Intervistato da Radio Punto Zero

Se volete sapere la linea editoriale che ho dato al progetto Green Planet News, stasera sulla homepage trovare l’intervista che mi ha fatto la bravissima giornalista, autrice e speaker di Radio Punto Zero, Serena Bassi.

Non sono giorni facili. Sono giorni in cui sto sperimentando “il nulla di Dio” e la lontananza di un conforto a cui ho sempre creduto. Ora non più. Che non significa non credere più. Significa solo sapere che di fronte all’imponderabile, all’inaspettato, siamo privi di ogni difesa e la forza dobbiamo trovarla dentro di noi. La fede non c’entra.

Ecco perché nell’intervista ho fatto un accenno a qualcosa che prima o poi racconterò. Ma soprattutto ho voluto raccontare della mia idea di Green. Che non è solo ambiente ma speranza, fiducia, voglia di credere ancora a qualcosa di buono.

Nonostante in questi giorni, con il cuore strappato, mi venga da vedere solo il colore nero.

Buona serata e se vi va, ascoltate l’intervista sulla homepage del sito www.greenplanetnews.it.

 

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Meraviglie d’Abruzzo, anzi DaDAbruzzo. Ne racconto oggi su Green Planet News

Oggi ho pubblicato una interessante intervista su Green Planet News che mi piace particolarmente segnalarvi.

Ho intervistato (ecco il link all’articolo) la bravissima Alice Petrongolo, presidente dell’associazione DaDAbruzzo. Alice assieme alle amiche e colleghe Valeria Gambi e Maria Fantone ha dato vita a questo interessantissimo progetto di valorizzazione del territorio attraverso l’arte e il turismo.

Nell’articolo sa descrivere con passione quello di cui sono capaci le donne quando sanno fare squadra e come sanno dare vita a iniziative sociali e culturali davvero interessanti.

Vi segnalo anche la novità del giornale: abbiamo cambiato e riorganizzato la newsletter di Green Planet News. Direttamente sull’home page del sito della testata giornalistica, il banner per l’iscrizione alla newsletter. Un modo per stabilire un contatto tra noi e voi, potendo ricevere i nostri articoli direttamente al vostro indirizzo mail e godendo di contenuti esclusivi che stiamo pensando per i soli iscritti.

L’iscrizione è semplicissima, basta indicare nome e indirizzo di posta elettronica, spuntare il consenso alla privacy e cliccare su Iscrivimi. Se vi fa piacere iscrivetevi.

Infine, un’ultima nota di curiosità. Questa settimana con Green Planet News abbiamo seguito diverse cose. La nostra caporedattrice è andata in Senato per seguire un progetto che coinvolge i giovani e l’ambiente, un nostro redattore è andato a Modena per partecipare alla presentazione di una iniziativa che coinvolge le scuole e il risparmio energetico, dunque un bel fermento.

Io, infine, come direttore di GP News, sono andato a seguire a Milano una duegiorni dedicata alla farmacovigilanza. Un tema molto interessante su cui ho cercato di fare chiarezza attraverso alcune domande e di cui vi riferirò la prossima settimana. Dunque, noi ci crediamo e continuiamo a pensare anche che si può fare un giornalismo “alternativo”: etico, sociale, al servizio di chi cerca anche un po’ di svago nella cultura, chi promuove una nuova “guerra di liberazione” nel dare voce alla bellezza e all’arte.

Buona serata.

 

Buon compleanno Topolino

Buon compleanno Topolino. Si perché, quest’anno compie 90 anni questo arzillo e simpatico saputello. Dico la verità: a me hanno sempre fatto impazzire Paperino e Pippo, dolcissimi eroi della mia giovinezza.

Su Scrittore in viaggio ho pubblicato un articolo che racconta di mostre ed eventi collegati al compleanno di Topolino e anche un mio episodio personale che mi riporta indietro nel tempo e che ha fatto sognare, da quel giorni, come avrei amato scrivere, leggere e disegnare.

Poi su Green Planet News parlo di Photosophia, un bellissimo magazine digitale ideato da Silvio Mencarelli che ho intervistato. Si parla di ambiente, diritti umani, fotografia. passione per il proprio lavoro e descrescita felice. Spartano sono sempre stato. Oggi è quanto mai una necessità.

Se vi fa piacere, dateci una letta.

Buona serata e scusate se sono un po’ più assente.

La cucina diffusa di So Lunch

Quando si parla di cucina, si aprono diversi orizzonti e si fanno moltissime riflessioni. Mi piace segnalarvi a riguardo l’iniziativa di quella che viene chiamata la cucina diffusa e della piattaforma di So Lunch.

