Arte, la cura migliore

Arte, la cura migliore

E aggiungo, come terapia, praticandola e contemplandola.
Abbiamo da poco dato vita alla nostra piccola casa editrice digitale, http://www.greenplanetedizioni.com, che vuole essere uno stimolo.

Arte, la cura migliore.

Per noi, a continuare a fare il nostro lavoro come sappiamo fare ma finalmente parlando di ciò che ci sta più a cuore. In pochi ma molto più motivati.
Racconteremo di ambiente, animali, benessere, arte, cultura, agricoltura, perche abbiamo in mente una alternativa di convivenza e di rapporto con la vita in cui ci immergiamo.
Green Planet Edizioni vuole credere ad una idea del mondo diversa e attuabile. Come? Attraverso il nostro modo di incidere sulla realtà.

Ognuno con la propria insostituibile personalità, tutti insieme per un cambio di mentalità.

Vi propongo questo articolo che vi rimanda a quanto ho scritto ieri in relazione ad arte, benessere, autismo, alzheimer, empatia.

Il frutto di alcune ricerche universitarie che ci danno una conferma: colorare la vita per uscire dalle ombre che talvolta sembrano sovrastarci.

Buona lettura e buon sabato.

https://www.greenplanetedizioni.com/arte-come-toccasana/

Arte come toccasana

Arte come toccasana

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Vivi, scansa, evita, schiva

Vivi, scansa, schiva, evita.

Il brutto, l’orrore e la volgarità. Per contrastare con una metafisica di bellezza tutto ciò che non lo è. Questa poesia l’ho scritta pensando a quanto sia difficile darsi alla luce, fare maieutica di se stessi. Si parla molto, si ascolta poco. Soprattutto non si riesce a tacitare il rumore esterno ed interno che spesso impedisce di far capire la realtà.

Ogni passo verso se stessi è l’aprirsi di una possibilità. Di autentica libertà, di autodeterminazione, di consapevolezza senza illusione. Nella penetrazione dei fenomeni, inebriandosi di questa stessa realtà, senza cedere alla fuga che ogni lenitivo propone. Per rendere il vuoto facile da ricolmare con ogni stupidità.

Ecco perché è molto facile fare confusione e proporre l’aternativa del caos, così ammaliatrice. Dare spazio ad una terra nuova e rigenerata, guardare al di là del deserto con occhi ardenti, certi della bellezza, dei colori, di ciò che possiamo sentire, diventando sempre più consapevoli, farsi interpreti di una inerarrabile gioia. Nonostante l’orrore.

Cui possiamo opporre con rinnovato vigore solo la nostra speranza e la volontà di non cedere allo sconforto. Questo è per me ardere, seguirmi, cercarmi. Ogni volta rialzarsi e scrollarsi di dosso la polvere, dando fuoco a ciò che è arido.

Vita che si rinnova e che prova a farlo sempre. Tentare, agire. Per riprodurre ancora gioia e speranza di essere. Perché, come ricorda Albert Camus, “anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo”.

Se quest’uomo riesce sempre di più a comprendere che il destino è nel dare luce alla realtà. Il cuore allora vola alto. Anche quando a volta sembra farsi pesante.

 

Vivi, evita, scansa, schiva.

Artiglia l’aria migliore

con uncini splendenti.

Brucia stoppie

e fusti inariditi.

Ardi

e seguiti

in terra rigenerata.