Anima, sii come la montagna

Anima, sii come la montagna

“Anima, sii come la montagna:
che quando tutta la valle
è un grande lago di viola
e i tocchi delle campane vi affiorano
come bianche ninfee di suono,
lei sola, in alto, si tende
ad un muto colloquio col sole”.

“Molto in alto e molto lontano nel cielo, invisibile per eccesso di luce, si erge la punta estrema del Monte Analogo. Là, sulla vetta più aguzza più sottile, solo, sta colui che riempie tutti gli spazi. Lassù, nell’aria più fine dove tutto gela, solo, sussiste il cristallo dell’ultima stabilità. Lassù, nel pieno fuoco del cielo, dove tutto arde, solo, sussiste il perpetuo incandescente. Là, al centro di tutto, sta colui che vede ogni cosa compiuta nel suo inizio e nella sua fine”.

Tempo d’estate, tempo di montagna, per molti di noi, più che di mare. E non stiamo a sintetizzare le differenza tra una visione del mondo e un’altra. Certo è che la bellissima poesia di Antonia Pozzi prima e la successiva citazione del volume di Rene Daumal, Il monte analogo, libro fondamento dei miei approcci giovanili al sapere, esprimono in tutta la loro fulgida “sideralità”, il senso dell’elevazione che la montagna rappresenta con i suoi silenzi e le sue asperità prima di giungere al risultato. A storie, avventure ed “emozioni verticali” è dedicato il festival Cervino Cinemountain che, giunto alla ventesima edizione, si svolgerà dal 5 al 14 agosto tra Cervinia e Valtournanche, portandoci in viaggio nei territori dell’avventura e dell’immaginazione.
Alpinisti alle prese con nuove sfide, artisti dell’arrampicata, funamboli delle pareti, pastori solitari alle pendici dei monti, esploratori del possibile e dell’impossibile, comunità e popoli delle vette: sono loro, con i loro racconti,  i protagonisti  del festival internazionale di film di montagna più alto d’Europa. Annunciati ieri i primi importanti ospiti del Cervino Cine Mountain Festival, nel segno dell’ebbrezza delle vette: Hervé Barmasse e Alain Robert, l’”Uomo Ragno”. Per quanto riguarda le pellicole, invece, saranno 11 le opere già vincitrici dei più prestigiosi festival internazionali che si contenderanno il Grand Prix des Festivals – Conseil della Vallée, l’equivalente di un “Oscar” per i film di montagna.

I protagonisti

Hervé Barmasse è tra i massimi interpreti mondiali dell’alpinismo, reduce, con il tedesco David Göttler, dalla scalata della parete Sud Ovest dello Shisha Pangma (8.024 metri). Un’impresa realizzata in stile alpino, seguendo un’etica alpinistica rigorosa sulle orme di figure leggendarie come Bonatti e Messner. Barmasse racconterà il “suo” Cervino, una montagna che considera come il suo nume tutelare, l’“unità di misura” dell’avventura e simbolo del rapporto tra l’uomo – con i suoi limiti – e la natura estrema.

Hervé Barmasse

Hervé Barmasse

Confermata anche la presenza di Alain Robert, più conosciuto come l’homme araigné, the French Spiderman. Alain presenterà il film che gli ha dedicato il regista William Japhet, L’Homme Araigné, del 2016, e parteciperà allo spettacolo finale, Vertigo, uno show originale e inedito che chiude il sipario della manifestazione. Oltre ad Alain Robert, partecipano, guidati dal regista Gianluca Rossi, Arcangela Redoglia, Anicet Leone, Andrea Damarco, Boylerz e Andrea Carlotto. Danza verticale, musica, mappature aeree, teatro e luci: Vertigo racconta attraverso un linguaggio multiforme la verticalità che contraddistingue sia la montagna che la città, la bellezza racchiusa nell’eterna ricerca di un equilibrio sempre messo alla prova, il richiamo potente del vuoto e dell’altitudine.

Alain Robert

Alain Robert

I film

Aspettando la chiusura delle iscrizioni, è già nota la rosa dei film in concorso per il Grand Prix des Festivals – Conseil della Vallée: tutti sono stati premiati dai festival più prestigiosi, membri dell’International Alliance for Mountain Film, di cui il Cervino CineMountain è socio fondatore. La montagna è raccontata in tutte le sue innumerevoli declinazioni: etnografiche, sociali, ambientali, antropologiche, naturalistiche, spirituali, sportive. In programma, le imprese dei protagonisti dell’alpinismo mondiale tra successi e fallimenti (A Line Across the Sky, di Josh Lowell
 e Peter Mortimer,  Citadel, di Alastair Lee, l’italiano Verso l’ignoto di Federico Santini);  le storie di chi, spesso nell’ombra, lavora “dietro le quinte” delle grandi imprese (Freedom Under Load di Pavol Barabas, K2 and the invisible footmen di Iara Lee, Sherpa di Jennifer Peedom); la montagna vissuta quotidianamente, con duro lavoro solitario e minuzioso, fra tradizione e modernità, luoghi remoti e incontaminati e cambiamenti climatici (La bergère des glaces, di Stanzin Dorjai Gya e Christiane Mordelet, Samuel in the Clouds di Pieter Van Eecke); le sfide visionarie a una natura impossibile da ammaestrare (The Accord, di RC Cone); la montagna narrata nei suoi aspetti sociali e culturali (Urmila, my memory is my power, di Susan Gluth); la natura straordinaria e misteriosa alle pendici dell’Himalaya (Mistery Monkeys of Shangri-La, di Mark Fletcher).

Pensandoci bene

Contro ogni frivolezza sperperatrice di ogni autentica energia, “la montagna insegna il silenzio, disabitua dalla chiacchiera, dalla parola inutile, dalle inutili, esuberanti effusioni” scrive il scrive il politicamente scorrettissimo Julius Evola nel volume “Meditazioni delle vette”, un libro capace di stupire per chi è abituato a vedere questo pensatore schiacciato agli angoli delle etichette del tradizionalismo e dell’esoterismo.

Anima, sii come la montagna

Anima, sii come la montagna

Ma la frase di Evola che meglio si adatta a certi ghiacciati silenzi, ricolmi di luce è questa: “Io ne ebbi abbastanza, smisi e me ne andai in alta montagna”. Viene proprio da essere da essere vette silenti, convitati di pietra, sergenti della neve, tante volte, a camminare nel mondo. E ogni tanto, partecipare a qualche evento interessante. Come il Cervino Cinemountain. Ma solo dopo aver conquistato il punto più azzurro e soprattutto più alto, “molto in alto e molto lontano nel cielo, invisibile per eccesso di luce”.

Il mio pezzo scritto oggi per Green Planet Agency, http://www.greenplanetagency.com

 

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