Il progetto mi è piaciuto particolarmente e ho deciso di dargli voce con una intervista alla dona che lo ha ideto, Luisa Galbiati. Mi è piaciuto perché è una iniziativa di inclusione sociale, in grado di fare un minimo reddito e di mettere in condivisione le persone per la pausa pranzo. In questo modo anziché sgomitare al mbar, si mangia insieme e si chiacchiere, uscendo fuori dalla socialità virtuale.

In Italia ci sono 17 milioni di persone inattive all’ora di pranzo, senza contare disoccupati e pensionati. La piattaforma le mette in “connessione”. La pausa pranzo così concepita aiutare ad abbattere i costi, favorendo la convivialità in un clima familiare.

In questa innovativa start up, insomma, le curiosità e le potenzialità sono davvero tante. Ecco il link all’articolo per saperne di più.

Buona giornata amici.

Questa sera anche in video

Se volete farvi due risate, mi trovate a questo link nei panni di “smart anchorman”.

Ho dovuto girare un video di presentazione per una importante iniziativa di Green Planet News che diventa, nel tentativo di lavorare e fare bene, gruppo editoriale e multimediale, unendosi ad un team di giovani creativi che si chiama Numidio.

Se vi va, leggete il comunicato e soprattutto guardate il video.

Buona serata e un abbraccio a tutti.

 

Ancora stragi di elefanti

Oggi ho scritto uno di quegli articoli che mi “accorano. Quando parlo di animali, infatti, per deontologia professionale non posso lasciarmi andare ma è dura. Su Green Planet News ho raccontato della strage di elefanti avvenuta in Botswana che restano l’ultimo rifugio per queste splendide creature. Eppure, nonostante l’immane sforzo di ranger e volontari in funzione antibracconaggio, 87 nostri amici sono rimasti uccisi.

Ho anche citato un volume Sulla pista degli elefanti (Longanesi, 268 pagine, Euro 16,90) dove David Bomben, presidente dell’Associazione Italiana Esperti d’Africa e istruttore capo della Poaching Prevention Academy, un’organizzazione che in Namibia e in altri paesi africani si occupa di addestrare i ranger contro i cacciatori di frodo, riporta la testimonianza della lotta contro il business illegale del bracconaggio che ha fruttato, negli ultimi 6 anni, un introito tra i 10 e i 12 miliardi di dollari.

Leggiamo: “Questa volta siamo arrivati troppo tardi. Il rinoceronte è lì, di fronte a noi, a terra, agonizzante. Il suo corpo massiccio si muove appena. Sul muso, laddove c’era il corno – il suo prezioso corno – ora c’è una ferita sanguinolenta. Per un attimo chiudo gli occhi. Dolore. Tristezza. Rabbia. Cos’avranno usato per strapparglielo via? Mi chiedo. Probabilmente una sega, o forse un panga, il lungo machete dalla lama larga che i bracconieri usano per prendersi quello che è considerato un tesoro”.

Amare fa la differenza. Amare gli animali, poi, ci consegna alla gioia. I loro occhi sono l’antidoto migliore ai vleni del mondo. Difenderli tra le nostre migliori battaglie per dare un senso a questa vita che a volte appare davvero terribile. Proteggerli significa proteggere la nostra stessa vita.

 

 

 

Tornare “viaggiatori”, con un libro “Oltre è un Cielo in più”

Ammetto che ogni volta che si tratta di prenderei l’aereo, preferirei quasi uscire a cena con Orfini e la Boschi. Dico quasi perché la vita è bella e prima del suicidio ce ne corre. Però quando ho letto di un volume, Oltre e un cielo in più, che racconta la storia di un viaggio lungo 10mila chilometri senza aerei per arrivare dall’Isola di Skye in Scozia sino al Giappone, beh, mi sono detto, ho ancora qualche speranza. Sia di viaggiare sia di non dover attraversare conventicole sgradite. Mi sono messo sulle tracce dell’autore e, dopo averlo “scovato, l’ho intervistato.

In questo link di Green Planet News che vi riporta all’articolo potrete leggere alcune curiosità oltre a vedere le foto che narrano in forma di visione, parte della splendida traversata effettuata da Luca Sciortino, questo il nome dell’autore del volume che è giornalista, scrittore, viaggiatore, filosofo e pure fotografo.

L’ho trovato molto simile a Bruce Chatwin nella sua visione del mondo ma soprattutto in quella voglia di “essere altrove” a 47 anni. D’altra parte questa “alternativa nomade”, questa “anatomia dell’irrequietezza” di cui Chatwin ci narra portandoci a viaggiare con la mente e a dilettarci con la fantasia, ah la fantasia, è proprio l’essenza di partire, lasciandosi tutto il resto alle spalle.

Quante volte, rapiti dai nostri sogni, siamo arrivati alla sommità di un desiderio come questo? Perché ho in uggia, ma non da ora, da decenni, la globalizzazione? Perché vorrebbe toglierci il gusto di essere viaggiatori per trasformarci in turisti di massa, in schiere di consumatori compulsivi dall’occhio spento.

