Ho un cuore in anabasi

Ho un cuore in anabasi
che sgattaiola spesso
tra le pieghe della vita
in una frammentata catarsi,
struggente desiderio
erotico – velato
di un bagliore
di infinito e di sacro.
Carezzo
col piede nudo
quel profilo che fluttua
su terra amante
in un lattiginoso mondo.
Puntando a inaccessibili vette.
Eppure,
nel ghiaccio apparente,
cristallizzato,
di quotidiano fremito,
il muscolo pulsante, talvolta,
illumina
le pareti del precordio
da cui promanano
folgori.
Di inaudita speranza.
Per un attimo,
di gioia,
che è stilla, di una piccola essenza
e rumori smarriti.
Non c’è tremendezza,
nel fuoco,
ma crepitìo, scrocchio, profumo.
Mi spensiero, mi slaccio, mi spatisco
E, bum bum,
sono me stesso
e dico grazie

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