C’è vastità

Fiore 2

C’è vastità,

in un fiore che esplode,

c’è gioia,

che balbetta,

in un petto che inghiotte parole,

c’è soffio,

su braci a strati,

di mondo.

La fotografia l’ho scattata, passeggiando nello splendido eden del Royal Botanic Garden di Edimburgo, la scorsa estate.

Cammino ancora

scoziadunnottarcastle9

Sto spesso in “solitaria”. Mi piace. Interagisco poco con la gente, soprattutto dal vivo. Preferisco spazi “social” intelligenti e scambi virtual-virtuosi. Ho imparato a contare su me stesso, in larga parte. Sia quando sto bene sia quando sto male. Mi incazzo sempre meno, lascio correre, quello che fanno le persone raramente turba il mondo in cui mi immergo per sfuggire a quello “ordinario”.
La mia non è amarezza, assolutamente. E’ consapevolezza, anche del tempo che passa e che per questo non ho più voglia di perdere, nemmeno nel più piccolo attimo.
Mi faccio essenziale, elimino, scanso, soprattutto persone e conversazioni inutili. Quelli che giudicano, che esagerano, che ce l’hanno col mondo ma che ci sguazzano dentro. Non sono quelli che, pur attraversandolo il mondo, e spesso con sofferenza, cercano di trarne qualcosa di buono e lasciarne una traccia benevola.
No, quelli che ci sguazzano dentro, sono, molte volte, quelli che mirano al traguardo del fuoco fatuo, al rigurgito dell’effimero.
C’è una strana idea oggi: che si debba dimostrare sempre di essere qualcosa o qualcuno, si fa rumore, si cerca di coprire il vuoto del guscio. Si giudica, si litiga, si polemizza, si vive senza pace. Nella realtà, si cambia, giocoforza.
Si deve, per rivivere ancora, di più e ogni volta. Sto bene appartato. Non voglio trasformarmi in una barca sul mare disseccato ma procedere con lentezza, nel tempo della vita, senza che questa, per troppa velocità, se ne vada tra le mani e mi ritrovi ad essere l’ombra di me stesso.
Sto bene davvero con chi è in grado di farmi rinunciare al piacere intenso del mio viaggio “in solitaria” e offrirmi autentica compagnia. Tipo un gatto, che stile, che amore. O chi guarda insieme a me all’orizzonte, in cerca di luce e di armonia. Perché ha scoperto il senso dello spirito, “vita che taglia nella propria carne: dal suo patire, s’accresce il suo sapere”.
E, anche in questo caso, è consapevolezza, scoperta dell’essere me. Non è presunzione.
“Sume superbiam quesitam meritis”.
Più tolgo e più aggiungo perché guardo all’essenziale. C’è tanta bellezza intorno.
Cammino ancora.

Scozia, agosto 2016, Dunnottar Castle

Grazie, semplicemente grazie

castelluccio9-luglio2016 (FILEminimizer)

Con questa foto scattata a luglio dello scorso anno durante la fioritura della piana di Castelluccio voglio semplicemente dire grazie a tutti.

Siete in 100 a seguirmi , per la precisione 101, e per me che sono solitario e tendenzialmente “appartato” è un risultato.

Avere il piacere di dialogare e leggervi è un motivo di interesse costante che mi porta ad essere ancora più consapevole che c’è un utilizzo del virtuale, direi, “virtuoso”.

Vi ringrazio ancora, di leggermi e di “sopportarmi”, così, per quello che sono, 🙂 e vi faccio ancora tantissimi auguri di Buona Pasqua.

E che Castelluccio torni ad essere il prima possibile più viva che mai.

Daniele

 

Il silenzio della bellezza

Il silenzio della bellezza.

Vitaleta 12 - 01-01-2017
Sulla strada per andare a Pienza, in Toscana, partendo da San Quirico d’Orcia, quasi adagiata dalla mano del Creatore in mezzo a colline di uno splendore trasognato, troviamo la piccola chiesetta della Madonna di Vitaleta.
Arrivarci a piedi, abbandonata la macchina molto prima, quel tanto che basta per immergersi nel silenzio di un mondo che appare “oltre”, è un’esperienza di abbandono alla bellezza più totale, quella che nel silenzio, sussurra.
Dalla chiesa, come si presume di origine tardo-rinascimentale, 1590, proviene la statua della Madonna attribuita ad Andrea della Robbia che oggi si trova a San Quirico d’Orcia. Il panorama, intenso e struggente, è uno di quelli più fotografati. Da sentirsene trafitti ogni volta, senza sosta. Restaurata nel 1184 dall’architetto Giuseppe Partini, questa deliziosa chiesetta è stata recentemente classificata come Patrimonio Mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco.

Vitaleta 15 -01-01-2017

Vitaleta 3 - 01-01-2017
Amo il cammino, amo fare trekking in questi luoghi. E’ come se il contatto con la bellezza risvegliasse il torpore della mente, scannata troppe volte da faccende inutili, aumentando la percezione con il senso immortale di molte cose. E il sentire si fa più chiaro, il sublime si avvicina con passo lieve per farsi non più eco ma sguardo e abbraccio. Ogni volta che ritorno in macchina dopo aver fotografato al tramonto queste colline, con la luce che taglia e sibila insieme al vento mentre intorno si fa buio, mi sento diverso. Accendo il motore e riparto mentre penso, cosa strana, in una sorta di misticismo delle emozioni, eccomi di nuovo sul Pianeta Terra dopo aver fatto un viaggio in una dimensione altra, parallela e silenziosa, dove tutto è grazia. E luce, e armonia.
Ritorno fisicamente nel mio corpo dopo essere stato oltre, in volo.

Val d'Orcia 1

 

C’e pace

Pontedegliangeli

Sotto eccelse volte,

in questo punto del mondo e quest’ora della sera,

mentre ascolto il crepitio di un cielo rosso fuoco e ringrazio Dio,

c’è pace in questa carne,

c’è quiete in queste ossa.