Praga ieri e oggi

Sono stato a Praga quando era sospesa tra le atmosfere misteriose ed eleganti della Mitteleuropa e il regime comunista che si faceva “le vite degli altri”.

Erano tempi “arditi”, di lunghi percorsi per il vecchio continente, in moto, Teneré 600 e in Renault 4 GTL, inossidabile mito.

Vi racconto di Praga sul sito (eccovi il link se avete voglia di leggerlo https://www.scrittoreinviaggio.com/praga-ebbra-di-liberta/) che mi fa un po’ pensare a “come eravamo”. Alla fine io non ho fatto che “trascendere” me, diventando ciò che sono, partendo da tutto quello che ero.

Non sono cambiato di molto. Gli stessi sogni (irrealizzati) che però hanno sempre tenuto alta la fiamma della mia speranza. E alla fine, per vivere, basta saper sperare. E andare avanti.

Se i sogni non si saranno avverati, sperare al meglio mi fa vivere con un po’ di conforto. Se poi volevo diventare Stewart Copeland e non lo sono diventato, Ernst Hemingway, e non lo sono diventato, Leo Longanesi, e non lo sono diventato, un combattente per la libertà, senza macchia e senza paura, un pilota, e non lo sono diventato, pazienza. I miei sogni come i miei viaggi, mentali e fisici, mi avranno portato lontano. Con lo sguardo e con il respiro. Sospirando ancora.

Buona serata

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My World Award

Sono stato nominato per questo gioco.

Le regole sono le seguenti:

– Ringraziare la persona che ti ha scelto e rilinkare il suo blog.

– Rispondere alle 10 domande.

-Passare il testimone ad altri 10 colleghi e metterli al corrente del premio.

Inizio ringraziando il blog nellamentedellastrega.wordpress.com/2018/03/23/my-world-award/ che mi ha passato il testimone e con cui è sempre interessante confrontarsi e scambiare idee.

Ecco, le domande…

Un ricordo improvviso che riaffiora nella tua mente

Io che vedo affacciato alla finestra della mia camera, in braccio a mia madre, al buio, il dirigibile della Good Year passare nel cielo. Sotto Natale, il dirigibile animava i cieli di Roma, mostradosi ammantato di disegni luminosi a tema, talmente semplici e basilari che sembra preistoria, a pensarci oggi. Poi il rumore del dirigibile, ipnotico, estatico, e l’odore delle caldarroste, sempre sotto Natale, all’uscita dalla Upim dove, con mia madre e mio fratello, andavamo a vedere i giocattoli. Sembrava il paradiso senza avere coscienza dell’ignoto.

Poi, altro ricordo, stare insieme a mio padre a leggere e ascoltare Maria Callas. Vorrei poterlo fare ancora oggi ma, quando il magone non morde, lo faccio dentro di me e riesco a sorridere. Nonostante la mancanza di tutto quel mondo.

Un complimento che hai particolarmente apprezzato in vita tua.

I complimenti mi mettono a disagio. Anche se, quando senti che sono sinceri, fanno piacere. Non ricordo complimenti particolari se non quando mio padre, autoritario che di complimenti era avaro, e che nelle sue errate interpretazioni del mondo, era convinto che meno te ne facevano più eri motivato a eccellere, ecco, quando lui apprezzava ciò che facevo, studiare, scrivere, suonare, mi metteva di buonumore. Ma per il resto, mi sono sempre motivato da me, senza attendere troppo riconoscimenti dall’esterno. Forse abituato a mio padre.

La scala di priorità che ti sei dato e sulla quale basi la tua vita.

Incidere un minimo sulla realtà, e come si dice in sanscrito “karam karanyam”, fare quello che deve essere fatto. Amare, stare con le persone giuste, guardare verso l’alto con pensieri elevati, ascolti elevati, letture elevate, darsi una forma e uno stile. Sorridendo malinconicamente.

Il tuo senso preferito.

Saper sentire, intuire e avere già un’idea. Difficilmente mi sbaglio alla prima sensazione che ho. Sbaglio a non dargli retta. E nella vita me ne sono accorto più volte che avevo ragione

Una parola preferita.

La mia parole preferita è ordine. Perché per me, da classicista sovversivo, “come dice Gomez Davila, “la libertà è soggezione a un ordine”. Interiore prima di tutto e conseguentemente all’esterno.

Un sogno nel cassetto.

Che davvero esista un mondo oltre questo che possa rendere giustizia di tutte le sofferenze “esperite” nel corso di questo passaggio.

La cosa che più vi annoia di una persona.

Trovare persone che davvero non mi annoino è raro. Per questo conduco una vita molto appartata e solitaria. Alla compagnia di molte persone preferisco animali, musica, libri, bei film. Anche se, quando incontri qualcuno con cui poter condividere questo mondo, è l’estasi. Perché comunque, per quanto si stia bene, la solitudine, a volte, risulta, pur nella sua piacevolezza, una forzatura. In genere mi annoiano le persone autorefenziali, i parlatori seriali che non sanno ascoltare, le persone volgari e qualunquiste.

Un espressione dialettale divertente.

