Viaggi e tatuaggi

Leggere, scrivere, ascoltare musica, what else? Soprattutto nel fine settimana, quando si paventa ancora l’arrivo di Burian o Buran che si dica.

Vi allego due link con cui vi rimando a due miei articoli, uno pubblicato su Scrittore in Viaggio (https://www.scrittoreinviaggio.com/interrail-anzi-la-meglio-gioventu/).

Con l’altro (https://www.greenplanetnews.it/tatuaggi-hi-tech-per-la-salute/) vi propongo un articolo che ho appena pubblicato sul nostro sito che è anche testata giornalistica Green Planet News che ha nuovamente e speriamo definitivamente assunto questo nome come agenzia di notizie relative all’ambiente, alle tecnologie e al benessere.

Nell’articolo pubblicato su Scrittore in Viaggio vi racconto del nuovo progetto europeo che incentiva i neodiciottenni a muoversi estasiati dal fascino della rotaia. L’Interrail, quanti ricordi.

Nell’altro, un’altra idea che mi ha affascinato, che è quella di tatuaggi di ultima generazione che, funzionanti tramite elettrodi applicati sulla pelle, monitorano il nostro stato di salute per dirci tutto.

Buon sabato, buona lettura e a dopo con altre news 🙂

 

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21 pensieri su “Viaggi e tatuaggi

      • Ah se la vedi così tutto diventa complicato perché tutto interpretabile e manipolabile. Siamo già compromessi. Non ci rimane che essere consapevoli di ciò che abbiamo a disposizione. E farne buon uso. Sicuramente si viveva meglio prima secondo me. Te lo dico da classicista sovversivo. Sotto molti punti di vista. Sulle prospettiva poi non abbiamo che da difenderci con la presa di coscienza. Anche se a volte non basta nemmeno quella. Ma guardare al peggio non aiuta. Io mi ritengo antimoderno ma cerco di capire non demonizzando. In questo caso trovo la cosa più interessante. Molto più inquietante quello si il microchip sotto pelle per i dipendenti perché dietro la praticità occhieggia il controllo e lo sfruttamento del lavoro. Ma in questo caso no. È una idea. Le prospettive inquietanti sono già state inaugurate tempo addietro

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      • Non credo si vivesse meglio, anzi credo che proprio il bisogno di miglioramento ci abbia spinti avanti… il problema è che, come si suol dire, abbiamo buttato via il bambino con l’acqua sporca, abbandonando anche quelle cose (materiali o morali) che pur andavano bene

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      • i miglioramenti bisogna guardarli realmente dove possono esserci. Questo dico. Che poi non si vivesse meglio prima con meno cose inutili e forse più umanità è il mio punto di vista. Io ad esempio vivevo meglio negli anni Ottanta con videomusic e mr. Fantasy. come tu osservi giustamente buttare il bambino via con l’acqua sporca è stato prima di tutto aver dimenticato secondo me in tantissimi casi questa umanità a favore del profitto, della tecnocrazia e dello sfruttamento ipertensivo di ogni cosa. Con la scusa spesso sventolata dalle multinazionali che dobbiamo migliorarci. Faccio un esempio: io ho la moto piena di cosa inutili. Sono rimasto a piedi ed è stato inutile provare a farla partire. In passato senza tutta questa elettronica sarei tornato a casa. Per me molte cose per star meglio servono a far star meglio chi ci guadagna. Da questo dobbiamo difenderci. Ma sulla salute spero che la tecnologia possa aiutare davvero un giorno a salvare tante persone condannate e affrante. Ripeto: mio personale e orgogliosissimo punto di vista. Aggiungo anche che ritengo la vera sfida sia di farsi sempre più essenziali rimanendo però ancorati alla realtà. Vorrei risponderti con una penna stilografica ma sarebbe più complicato. Ecco qua: in ogni cosa prendere il buono, il resto mollare e farsi aerei

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    • Nell’articolo assolutamente non si parla di permanente ma di tatuaggio che viene via con acqua e sapone. Se ti metti un holter spero non ti inquieti perché più o meno di questo si tratta. Monitora non tutto ma ad esempio se il tuo cuore ha bisogno di cure. Funge insomma come un accertamento e se dovessi averne bisogno a me non disturberebbe. Peggio stare al cellulare senza auricolare, molto peggio 🙂

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