Quando

Quando mi fissa un fiore,

o un impastato vento,

bevo stelle,

nell’abitacolo dei rampicanti.

Senza eccessi.

Però immagino.

E se ne vanno uncini e graffi,

nomi e assilli.

Come un cartoccio di paradiso

che disnebbia

le vele del silenzio, il roveto che sforbicia e, qualche volta,

dilania pure.

Non è diabolico un abisso,

o un buco troppo vuoto.

E’ quel grumo arrotolato

sulla chiglia delle speranze.

Si fa sera ogni volta,

ma talvolta è notte, notte fonda,

mentre aspetti

che dal calore di quei chicchi,

crepi e squarci una forza

di vegliante,

una sonda sui bastioni

che si faccia canto,

secco, potente,

di vita densa,

di gioia vera,

tra sillabate vene e nessuna increspatura.

 

castelluccio8-luglio2016

 

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8 pensieri su “Quando

    • Grazie davvero di cuore cara Alessandra. Sono le tue di parole ad arrivare e a darmi gioia. Come ogni cosa che “arriva”, ci si siede con lo sguardo all’orizzonte, contemplandone tutta la silenziosa bellezza. Come quanto da te scritto che mi dà gioia perché rappresenta la sintesi, per un attimo, di una comunicazione ideale, di una relazionalità stabilita in un flusso di ordinario caos. Grazie davvero. Ti abbraccio e ti auguro buon fine settimana e a presto.

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