I rompicoglioni sono tutti uguali

Diciamocelo molto chiaramente: per quanto riguarda i rompicoglioni, ha trionfato l’Illuminismo. Non c’è distinzione di sesso, razza e religione, a qualsiasi latitudine. La geografia dello scassinatore di zebedei è talmente estesa che ciascuno di questi rompicoglioni è automaticamente come il Re Sole: sul loro impero non si fa mai notte.

Facciamo qualche esempio pratico, qualche dinamica esistenziale per addivenire nel concreto alla descrizione di questa figura così tipica dei nostri giorni. Perché, badate bene, il rompimento di coglioni ormai è metafisico, talmente astrale che dubbi sull’esistenza dell’anima atei e scienziati, sul rompicoglioni no. L’unica certezza che mette d’accordo tutti: esiste e si riproduce a catena.

Il mio palazzo

Veniamo agli esempi. Nel mio palazzo da 4 mesi stanno ristrutturando un appartamento. Tutto sommato, considerando i tempi, l’Oscar del rompimentodi coglioni supremo non va a loro che pure si difendono bene ma a quelli del piano terra che a inizio settembre hanno cominciato a ristrutturare un giardino che non farebbe gola nemmeno a Berg per fare accoglienza.

Bene, mattina presto e ora di pranzo, insomma quelle topiche, l’uso del frollino è come il trash in tv, una buona abitudine di cui non si può fare a meno. Siccome non sono come Schwarzenegger su Commando e nemmeno il Bin Laden con dito ascetico dei vecchi tempi, non imbraccio il Kalashnikov ma mi incazzo un tantinello e sono giorni che il frollino viene utilizzato con parsimonia e in ore adeguate.

Come la tv intelligente, quella vera, di notte, non se la vede nessuno tranne le sentinelle sul mondo, quelli che, come me, vogliono proprio vedere come va a finire. Come col frollino. Per non farsi mancare nulla, i miei vicini sono andati via. Erano quelli che ad ogni uscita di casa la porta la sbattevano più della Belillo a casa della Mussolini. A corredo di questa famigliola, un pargolo di 12 anni che organizzava il mundialito a casa e che non ho mai visto camminare. Solo correre. Più facile dialogare con l’Angelo Custode che vedere il pargolo non correre.  Ora sono andati via e che ti fanno i vecchi proprietari, giustamente? Ti affittano la casa e tra lavori e traslochi il rompimento di coglioni è discreto. Speriamo il futuro non sia di rottura di coglioni come quelli che c’erano prima.

Giornata classica

Però in casa i rompicoglioni se sono una eccezione, già puoi ritenerti fortunato. Come sentire frasi intelligenti al grande Fratello o trovare lavoro a 54 anni. La norma del rompimento di coglioni è in giro. Nella bella quotidianità.

Appena esci, rischi di essere travolto da automobili, rigorosamente Suv sennò come ci vado dietro l’angolo, da lavori in corso eseguiti da simpatici operai in tenuta da bagno penale. Capiti, che so, al bar, e c’è la signora che deve essere parente del bimbo incapace di correre. Solo che lei è incapace di usare non dico un tono di voce basso ma certo nemmeno quello dei manifestanti in Val di Susa. Na via de mezzo tra stare in chiesa e fare le facce da mortacci tua.

Se come me sei un camminatore e non hai abbondanza di spicci, tipo 50 euro da un euro, ti becchi gli improperi di chi chiede soldini,  tra scopette e cappellini tesi. Ogni tanto cedo ma poi mi accorgo che rischio di diventare da precario, nullatenente, e chiedo perdono a Berg e tiro dritto.

Lasciamo perdere poi in ogni luogo l’eloquio che è lo specchio della “glebalizzazione”. Non tanto per le parole quanto per gli argomenti. Viene voglia di farsi eleggere in Parlamento. Fai la grana e te ne vai a lavorare ogni tanto. Gli altri giorni sei a fare la belle vita o a fare slogan su Twitter. Ma via dai rompicoglioni.

Per non dire, sempre parlando di rompicoglioni, di quelli che incontri al market e che fanno come il cinesino della barzelletta quando pagano: una lila, due lile, tre lile, in pratica quando pagano, si fa prima a fare la Salerno-Reggio Calabria nel primo fine settimana di agosto. Torni e loro sono a ncora a contare i soldi alla cassa.

Poi quelli che comprano e parlano amabilmente mentre tu aspetti e se ne impipano se in piedi non fai tappezzeria ma sei uno che è lì, pensa un po’, per fare spesa magari e non per chiacchierare. Puoi sempre andare alla posta a rompere i coglioni no? Ci sono poi quelli sempre incazzati che devono aver visto troppe volte Romanzo criminale e tra tatuaggi e dialoghi alla Libanese, pare di stare a giocare a stecca al famigerato bar.

Conoscenti

Il capitolo dei conoscenti che rompono i coglioni è vasto come la desertificazione del globo. I più curiosi sono quelli che vorrebbero fotterti, sempre con la vaselina in mano ma se gli fai notare che se la possono ben utilizzare loro, si offendono e spariscono, è il caso del rompicoglioni disertore, in altri casi invece diventano quelli che polemizzano, ti rompono i coglioni da eroi ossia parlandoti male alle spalle. In verità si chiama erezione dell’impotente. Cerco di fotterti, non ci riesco e giù invidia. Detta anche la Sindrome della volpe che non arriva all’uva. Poi ci sono quelli che pretendono, che parlano, che si offendono, che promettono, conoscenti e non, la cui vocazione è sempre la stessa: romperti i coglioni. Una cosa è auspicabile per il futuro dell’umanità: Rompicoglioni di tutto il mondo, non unitevi. Altrimenti, l’Armageddon sarà una gita in campagna a confronto.

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