Viaggi? Spazio ai vostri racconti su Scrittore in Viaggio

Viaggi, reportage, fotografie, ricordi, esperienze in giro per il mondo o semplici passeggiate “mordi e fuggi”? Da oggi, se vi piace, potete anche inviare le vostre esperienze sul mio sito www.scrittoreinviaggio.com.

Ho deciso, infatti, di dare voce anche ai “racconti degli altri” su Scrittore In Viaggio. Non solo perché credo ad una forma di possibile libertà come partecipazione, ricordando Giorgio Gaber. Ma perché mettere in comune ciascuno la propria “visione del mondo”, ne sono sempre stato convinto, credo sia un buon arricchimento. Del mondo e di chi legge.

Per questo nasce questa nuova categoria all’interno del blog. Si chiama I Vostri Racconti. Potete scrivere all’indirizzo mail scrittoreinviaggio@gmail.com inviando i vostri testi, articoli, “diari di viaggio” con le fotografie che più vi hanno entusiasmato e io inserirò tutto all’interno di questo spazio dando voce alle vostre emozioni. In maniera, ovviamente, del tutto “free”.

Forse è questo uno degli aspetti della globalizzazione, come accade per molte altre cose, su cui possiamo essere tutti d’accordo. Bene o male, la tecnologia, utilizzata al meglio, riesce anche a dare una svolta anche nella comunicazione. Soprattutto quando si mettono in “condivisione” tante piccole “positivizie” che aiutano a guardare oltre. Non a grufolare nel torbido come accade sovente per fare audience.

A me non ha mai interessato piacere a tutti. Non sarei onesto a dire come ammoniva Gabriele D’Annunzio “farò di me un’isola”. Nessuno si salva da solo. Però si può essere arcipelaghi, non amici di tutti in un mondo troppo soffocato da una “social-ità” lontana dai criteri del reale. Però, riunirsi in uno spazio di “comune affinità”, dove ci si “sente” “condivisori” delle stesse passioni e ci si muove con le stesse speranze, animati da sogni e desideri “vicini”, magari non risolve, però aiuta.

Senonaltro a “leggere” delle stesse righe, a condividere gli stessi passi. Per questo motivo ho pensato a questa nuova categoria I Vostri Racconti. Per contribuire tutti insieme a far vedere quella parte buona di mondo che ci piace. Un po’ d’evasione, un po’ di svago, una forma intelligente di leggerezza che può fare non audience ma “rete”. Sulla base del bello che possiamo scoprire di volta in volta, ogni giorno che l’alba giunge davanti ai nostri occhi. Vi aspetto, dunque, e buoni passi e tanti viaggi. Con la fantasia e con lo zaino sulle spalle.

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Halloween? No, grazie. Meglio notti magiche

Chi mi conosce bene, lo sa. La festa delle zucche vuote e di molto altro, decisamente peggio, l’ho sempre avuta in uggia. Non mi è mai piaciuta perché non fa parte delle nostre tradizioni, molto più colte e infinitamente interessanti e anche perché, da laureato in Storia delle Religioni, in un mondo già ridotto ai minimi termini, ulteriormente dare spazio a pantomime di pessimo gusto, diciamo che non aiuti.

Ne parlo in questo articolo su Green Planet News dove alle zucche made in “Iuessei” antepongo i dolci dei morti, tutta la storia di varie regioni e le leggende abbinate al culto dei morti e della memoria di cui abbiamo sempre più bisogno. Di ricordare e di avere accanto chi ci protegga, non di zombie del marketing americaneuropeo che deve semrpe venderci qualcosa. E a proposito di cose belle (i dolci dei morti), vi segnalo anche un articolo su Scrittore In Viaggio. 

In questo caso, vi racconto di una notte magica che si svolge a novembre. Sto parlando della Festa delle Lanterne thailandese, altra espressione religiosa e culturale di grande bellezza e di profonda intensità. A confronto di riti millenari, certe festicciole della tirannia del consumismo fanno una pessima figura.

Isola per donne e presepi sul mare

Eccomi qui a proporvi due letture su Scrittore in viaggio. Vi racconto di due argomenti che mi hanno particolarmente incuriosito. Da una parte i presepi a Grado. 

L‘idea di passare qualche giorno delle festività natalizie in una cittadina come quella del Friuli Venezia-Giulia mi affascinava e ne ho voluto parlare. Non solo per questi presepi, mi ha molto incuriosito quello galleggiante ma perché certe atmosfere che abbinano il mare al Natale mi hanno sempre ispirato.

Ma la notizia che mi ha più “intrigato” è stata quella di un’isola per sole donne. Si chiama SuperShe Island e l’idea è venuta alla fondatrice perché pensava ad un luogo paradisiaco dove ogni donna potesse riprendersi e acquisire ancora più coscienza di sé.

