Il crollo di un mondo e il mondo che verrà

Il crollo di un mondo e il mondo che verrà.

Il fascino delle agenzie fotografiche in una mostra capace di riportarci ad un’epoca che sembra distante anni luce, una commemorazione che rischia di sospendersi tra lo struggimento dei ricordi e le ombre di un passato recente. Si stava meglio quando si stava peggio? “Si aprì la porta e non entrò nessuno, era Cariglia” graffiava Fortebraccio più o meno in quegli anni. Stigmatizzava con la sua penna al curaro Antonio Cariglia, politico socialdemocratico della Prima (e rimpianta?) Repubblica.

Polnische Soldaten, auf dem Weg zur zentralen Gedenveranstaltung. Gedenkveranstaltung zum 60. Jahrestag der Befreiung des Konzentratrionslagers Auschwitz-Birkenau durch die Rote Armee am 27. Januar 1945, 2005, Polen

DetroitQui, la porta si apre su una mostra dal sapore intenso che fa i conti con le evoluzioni della fotografia e di quel fascinoso lavorare che fu un tempo, in altri modi, il fotogiornalismo. E si fanno anche i conti con la libertà, dove c’era, almeno apparentemente, e dove mancava, anche nella forma, perché lo Stato non era democratico, nonostante le etichette. Mentre il muro di Berlino crollava e il comunismo, in un dialogo troppo veloce, litigava con le sue colpe e le sue contraddizioni, da noi stava per franare la diga della politica che aveva portato l’Italia, nel bene o nel male, sul palcoscenico della modernità. Esondato il fiume dell’impiccio, le illusioni del cambiamento avrebbero presto lasciato spazio all’impiccio senza pudore, come ammonito più volte da “Super Piercamillo”. Ma questa è un’altra storia. Anche in Europa, tutto stava cambiando e la fotografia e il giornalismo, prima dell’avvento dei bloggers e dei social, erano intermediari esclusivi del mondo con la gente, interpreti dei fatti e della storia, che veniva consegnata agli sguardi delle persone con parole e immagini.
Come oggi, seppur diversamente.

Hit the Road Jack

La mostra in programma al Museo di Roma in Trastevere dal 24 giugno al 17 settembre 2017, OSTKREUZ. La mostra dell’agenzia fotografica tedesca, raccoglie oltre 250 fotografie di 22 fotografi, dai lavori immediatamente successivi il crollo del Muro fino ai giorni nostri. L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, servizi museali di Zètema Progetto Cultura e Goethe-Institut.
Una sezione dell’esposizione sarà invece nel Foyer dell’Auditorium del Goethe-Institut in via Savoia.

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Blickwechsel

L’evento, inaugurato nel 2015 a Parigi, città in cui è stata fondata l’agenzia, è stato ideato per celebrare i 25 anni di attività di OSTKREUZ ed è stato proposto anche a Marsiglia, Schwerin, Monaco e Gera (Turingia). Partendo da Berlino e dal cambiamento che ha generato le contraddizioni dei 25 anni successivi alla caduta del Muro, gli scatti rivolgono l’attenzione allo sgombero violento delle case occupate di Berlino Est e agli interni degli appartamenti altoborghesi dell’Ovest: sono immagini che testimoniano i cambiamenti quotidiani della città, fotografie dove aleggia l’atmosfera cupa e rigida degli anni della Stasi come nel film “Le Vite degli altri”.

22_OSTKREUZ Gründungsmitglieder 1990Nella primavera del 1990 sette fotografi di Berlino Est sono seduti a un tavolo del Café du Marché a Parigi. Il Muro è appena crollato sotto il peso della storia e, nella Germania ancora divisa, nessuno immagina come saranno il mondo e la società degli anni a venire. I fotografi si trovano in città su invito di Mitterrand per partecipare a una mostra che riunisce i maggiori artisti della DDR; tra di loro, Sibylle Bergemann, Harald Hauswald, Ute Mahler e Werner Mahler. Il loro punto di riferimento è la Magnum Photos, di cui conoscono alcuni membri, e decidono, tutti insieme, riuniti a Parigi, di fondare una propria agenzia. La chiamano Ostkreuz. Usano il nome di una stazione della ferrovia metropolitana che collega la parte est di Berlino con l’intera città, un modo per connotare la loro attività che, partendo da est, possono finalmente svolgere in tutte le direzioni.

In mostra, anche lo sguardo dei fotografi sul mondo: dal reportage sulla cultura heavy-metal sino al ritratto della Corte internazionale di giustizia, passando per eventi storici come la Primavera di Praga o la rivoluzione in Egitto.

Metalheads

Le 250 immagini in mostra offrono un panorama ricco e variegato della Germania e di Berlino, uno sguardo che stimola sempre nuove riflessioni e discussioni, come sostenuto da Gabriele Kreuter-Lenz, direttrice generale del Goethe-Institut in Italia.

 

Oggi OSTKREUZ è un gruppo di fotografi  tra i più rinomati  al mondo. Dei suoi 21 membri, molti sono pluripremiati, per metà sono donne, alcuni sono dell’Ovest e altri dell’Est. Le loro foto hanno fatto il giro del mondo e la OSTKREUZ è diventata un importante forum della fotografia che sviluppa mostre tematiche sui temi socialmente più sentiti, ospitando dibattiti sul futuro di questo linguaggio giornalistico e artistico. OSTKREUZ in Italia è distribuito da LUZ, società attiva nella produzione e distribuzione di contenuti editoriali nata nel 2010 dal passaggio di testimone da parte della prestigiosa Agenzia Grazia Neri.

Die Stadt - Vom Werden und Vergehen

Havanna, Kuba

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I fotografi: Marc Beckmann, Sibylle Bergemann (1941–2010), Jörg Brüggemann, Espen Eichhöfer, Sibylle Fendt, Annette Hauschild, Harald Hauswald, Heinrich Holtgreve, Tobias Kruse, Ute Mahler, Werner Mahler, Dawin Meckel, Thomas Meyer, Frank Schinski, Jordis Antonia Schlösser, Ina Schoenenburg, Anne Schönharting, Linn Schröder, Stephanie Steinkopf, Mila Teshaieva, Heinrich Völkel e Maurice Weiss.

Fotografen der Agentur OSTKREUZ

Catalogo: OSTKREUZ – Agentur der Fotografen, Introduzione di Wolfgang Kil, testi di Laura Benz, Jörg Colberg, tedesco / inglese / francese

Info
www.goethe.de/italia/ostkreuz
Quando: Sino al 17 settembre 2017
Dove: Museo di Roma in Trastevere, Piazza S. Egidio 1/b Roma
Orari d’apertura: da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00 (la biglietteria chiude alle ore 19.00), informazioni e prenotazioni 060608
Foyer del Goethe-Institut, Via Savoia 15 – 00198 Roma

Orari d’apertura: lun 14–19 | mar mer gio ven 9–19 | sab 9–13 (chiusura estiva: dal 31.7 al 28.8.2017).
La mostra fa parte del circuito del festival FotoLeggendo.

Il mio pezzo scritto per Green Planet Agency (www.greenplanetagency,.com)

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2 pensieri su “Il crollo di un mondo e il mondo che verrà

    • Anche per me immagini, racconti, film che mi riportano a certi fatti, innescano un flusso di coscienza. E con i tuoi ragazzi sarebbe interessante un bel dibattito su ciò che eravamo e su ciò che siamo diventati. Un caro e sentito abbraccio.

      Mi piace

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