.

Il manifesto è semplice: il posteriore di una donna di spalle che risplende in un paio di short di jeans, la marca è Jesus, con la scritta “Chi mi ama mi segua”. Senza paura di esser blasfemo, è anche merito loro se ho imparato ad amare Gesù e la bellezza del mondo da adolescente. Quegli short poi, altro che “Roberta”. Però non mi soffermo a lungo,  giusto il tempo di uno sguardo perché poi mi perdo in mezzo ai Levi’s che mi sono sempre piaciuti. Fanno western.

Mi piace uscire con la mamma, vado per negozi di giocattoli e poi, in questo stesso periodo di circa 40 anni fa, è bello. L’atmosfera è quella prenatalizia, l’odore delle caldarroste impregna l’aria e i bambini con cappottino a quadri danno allegria a tutta la scena. Che Italia, meno serva e più sovrana.

Acquistiamo i jeans e io, immancabilmente, alla cassa, al momento di pagare, il bancomat ancora non esiste per la tristezza della finanza, io chiedo gli adesivi, di quelli che servono per tappezzare la porta della mia stanza. ce ne sono di belli, dalle grafiche divertenti.

Poi si esce, si passeggia, si compra un po’ di pizza per la sera e magari anche una cioccolata per me. Si risale sull’autobus che non passa mai ma l’ATAC ancora non si è dovuta misurare con mafia capitale e coi referendum dei radicali. Sull’autobus c’è ancora il bigliettaio, quel signore che saluta e che intinge le mani nella spugnetta per staccarti il biglietto, arancio, dove c’è scritto 50 lire, mica questi schifosissimi euro.

Il bigliettaio è una garanzia. per i passeggeri, ancora quasi tutti italiani, e per il conducente. In due si viaggia meglio. Poi verrà la straccionissima Europa e il conducente dovrà percorrere da solo tratte pericolosissime. Alla faccia del progresso.

“Viva la libbbertà”, viva la civiltà, la tecnologia che crea disoccupati e gli stronzi, diciamolo chiaro, che ancora ci fanno i cabbasisi alla Julienne raccontandoci la panzana che questo è il migliore dei mondi. Che sono gli stessi che leccano culi come gelati nel deserto quando hai sete e che hanno la perfidia degli S. I. di Criminal Minds.

Però la vita è questa e il ricordo quando assale è anche terapia, balsamo, dolcissima apertura su ciò che siamo e che continuamente diventiamo. Ricordo dunque. Tornavo a casa con la mamma in autobus e mi dilettavo con il nuovo acquisto quando ancora non si acquistava per consumare in preda al delirio del capitale e del mercato che ha distrutto il proletariato e la classe borghese. Facendoci diventare tutti massa.

No, gli acquisti erano una volta ogni tanto e avevano l’entusiasmo del dono, un tesoro alla fine di un percorso. Sia che fossero un paio di Levi’s, sia che si trattasse di un giocattolo o di un giornaletto. E poi, tornato a casa, telefonava papà che era a lavoro e mi parlava: dove siete andati di bello tu e mamma? Sapeva benissimo che cosa avevo acquistato ma mi chiedeva per farmi parlare.

Ricordo ancora la soddisfazione di ascoltare quella voce e poi, nella mia stanza, mi mettevo ad aspettarlo, papà. Rimanendo col pensiero di “quella carezza della sera, quel desiderio d’avventura” che ancora oggi mi sostiene e mi motiva. Si, il ricordo, la famiglia. Che l’omologazione e la tirannia del capitale vuole dissolvere. Come la memoria, l’identità, la scuola, lo Stato. Forse ci riusciranno, forse ci sono già riusciti.

A chi lo vuole, vada il mio sonoro vaffanculo. I miei ricordi li porto con me e saranno sempre ciò che mi ha fatto vivere. Né le illusioni, né le droghe della modernità. Semplicemente la mia identità, nella nebbia del caos, mi farà ancora ricordare chi sono. camminando e viaggiando ancora.

Modifiche su Scrittore in Viaggio e Donne Protagoniste

Ho fatto alcune modifiche sul sito Scrittore in Viaggio. Ho inserito categorie che a me stanno a particolarmente a cuore e riorganizzato alcune cose. Di queste categorie, una in particolare ho sentito come poche e l’ho chiamata Donne protagoniste.

Ho sempre ammirato il coraggio al femminile e ho avuto spesso nella mia vita più donne come vere amiche che uomini. Forse per una questione di sensibilità, di attrazione verso il bello, forse per la mia stessa ansia, con le donne, ho sempre trovato molti punti in comune.

Quando gli stessi motivi di condivisione li ho riscontrati in un uomo, è stata una vera rarità, è stata anche poesia. Perché non avendo interesse per il calcio, almeno quello degli iltimi venti anni, non amando gruppi e congreghe, non prediligendo l’uscita per la partita a calcetto, mi sono ritrovato spesso nel mio mondo. O con me o con una donna.

E quando avevo un grande amico a 18 anni, un amico che ho perso in un tragico incidente aereo, uscivamo insieme e ci dicevamo: un’amicizia vera e una donna da amare. Non serve molto di più. Questo a 18 anni.

Insomma nella categoria Donne protagoniste, troverete le storie al femminile di chi ce l’ha fatta, quelle donne che sono da esempio per la forza di volontà e la capacità di sottrarsi a tante, tante cose che di questa vita non fanno un’oasi. Perché è vero che è dura per tutti ma per molti questa vita è un orrore.

Poi altre categorie che non potevo non inserire e che sono i miei motivi fondanti il percorso: natura e ambiente. Oltre al resto, la fotografia, il viaggio come metafora e realtà, la cultura con tutto quello che ci ruota intorno e il moleskine, il mio diario virtuale su cui appuntare i pensieri.

Come ho sempre fatto e continuo a fare con la carta, la penna e i miei adorati quaderni, moleskine, blocchi. Datemi una penna e vi solleverò il mondo. Se vi fa piacere, date un’occhiata e ditemi che ne pensate. Se poi vi iscriverete a Scrittore in Viaggio lasciando la vostra mail, vi invierò con piacere in maniera del tutto “free” il mio ebook di poesie, un tentativo poetico che va bene per quel che è.

Oggi una mia amica grafica, notoriamente leggera Vespa quando si mette davanti ai suoi famosi plastici, mi ha chiesto: ma che lo fai a fare uno, due blog con tutto quello che stai già provando a fare (tipo produrre qualche economia con il mio mestiere). Ho risposto: scrivo perché urlo nel silenzio, mi esprimo, e spero che qualcosa di buono possa arrivare a qualcuno e magari sentirsi meno solo.

Come capita a me leggendovi, come capita a chi nella vita cerca qualcosa che non sia solo guardare la tv.

Buona serata.