Mi piace molto l’idea. Non fosse che si tratta di una cosa accessibile solo a chi ha tanto soldi. Infatti, concludo l’articolo con l’auspicio che possa rivelarsi qualche mecenate davvero importante e realizzare un posto simile per tutte quelle donne che hanno bisogno di supporto per trovare non solo consapebolezza ma una nuova libertà.

Da un passato difficile e rifarsi una vita di serenità dove il percorso sia di speranza e di serenità. Se ne avete voglia leggeteli. Vi abbraccio e vi auguro buona serata.

 

 

Seychelles, il racconto su Scrittore in viaggio

Seychelles, potrei definirle La Mia Africa. Si, perché ho provato in maniera travolgente il desiderio di non trnare più indietro due volte nella vita. Quando sono andato in Portogallo e appunto alle meravigliose Seychelles.

In questo link all’articolo che ho appena pubblicato su Scrittore in viaggio  trovate il mio racconto con tante fotografie e qualche spunto di riflessione.

Devo dire che davvero ci vorrebbe ora ancor di più una cura dell’anima, una terapia di straordinaria bellezza e le Seychelles sarebbero in grado di trasportarmi altrove. Ecco il mal d’Africa.

Ritrovarsi in un paradiso terrestre possibile e lasciarsi alle spalle tutto, ogni impegno, ogni induzione alla mancanza di libertà, qualsiasi fisima e un mondo occidentale sempre più difficile da gestire e da comprendere.

A riguardo, tra qualche giorno scriverò una riflessione. Ma per ora, se ne avete voglia, un po’ di Seychelles tra Praslin, La Digue, Anse Lazio e tanta indimenticabile natura. Che altro aggiungere quando si ha tutto a portata di mano, quando si muovono passi in un sogno e non c’è altro che luce?

 

La mia Puglia, il racconto su Scrittore In Viaggio

Ho appena pubblicato su Scrittore in Viaggio il racconto della mia settimana estiva in Puglia.

Più che di una scoperta, si è trattato di una conferma. La mia prima uscita di casa, vacanza intesa senza passarla con i genitori alla casa al mare, fu a 18 anni, erano altri tempi.

Andai con alcuni amici e amiche della classe del Liceo Classico dove ero “maturato”, fuggendo da Roma per “veleggiare” in quel di Rodi Garganico di cui ricordo poco a nulla.

Solo la bellezza della gioventù e la sensazione di libertà. Se libertà poteva chiamarsi alloggiare in un campeggio affollato, con le file al bagno e il caldo torrido. però, dormivo in tenda con Federica e la sera ci addormentavamo ascoltando i Pink Floyd dal Walkman.

E tanto bastava. Anche se al mattino, si emeegeva presto dalla Ferrino. Pena l’esser liquefatti o inceneriti dall’effetto serra. Qui si è trattato di altro. Viaggio, bellezza e consapevolezza.

Vi abbraccio e, se volete, buona lettura.

Ciclovia del Piave, nuovo articolo su Scrittore In Viaggio

Il “fiume sacro alla patria”, il Piave, mi emoziona. Molto più delle frasi di Mattarella sulle italiche sorti, ci vuole poco, molto di più delle fisime calcistiche per quello che oggi il calcio è divenuto.

Ho appena pubblicato un articolo sul mio sito dove parla di percorsi a piedi e in bicicletta in compagnia di Sua Maestà, il Piave appunto, con tutto quello chye, almeno per me, rappresenta.

Attraversare 220 chilometri di natura, storia patria, arte e cultura, a piedi o in bicicletta, non fa differenza. Si chiama bellezza. Una bellezza speciale perché porta tante riflessioni. Anche su 650 mila italiani che non ci sono più e che trovarono sul Piave il loro tragico destino. Anche se oggi, è forse ancora più tragico, aver timore di pronunciare la parola sovranità e sentirsi subito “fuorimoda”.

Chi se ne impipa. Le radici profonde non gelano e io, pur romano di tante generazioni, ho le mie radici anche laggiù. Buona lettura e al prossimo articolo qui. Sto meditando di scrivere qualcosa sul concetto di eleganza, almeno per come la intendo io. Spero che vi piaccia.

 

Val Gardena, montagna e libertà

Ci sono posti dove non viaggio, ritorno a casa. Nella mia complessità, passo dalle Alpi alle Piramidi, ricordando l’infanzia scolastica.

Uno di questi posti è la Val Gardena. Ne ho appena scritto su Scrittore in Viaggio, delle iniziative in programma questa estate e di photocontest.

