Gli “umili eroi”

Mi piacciono le sculture, amo gli animali, penso molte volte alla sofferenza dei soldati italiani in trincea durante la prima guerra mondiale. Ho anche uno stile di vita vagamente “militare”. In senso buono. Cercando di puntare all’essenziale, come un soldato di vecchio stampo. Decoro e alta tenuta.

Nella mostra che voglio raccontarvi, troviamo tutto questo. Non a caso uno degli sponsor è LAV, Lega Anti Vivisezione. Mi viene da apprezzarla ancora di più. Perché c’è, finalmente, un pensiero per gli “umili eroi”, quegli amorevoli asini che nel loro silenzioso faticare hanno accompagnato le vicende degli alpini e degli uomini.

Come gli animali fanno ogni giorno. Ancora oggi. Donando gioia alle nostre vite e portando luce sui momenti oscuri. Dovremmo ricordarcelo spesso tutto questo. Per vivere meglio, noi e loro. In armonia.

A proposito: apro una parentesi, lancio un sondaggio. Sono anni che penso di dare una forma ai miei pensieri, scrivendo un libro. Ne scrissi uno molto tempo fa, di quelli autoprodotti, il cui titolo era emblematico: Dell’Immortalità. Sempre cercando un senso.

Oggi la stessa esperienza mi porta a scrivere poesie. Ma il libro ho deciso di scriverlo sugli animali e sui gatti in particolare. Un ringraziamento per tutto quello che sanno dare alla mia vita e per esprimere quello che sento nei loro confronti. Il sondaggio è aperto e ditemi che ne pensate.

Detto questo, ritorno a parlarvi di questa mostra. “Realismo e Poesia. Lo sguardo di Pietro Canonica sulla Prima Guerra Mondiale” è il titolo dell’esposizione con cui si punta a evidenziare, nell’ambito della collezione permanente del museo Pietro Canonica, quelle realizzate in memoria del primo conflitto mondiale.

Il Museo Pietro Canonica è, a Roma, uno dei luoghi privilegiati delle memorie della grande guerra. Ospita una ricca collezione di sculture commemorative della prima guerra mondiale, opera dello scultore Pietro Canonica (1869-1959), e conserva nel suo archivio foto e documenti di grande interesse storico documentario.

Canonica, negli anni Venti e Trenta del Novecento, è stato tra gli artisti più prolifici nella realizzazione di monumenti dedicati ai caduti e le sue opere ornano le piazze e i giardini di molte città italiane.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale -Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è a cura di Bianca Maria Santese e Carla Scicchitano. Ad ingresso gratuito, sarà aperta al pubblico dal 15 novembre 2017 al 7 gennaio 2018.

La mostra raccoglie circa 30 opere, tra bozzetti e modelli in gesso di varie dimensioni, testimonianza dei monumenti all’Artiglieria di Torino, ai caduti di Benevagienna, all’Alpino di Courmayeur, all’Arco della Vittoria di Bolzano, solo per citarne alcuni, mentre nel piazzale antistante il museo sono collocati i monumenti all’Alpino e all’Umile Eroe.

L’esposizione è integrata dalle nuove acquisizioni del museo: due ritratti inediti in bronzo, un tondo a bassorilievo di Canonica e un altro piccolo bassorilievo di Enrico Malvani, generale di Cavalleria nella prima guerra mondiale, scultore e stretto collaboratore di Pietro Canonica, esperto nella modellazione dei cavalli, di cui era un profondo conoscitore.

È inoltre esposto il ricco materiale fotografico d’archivio relativo alle opere e ai modelli conservati nel museo, ma anche foto inviate da molti comuni a testimonianza dei monumenti presenti in tutta Italia.

La cruda realtà della guerra, con il suo carico di sangue e di dolore, 10 milioni di morti, di cui 600 mila italiani, 21 milioni di feriti, la fatica delle marce nei ripidi sentieri alpini innevati, l’amor patrio non declassato ad amor calcistico.

Canonica racconta l’Italia della “Vittoria Mutilata” senza retorica. Il suo sguardo è quello del dolore che si trasforma in poesia. Non è solo retorica, insomma. Faccio un esempio.

Il 4 novembre 1921 a Roma viene tumulata nell’Altare della Patria la salma di un soldato non identificato morto in battaglia durante la prima guerra mondiale. Il famoso Milite Ignoto, la cui storia mi ha sempre attirato. Sin da bambino.

