Classicista sovversivo, sempre

Amo definirmi asceta ed esteta ma anche classicista sovversivo. Una testimonianza. Sono una contraddizione in cerca di coerenza e non sempre è facile. Mi appesantisco da solo e a volte sono stanco di me.

Per risollevarmi, allora, e soprattutto per non tediarvi, parlo d’altro. Tipo arte, mostre, eventi. E mi piace segnalarvi le news più recenti. Come questa, di cui mi è giunta notizia in questi giorni, relativa a Winckelmann, in fondatore dell’archeologia moderna.

La mostra “Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento”, ai Musei Capitolini in programma sino al 22 aprile 2018 punta a celebrare gli importanti anniversari winckelmanniani del 2017 (300 anni dalla nascita) e del 2018 (250 anni dalla morte) e si inserisce nel contesto delle manifestazioni europee coordinate dalla Winckelmann Gesellschaft di Stendal, dall’Istituto Archeologico Germanico di Roma e dai Musei Vaticani.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata di Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce, con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, la mostra ha una duplice finalità: la prima, offrire ai visitatori il racconto degli anni cruciali che hanno portato, nel dicembre del 1733, all’istituzione del Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, destinato non solo alla conservazione ma anche alla promozione della “magnificenza e splendor di Roma”; la seconda, presentare le sculture capitoline sotto una luce diversa, ovvero attraverso le intuizioni, spesso geniali, del grande Winckelmann.

Vivo come un artista e come tale sono accolto nei luoghi dove ai giovani è permesso di studiare, come nel Campidoglio. Qui è il Tesoro delle antichità di Roma e qui ci si può trattenere in tutta libertà dalla mattina alla sera”.

È il 7 dicembre del 1755 ed è con queste parole che Johann Joachim Winckelmann, giunto a Roma da appena tre settimane grazie a una borsa di studio conferita dal principe Elettore di Sassonia, descrive a un amico la sua prima visita al Museo Capitolino, il primo museo pubblico d’Europa, luogo in cui il vitale rapporto con l’Antico può essere coltivato in assoluta libertà, “von Morgen bis in den Abend” (dalla mattina alla sera).

Nei tredici anni successivi, fino alla tragica morte avvenuta a Trieste l’8 giugno del 1768, Winckelmann, nato a Stendal il 9 dicembre del 1717 in una famiglia molto modesta, definisce i contenuti fondamentali del Neoclassicismo tardo-settecentesco e getta le basi teoriche dell’archeologia moderna, dando vita a un raffinato sistema di valutazione cronologica e stilistica delle opere antiche fondato sull’osservazione diretta dei manufatti e l’attenta lettura delle fonti letterarie.

Novello Colombo”, “scopritore di una terra a lungo presagita, menzionata e discussa, e lo si può ben dire, un tempo conosciuta e poi nuovamente perduta”. Così Johann Wolfgang Goethe esprime l’impatto rivoluzionario dell’opera di Winckelmann, e in particolare della Storia dell’Arte nell’Antichità pubblicata a Dresda nel 1764.

Arricchita da una selezione di 124 opere, il Tesoro di Antichità si sviluppa in tre sedi diverse nell’ottica di una “mostra diffusa”: le Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo.

Le Sale Caffarelli, sede centrale dell’evento, ospitano documenti originali, volumi, disegni, incisioni, dipinti, sculture antiche e moderne, in grado di narrare i primi anni di vita del Museo Capitolino, dall’importante premessa costituita dall’allestimento del portico della Roma Cesi nel cortile del Palazzo dei Conservatori, all’acquisto di 416 sculture da parte di Clemente XII (r. 1730-1740) della collezione del cardinale Alessandro Albani nel dicembre del 1733, vero e proprio atto di fondazione del Museo, fino alla pubblicazione tra il 1741 e il 1755 del primo catalogo illustrato delle sculture capitoline, destinato a diffondere in Europa la conoscenza di un patrimonio inestimabile.

Sculture antiche delle Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, un tempo esposte nel Palazzo Albani alle Quattro Fontane, tornano a Roma per ricongiungersi, dopo quasi trecento anni, con le opere della stessa collezione confluite nel Museo Capitolino. Vedute e preziosi disegni a sanguigna realizzati dall’artista francese Hubert Robert (1733-1808) e oggi divisi tra i musei di Valence e Valenciennes e il Getty Museum di Los Angeles, documentano la Piazza del Campidoglio e i palazzi capitolini nella seconda metà del ’700.

Ritratti di Pompeo Batoni (1708-1787) dal Museo del Prado e dalla Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Barberini danno un volto ai papi e alle personalità che hanno contributo all’affermazione del Museo Capitolino come centro di elaborazione culturale della Roma del tempo.

La sezione espositiva di Palazzo Caffarelli si chiude con la presentazione di alcuni aspetti del soggiorno di Winckelmann a Roma: i luoghi in cui abita, le ville, i palazzi e le biblioteche che frequenta, i personaggi che fanno parte del suo entourage; uno “spazio immersivo”, in cui sono impiegate tecnologie di realtà virtuale, offre la possibilità di approfondire alcuni passaggi della Storia dell’Arte attraverso una selezione di sculture capitoline e riprese esclusive realizzate a Villa Albani Torlonia.

Nelle Stanze terrene di sinistra del Palazzo Nuovo, reintegrate nel percorso del Museo e riaperte al pubblico per la prima volta dopo alcuni anni, sono ricreati allestimenti espositivi ormai perduti: sculture oggi conservate nei depositi dei Musei Capitolini e della Centrale Montemartini, consentono una suggestiva immersione nella realtà settecentesca del Museo.