Sono tra i pochi romani rimasti. Nonna di Trastevere, papà di Testaccio, bisnonna di Campo de’ Fiori, zia assistente di papa Pacelli. Sentir parlare mia nonna era come sentir parlare la Sora Lella e il Marchese del Grillo.  Una frase che mi ha sempre colpito stigmatizzando chi voleva guadagnare senza faticare e che mi faceva ridere è questa che spesso mia nonna diceva:

Quello che viè cor finfirinfì, se ne va cor fanfaranfà, tutto quello che si guadagna in poco tempo e senza fatica, se ne va altrettanto velocemente.

Nomino i seguenti blog se hanno voglia di partecipare:

1 – https://vagheria.wordpress.com/

2 – https://famigliamodomio.wordpress.com/

3 – https://ioinviaggio.wordpress.com/

4 – https://susabiblog.wordpress.com/

5 – https://editorgloriamacaluso.wordpress.com/

6 – https://isabellascotti.wordpress.com/

7 – https://emozioni759.wordpress.com/

https://giorgianabratu.it/

9 – https://pennedoriente.wordpress.com/

10 – https://agoresblog.wordpress.com/

Earth Day 2018: ambiente, futuro e prospettive

Il 21 aprile si darà il via alla cinque giorni di kermesse del Villaggio per la Terra, l’Earth Day che a Villa Borghese a Roma, concentra le sue iniziative.

Ho intervistato per Green Planet News il presidente dell’Earth Day Italia, Pierluigi Sassi (eccovi il link che vi rimanda all’articolo https://www.greenplanetnews.it/earth-day-economia-sociale-e-ambiente/).

Mi ha colpito particolarmente quanto mi ha detto relativamente alla volontà di realizzare un modello di economia sociale, di finanza etica che crei delle aree di rispetto all’interno delle quali le persone possano essere supportate e non divorate dalle multinazionali. Per una autentica “custodia del creato” a cui possiamo e dobbiamo contribuire tutti.

Poi tante altre riflessioni su ambiente, acqua, su come sarà questo Earth Day 2018.
Buon sabato e buona lettura.

Viaggi e tatuaggi

Leggere, scrivere, ascoltare musica, what else? Soprattutto nel fine settimana, quando si paventa ancora l’arrivo di Burian o Buran che si dica.

Vi allego due link con cui vi rimando a due miei articoli, uno pubblicato su Scrittore in Viaggio (https://www.scrittoreinviaggio.com/interrail-anzi-la-meglio-gioventu/).

Con l’altro (https://www.greenplanetnews.it/tatuaggi-hi-tech-per-la-salute/) vi propongo un articolo che ho appena pubblicato sul nostro sito che è anche testata giornalistica Green Planet News che ha nuovamente e speriamo definitivamente assunto questo nome come agenzia di notizie relative all’ambiente, alle tecnologie e al benessere.

Nell’articolo pubblicato su Scrittore in Viaggio vi racconto del nuovo progetto europeo che incentiva i neodiciottenni a muoversi estasiati dal fascino della rotaia. L’Interrail, quanti ricordi.

Nell’altro, un’altra idea che mi ha affascinato, che è quella di tatuaggi di ultima generazione che, funzionanti tramite elettrodi applicati sulla pelle, monitorano il nostro stato di salute per dirci tutto.

Buon sabato, buona lettura e a dopo con altre news 🙂

 

Nonne chef a New York

Ho appena pubblicato sul sito www.scrittoreinviaggio.com un articolo di cui vi rimando al link https://www.scrittoreinviaggio.com/nonne-stracult-new-york/.

La storia delle nonne chef all’Enoteca Maria di New York mi ha particolarmente colpito. Un bell’esempio di “contaminazione” culturale e culinaria, di valorizzazione della tradizione e dell’esperienza, senza il delirio giovanilista a tutti i costi che pretende di rimuovere il trascorrere del tempo.

All’Enoteca Maria, la globalizzazione, una volta tanto, non è fast food e puzza di fritto, retorica schiacciaballe della ciancia e della finanza. Qui, si traduce in un abbinamento esotico-locale, tradizionale e aperto.

Al dialogo e alla condivisione di alcuni valori importanti per tutti. Come lo star bene insieme, mangiando di gusto. Che sicuramente deve fare anche economia ma che, come ci si auspica, forse, può tradursi anche in “economia sociale”. Dove a star bene davvero, sono in tanti, quasi tutti. Volendo dare corpo ai sogni. Sperare si può.

Se vi fa piacere, leggete l’articolo. E buona domenica. E sempre, viva le nonne di tutto il mondo. Che come cucinano loro, altro che mcmcmc.

Riemergeva sempre

Riemergeva così.

Con una esclamativa fatica,

una tessitura in grotta, silenziosa e sovversiva.

Spostando ai confini del foglio,

parole,

come carri armati e obici, da 7 mm, di ardore scavato.

Diceva:

datemi un tempo pieno e vi solleverò l’uomo.

Affiorate, svelatevi a voi.

Vacillando, in una continenza di porpora,

seminando le sillabe,

tra le aiuole dei minuti accatastati in giorni,

c’era tutto cielo.

E gocce affilate,

di stanchezza serale.

Per far dormire la mente,

e le nemiche distanze.