Amo la montagna che per me rappresenta Il Monte Analogo di Renè Daumal o La Meditazione delle Vette del politicamente scorrettissimo Julius Evola. Nella montagna ravvedo un “misticismo” interiore che al mare trovo solo “nell’ora che volge al desio”, quella che ai naviganti interenisce il cor.

Ma prima di arrivare a quell’attimo, il maare per me rappresenta Metropolis di Fritz Lang, rischio alienazione ad un batter di ciglia.

In Val Gardena vado da tanti anni. A Selva per la precisione. Mi piace alzarmi presto e mettermi subito in marcia tra l’odore degli alberi o lo sguardo avvolgente della maestosità della natura.

La montagna resiste. Come il tramonto. Da una parte l’autorevolezza severa di uno sguardo che ammonisce alla disciplina, all’ascesi, a non cedere. Dall’altra, il tramonto, la dolcezza materna che ti avvolge, comprende e sorride, donando conforto alla tua stanchezza.

In un mondo di rovine, la natura ci ricorda la forza dell’eternità. Nonostante la stupidità umana che crede in una libertà priva di eroi e di simboli, scevra da miti e da credenze per asservirsi al Moloch del danaro e dei finti immortali, la natura è l’istituzione, l’autorità che rimane a guida dei superstiti consapevoli di ciò che è il reale.

A questa mia riflessione, allego non solo il link che vi riporta all’articolo che parla delle iniziative in Val Gardena ma la fotografia della pagina di un libro che ha reso la mia lettura domenicale particolarmente interessante. Non a caso il titolo è La Gioia di Vivere di Vittorino Andreoli. Ecco, la montagna per me è anche questo, gioia di vivere e di essere.

Vi abbraccio e vi auguro buona serata.

Viaggi e viaggetti

Come sovente capita, vi riporto a due articoli appena ultimati. Uno per la verità è un repost che ho di nuovo pubblicato su Scrittore in viaggio. In questo repost si parla della prima parte del mio tour in America, avvenuto qualche anno fa. La mia prima volta in America ne ha motivato il ritorno una seconda volta. Il link del mio primo viaggio eccolo.

Poi dopo la giornata di ieri, che ancora non riesco a definire proprio soddisfacente, avevo voglia di parlare di qualcosa di bello su Green Planet News. La gioia per me è la natura. Se la trovo abbinata a cultura, storia e arte, non voglio niente di più. Nemmeno un “Lucano”. Allora ho pubblicato un pezzo sui giardini dove Sissi amava passeggiare e su Castel Trauttmansdorff.

Se vi fa piacere, buona lettura e soprattutto buona serata.

A piedi per Roma

Ho inaugurato oggi una nuova categoria su Scrittore in Viaggio. La nuova sezione è dedicata al trekking e ai cammini cittadini.

Ho cominciato dalla mia città, Roma, proponendovi una passeggiata tra Aventino, Parco degli Aranci, Roseto comunale e chiese di zona.

Adoro camminare, un atto che trovo straordinariamente rivoluzionario nel mondo “liquido” che viviamo. Ve ne racconterò di cammini e se vi capitasse di venire a Roma, ditemelo che vi accompagnerò volentieri per un walking toour fotografico insieme, come questo di cui vi allego il link (https://www.scrittoreinviaggio.com/roma-a-piedi-bellezza-e-benessere/)

Buona serata e sempre Ultreya Y Suseya.

 

Praga ieri e oggi

Sono stato a Praga quando era sospesa tra le atmosfere misteriose ed eleganti della Mitteleuropa e il regime comunista che si faceva “le vite degli altri”.

Erano tempi “arditi”, di lunghi percorsi per il vecchio continente, in moto, Teneré 600 e in Renault 4 GTL, inossidabile mito.

Vi racconto di Praga sul sito (eccovi il link se avete voglia di leggerlo https://www.scrittoreinviaggio.com/praga-ebbra-di-liberta/) che mi fa un po’ pensare a “come eravamo”. Alla fine io non ho fatto che “trascendere” me, diventando ciò che sono, partendo da tutto quello che ero.

Non sono cambiato di molto. Gli stessi sogni (irrealizzati) che però hanno sempre tenuto alta la fiamma della mia speranza. E alla fine, per vivere, basta saper sperare. E andare avanti.

Se i sogni non si saranno avverati, sperare al meglio mi fa vivere con un po’ di conforto. Se poi volevo diventare Stewart Copeland e non lo sono diventato, Ernst Hemingway, e non lo sono diventato, Leo Longanesi, e non lo sono diventato, un combattente per la libertà, senza macchia e senza paura, un pilota, e non lo sono diventato, pazienza. I miei sogni come i miei viaggi, mentali e fisici, mi avranno portato lontano. Con lo sguardo e con il respiro. Sospirando ancora.

Buona serata