Un bellissimo tripode in marmo da Villa d’Este, un tempo importante elemento dell’arredo dell’atrio del Palazzo Nuovo e dal 1797 al Louvre, ritorna ai Musei Capitolini per essere esposto nel Salone e tornare a dialogare con una statua di Atena un tempo collocata di fronte a lui nell’atrio del palazzo, come rivela il raffinato disegno di Hubert Robert.

La ricostruzione analogica nelle Stanze terrene è accompagnata da ricostruzioni 3D delle sale del Museo che hanno subito i cambiamenti più significativi dagli anni del soggiorno di Winckelmann a Roma.

Nelle magnifiche sale che ospitano da quasi trecento anni la collezione permanente del Palazzo Nuovo, infine, è stato predisposto un percorso di visita speciale, dedicato al grande studioso tedesco: 30 sculture sono lette attraverso gli occhi di Winckelmann con l’obiettivo di evidenziare l’influenza esercitata dalla Storia dell’Arte e dai Monumenti Antichi Inediti – l’opera italiana di Winckelmann pubblicata nel 1767 – sull’interpretazione e la valutazione stilistica dei capolavori capitolini.

Negli anni in cui Winckelmann rivoluziona il modo di studiare le testimonianze del mondo antico dando inizio alla moderna archeologia, il modello di museo pubblico rappresentato dal Museo Capitolino si diffonde rapidamente in tutta Europa, segnando la nascita di modalità del tutto nuove di fruizione dei beni artistici: un Tesoro di Antichità non più concepito come proprietà esclusiva di pochi, ma come luogo destinato all’avanzamento culturale della società.

Classicista sovversivo, sempre.

Perché oggi, in tempi di “straccionismo televisivo” e di gusti improbabili, amare il passato, è parecchio “rivoluzionario”.

Hasta la Victoria, siempre, classicisti sovversivi.

 INFO

Dove Musei Capitolini

Sale Espositive di Palazzo Caffarelli, le Stanze Terrene di Sinistra del Palazzo Nuovo e le Sale del Palazzo Nuovo

Piazza del Campidoglio – Roma

 

Quando 7 dicembre 2017 – 22 aprile 2018

Inaugurazione: 6 dicembre 2017 ore 18.00

 

Orari

 

Tutti i giorni 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

 

Biglietti Intero: € 15 biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma)

Ridotto: € 13 biglietto integrato Mostra + Museo (comprensivo della tassa del turismo per i non residenti a Roma)

Gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

 

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

 

A cura di Eloisa Dodero e Claudio Parisi Presicce

 

Organizzazione e servizi museali

 

Catalogo

 

Zètema Progetto Cultura

 

 

Gangemi Editore

Info Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museicapitolini.org; www.museiincomune.it

#Winckelmann300

 

Annunci

10 pensieri su “Classicista sovversivo, sempre

  1. Quando si parla di “amare il passato” io non posso esimermi dal commentare. Del resto non ho preso, qualche annetto fa, due lauree in storia romana antica per niente. 😉 Articolo interessante, mi ricordo di Winckelmann dagli esami universitari. Ormai ho un po’ perso l’impostazione storica, occupandomi d’altro come sai, ma sono stati anni stupendi. Studiare la storia è molto importante per saper valutare gli accadimenti dei giorni nostri con occhio critico, credo che in questo caso la storia insegni davvero a vivere e pensare.

    Piace a 3 people

    • Davvero fantastico il tuo commento e complimenti per le tue due lauree. La storia dovrebbe essere, come ammoniva qualcuno, maestra di vita. Peccato che gli uomini non se ne accorgano ma noi dal passato abbiamo tutto: arte, cultura, bellezza, legge, identità. E avere lo spirito critico è il fondamento per valutare il passato e il tempo che anche noi stiamo attraversando, traendone il più possibile frutto. Un abbraccio grande e buonanotte

      Piace a 2 people

  2. Un ottimo post caro Daniele. Molto particolareggiato , un invito a vedere una mostra che rende possibile avvicinare un uomo che veramente ha aperto una strada importante, da percorrere per un viaggio affascinante dove l’arte gioca un ruolo primario. Grazie per metterci al corrente di cose che parlano di bellezza. C’è tanto bisogno di questo. Un carissimo abbraccio. Isabella PS Non ricordavo la morte orribile di Winckelmann per colpa di un ladro. Buonanotte caro Daniele.

    Piace a 1 persona

  3. Non credo che questa tua scelta sia stata casuale: il mondo classico è l’esempio lampante di come qualcosa di profondamente vivo, sovversivo, controverso e contraddittorio possa essere poi istituzionalizzato e ridotto a canone con semplici (colpevoli e non) travisamenti!

    Piace a 2 people

    • E’ verissimo. Tutto è propaganda, slogan, campagna elettorale. E’ l’istituzionalizzazione che uccide. Quando la bellezza diventa strumento in mano a corrotti e ignoranti, anche chi è in buona fede, riesce a fare poco. Sto vedendo in questi giorni Suburra, la serie. Ecco, questa è Roma, questo il cuore palpitante di un’eternità che viene divorata ogni giorno. Classicista sovverisvo, o dissociato dissidente, asceta-esteta, sono definizioni in cui mi piace ritrovarmi…

      Mi piace

Rispondi a Serena Lavezzi Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.