Ricordo la sensazione di stupore e di meraviglia quando in R4 GTL giravo per l’Europa e, oltrepassando ogni frontiera di paese diversa, mi coglieva la sensazione dell’esotico anche a Bressanone. Oggi invece l’esotico si è trasformato in “esostico”, tutto uguale e pesante come un caterpillar, incomprensibile come l’euro, un volume come questo ci riconsegna al piacere di tornare un po’ viaggiatori.

Questa è e sarà sempre la nostra resistenza.
Buona lettura.

 

La Rivoluzione delle api: intervista e recensione

Quando si ha passione, si va avanti sempre. Il senso di un lavoro fatto bene è tra le migliori soddisfazioni. Anche quando talvolta al posto delle pacche sulle spalle, servirebbe anche altro. Ma non è questo. E’ che bisogna credere in quello che si fa.

Io ad esempio, lo sapete, amo dare voce alle cose belle, a quelle interessanti. Ho pubblicato ora su Green Planet News l’intervista a due giornaliste giovani e gagliarde, Adelina Zarlenga e Monica Pelliccia, che hanno fatto il giro del mondo raccogliendo storie per testimoniare l’importanza delle api per la nostra salute e per l’ambiente.

Lo stile è avvincente, narrativo, sempre approfondito e documentato, una via di mezzo tra la pappa reale intellettuale e il new journalism alla Truman Capote.

Il libro si intitola La Rivoluzione delle api. Come salvare l’alimentazione e l’agricoltura nel mondo con prefazione di Vandana Shiva. Le api sono il termometro dell’ambiente. Se stanno bene loro, stiamo bene anche noi.

Nell’intervista sono emersi alcuni punti importanti: i pesticidi stanno distruggendo l’agricoltura, quello che acquisti da una parte ha inevitabili ripercussioni su un’altra parte del mondo.

Significa che dobbiamo diventare tutti più consapevoli su cosa acquistare, prediligere il chilometro zero, scegliere prodotti locali e di fiducia, cambiare mentalità, scegliere una agricoltura alternativa.

La sfida, su molti fronti, si gioca sulla consapevolezza, come amo ripetere. Giova ricordare a questo proposito, quanto asseriva un uomo dall’illustre pensiero come Antonio Gramsci: “Cultura, non è possedere un magazzino ben fornito di notizie, ma è la capacità che la nostra mente ha di comprendere la vita, il posto che vi teniamo, i nostri rapporti con gli altri uomini. Ha cultura chi ha coscienza di sé e del tutto, chi sente la relazione con tutti gli altri esseri”.

Salvare le api significa salvare l’ambiente e la nostra sopravvivenza. Buona serata e buona lettura.

Luci e ombre

Il 3 luglio si inaugura una mostra al palazzo della Cassazione. In questo link che ci riporta all’articolo che ho pubblicato su Green Planet News trovate tutte le informazioni.

Luci e ombre il titolo di questa intensa esposizione fotografica. Sono questi i progetti a cui mi piace dare particolarmente voce. La mostra mette insieme gli scatti realizzati dai detenuti del carcere di Avezzano. Non è la “solita” denuncia sulle condizioni carcerarie.

Qui la parola che fa da sfondo alla rassegna è speranza. Parlando anche con la curatrice del progetto, Cristina Mura, è emerso proprio questo. La volontà di realizzare un percorso, un possibilità per chi ha sbagliato di trovare ancora fiducia, di credere nella vita.

Senza abbandonarsi al cinismo della “banalità del male”. E le lacrime di alcuni di questi detenuti alla presentazione del progetto di fronte ai loro lavori sono forse la migliore speranza di redenzione a cui possa consegnarci la terapia dell’arte e del ritrovarsi “uomini tra gli uomini”.

Buona lettura e buona domenica.

Viaggi e viaggetti

Come sovente capita, vi riporto a due articoli appena ultimati. Uno per la verità è un repost che ho di nuovo pubblicato su Scrittore in viaggio. In questo repost si parla della prima parte del mio tour in America, avvenuto qualche anno fa. La mia prima volta in America ne ha motivato il ritorno una seconda volta. Il link del mio primo viaggio eccolo.

Poi dopo la giornata di ieri, che ancora non riesco a definire proprio soddisfacente, avevo voglia di parlare di qualcosa di bello su Green Planet News. La gioia per me è la natura. Se la trovo abbinata a cultura, storia e arte, non voglio niente di più. Nemmeno un “Lucano”. Allora ho pubblicato un pezzo sui giardini dove Sissi amava passeggiare e su Castel Trauttmansdorff.

Se vi fa piacere, buona lettura e soprattutto buona serata.