Il realismo quasi metafisico di Francesco Trombadori

L’essenziale verità delle cose e il realismo “quasi” metafisico di Francesco Trombadori in una mostra in programma alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma

La pittura di Francesco Trombadori mi riporta, per certi versi, all’enigma del realismo metafisico di Giorgio De Chirico che adoro. Alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma è in programma, sino all’11 febbraio del 2018, l’esposizione ” L’essenziale verità delle cose”.

Moderna non è certo l’arte perché rispecchia il nostro tempo, che allora si tratterebbe di una questione di moda e formale. L’arte, moderna come anche antica, è solo quella che riesce ad esprimere l’essenziale verità delle cose con profonda umanità e spiritualità”.

Dalle parole del pittore, particolarmente centrate, prende nome l’antologica che raccoglie sessanta tele, dipinte tra il 1915 e il 1961, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, venticinque disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall’Archivio dell’artista, custodito nel suo studio a Villa Strohl-Fern.

María Zambrano nel volume Dire luce. Scritti sulla pittura, a cura di Carmen Del Valle, Milano, Rizzoli, 2013 (BUR), si interroga sul significato dell’arte, in un itinerario artistico e spirituale. E’ la ricerca di una profondità che sintetizza in questo modo:“guardare un’immagine partecipando al suo incantesimo, a ciò che viene rivelato dalla sua magia invisibile”.

Ecco, la Roma dipinta da Trombadori, le sue donne, gli angoli della casa, i monumenti, il taglio del colore, mi riconducono a quella magia invisibile che è l’incanto della bellezza.

C’è magia invisibile, c’è mistero, c’è metafisica solitudine, in questa mostra, c’è l’essenziale verità di tutte le cose.

Se vi fa piacere, leggete l’approfondimento al link che vi allego

http://www.scrittoreinviaggio.com/lessenziale-verita-delle-cose/

 

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