Mi chiedevo chi ci fosse lì, perennemente illuminato dal fuoco e dal picchetto armato di due soldati. Estate, inverno, sempre. A scegliere tra undici caduti senza nome è Maria Bergamas di Gradisca d’Isonzo, madre di Antonio, arruolato nell’esercito austriaco, poi disertore e volontario con l’esercito italiano; caduto e mai ritrovato.

Nel duomo di Aquileia, la Bergamas ha un malore di fronte alla decima bara. Per le autorità militari è un segno inequivocabile. Il milite ignoto viene portato a Roma con un treno speciale, centinaia di migliaia di persone si posizionano lungo la linea ferroviaria per veder passare il convoglio.

Sarà, probabilmente, il più sentito momento di patriottismo e di unità nazionale della sua storia. A Roma la bara viene portata a spalla e inumata da diciotto medaglie d’oro al valor militare.

La storia del Milite Ignoto me ne richiama a mente un’altra di quelle che ho sempre amato per una sua virile poetica. Quella del feretro di Napoleone che torna in patria dopo l’esilio. Pur di guardare il passaggio dell’imperatore lungo la Senna, i suoi veterani si accampano sul greto del fiume. Molti moriranno assiderati nell’attesa dell’ultimo saluto.

L’arte di Canonica ha molto a che fare con queste sensazioni. Accanto al Cavaliere che avanza impavido con sguardo terribile e consapevole, un misto di coraggio e di orrore, marciano anche gli “umili eroi”, gli alpini con i loro fedeli muli, carichi di armi e provviste, protagonisti in prima linea al fronte.

Ai soldati caduti, rappresentati nello scomposto abbandono della morte, Canonica proietta come sfondo il faro di Trieste, città simbolo dell’irredentismo anti austriaco, con il sole nascente, promessa di un nuovo domani.

Una sezione della mostra è, infine, dedicata ai muli, “umili eroi” dei conflitti mondiali, costituita da un’esposizione fotografica dal titolo “Muli e conducenti! Tutti presenti! 1872-1991: il legame tra muli e alpini attraverso 120 anni di storia”.

Ideata e curata da Serenella Ferrari con il coordinamento di Susanne E.L. Probst, è organizzata dall’Associazione Amici dell’Arte Felice” di Gorizia in collaborazione con AssociazioneIsonzoGruppo di Ricerca Storica, Gorizia; Associazione Nazionale Alpini, sezione di Gorizia; Associazione Centro per le Ricerche Archeologiche e Storiche del Goriziano”, Gorizia; Lega Anti Vivisezione, Roma.

L’intento è di arricchire il percorso espositivo con materiale che documenti oltre al sacrificio degli uomini anche quello degli animali, silenziose vittime innocenti della Grande Guerra.  

Mi piace. Pensare a uomini e animali che condividono lo stesso destino. Amici, alleati, compagni di percorso. Silenziosi confidenti di tutte le nostre paure, indomabili bellezze in grado di amarci sempre. Nonostante la nostra “dis-umanità”.

INFO

 Mostra                                      Realismo e Poesia.
Lo sguardo di Pietro Canonica sulla Prima Guerra Mondiale

Luogo                                          Museo Pietro Canonica, Viale Pietro Canonica 2,

(Piazza di Siena) Villa Borghese, Roma

Apertura al pubblico           15 novembre 2017 – 7 gennaio 2018

Orario Museo                         martedì – domenica ore 10.00 – 16.00.

La biglietteria chiude mezz’ora prima; 24 e 31 dicembre 10.00-14.00

Giorni di chiusura: lunedì, 25 dicembre; 1° gennaio

Ingresso gratuito

 Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

A cura di                                       Bianca Maria Santese e Carla Scicchitano

Info Mostra                                Tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00)

http://www.museocanonica.it; Twitter: @museiincomune

www.museiincomune.it

Servizi museali                           Zètema Progetto Cultura

Ricerche Storiche

e Documentazione                   Fabiola Polsinelli

Allestimento                                Paola Marzoli

Sezione Mostra Fotografica               Serenella Ferrari (ideazione e cura)

Muli e Conducenti. Tutti Presenti!       Susanne E.L. Probst (organizzazione e coordinamento)

1872 – 1991. Il legame tra muli e Alpini attraverso 120 anni di storia  

Amici dell’Arte Felice, Gorizia (organizzazione)

In collaborazione con Associazione “Isonzo”, Gruppo di Ricerca Storica, Gorizia; Associazione Nazionale Alpini, sezione di Gorizia; Associazione “Centro per le Ricerche Archeologiche e Storiche del Goriziano”;

Lega AntiVivisezione, Roma (sponsor etico)

 

 

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