Ho un angolino

 

 

Ho un angolino misterioso

dove tolgo buccia, spello,

la polpa dei miei timori,

affaccendati,

dove, senza spade,

raddrizzo l’abisso che respira,

l’ingarbugliata sfera che titilla,

di scoperchi e cinghie.

Poi mi vedo,

dopo un po’,

col sole in spalla

e il vento trapezista,

sulle rughe del mio volto stanco e penso,

c’è trasparenza, c’è senso, c’è riflesso,

nel palmo delle cose,

nelle erbe dei frattali.

Dalla porta semichiusa,

i grandi occhi delle ombre,

fanno laboriose trame,

danno il ritmo,

alle tessiture,

fondendo notti e lampi,

con le saggezze di tutti i giorni,

di ogni passo che ricuce,

la memoria,

di un quotidiano,

come tanti,

come tutti,

d’immortale pace,

sulle chiome,

delle acque torbide,

e della polvere,

ogni tanto.

catene1

 

Venezia

 

 

 

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