Aprite gli occhi e sognate

Vi propongo il mio articolo appena scritto per Green Planet Agency (www.greenplanetagency.com).

Aprite gli occhi e sognate.
Con il mondo fiabesco e onirico dell’arte visiva di Bimba Landmann.
Se la poesia serve a immaginare, l’arte grafica, il disegno, la pittura, come la musica, riescono a rendere visibile il sentimento poetico. L’immaginazione creatrice diviene il tramite tra il reale e l’irreale, facendo del velo di Maya, un soprabito chic. Il senso illusorio del mondo si solleva perché nel disegno poetico, nella raffigurazione il cui il colore è metafora e supporto del cammino esistenziale, c’è il tempo che non passa. E tocchi il colore, ti immergi nella fantasia che prende forma e vita. Rimaniamo bambini a vedere certi mondi grafici, certi quadri. Per questo amo i fumetti e ho sempre adorato i disegni dei bambini, che, mentre disegnano, rimangono immersi, assorti e concentrati, nel loro stigma di ricerca dei primi perché. Senza distrazione alcuna. Forse, anche per questo, adoro Chagall, Van Gogh e tutto il colore che mi riporta ad un certo tipo di mondo. Come quello dell’artista illustratrice Bimba Landmann a cui il Museo Carlo Bilotti ha dedicato, la mostra, in programma fino al prossimo 4 giugno presso l’Aranciera di Villa Borghese a Roma, Bimba Landmann. Cultura visiva e immaginario fantastico.

Locandina_BimbaA4_Web-copiaL’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata da Emanuela Mastria, servizi museali di Zètema Progetto Cultura. La mostra sintetizza, attraverso le affascinanti immagini dell’artista, un percorso creativo in grado di coinvolgere, soprattutto i bambini. La magia delle immagini dipinte dall’artista è un invito a lasciarsi trasportare in volo dalla fantasia e dal cromatismo gioioso, in un pellegrinaggio quasi “siderale”, attraverso oltremondi fantastici e visionari, ricolmi di riferimenti visivi importanti capaci di rifarsi ai grandi capolavori dell’arte. Di arte, di colore, di gioia, di dolcissimi pianeti, alieni da fisime dis-umane, abbiamo, oggi, un tale bisogno che il mondo visivo realizzato da Bimba Landmann contribuisce non poco a sollevare, per un istante, lo spirito oppresso. Come ogni volta riesce a fare, grazie a Dio, uno spruzzo di autentica bellezza. L’illustrazione è il tramite, dunque, per approdare, molto meglio di Capitan Uncino e, senza nemmeno dirlo, di capitan Findus, a luoghi lontani, sconosciuti e fantastici, a chissà quale asteroide dove, forse, incontreremo Il Piccolo Principe. I libri di Bimba Landmann sono stati tradotti in più di venti lingue, il suo lavoro è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

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Tra le opere esposte, anche le illustrazioni di libri come Un bambino di nome Giotto, Quel genio di Leonardo, Come sono diventato Marc Chagall. Oltre alle tavole originali, sono in mostra anche i libri stampati e alcuni schizzi, che evidenziano la complessità del progetto che sottende la realizzazione di un libro illustrato. Il percorso espositivo non segue un criterio cronologico, ma mette in relazione i diversi linguaggi utilizzati dall’artista attraverso tre aree tematiche: l’immaginario fantastico, il mondo epico e mitologico, la storia dell’arte. Durante l’inaugurazione, che si è tenuta il 20 aprile, molto avvolgente la performance di Bimba Landmann che, ispirandosi alla musica, ha dipinto e animato, in tempo reale, le immagini proiettate su uno schermo. Tra il materiale audiovisivo fruibile dedicato agli spettacoli musicali: Viaggio nella notte blu, realizzato con Elisabetta Garilli al Teatro Ristori di Verona nel novembre 2013 e L’unicorno dal corno d’oro, realizzato con Tony Carnevale e Stefania Graziani a McArthurGlen Castel Romano Designer Outlet nel luglio 2016.

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“Illustrare un libro è come aprire una porta ed entrare dentro un mondo. Devo immaginare tutto di questo mondo: i personaggi, il clima, i colori, l’atmosfera.” Con queste parole Bimba Landmann descrive il suo lavoro. Ce lo racconta in questa breve intervista.

fotografia Stefano Giorgi

Bimba, come ha capito che l’arte del disegno sarebbe diventato il suo affascinante lavoro?

In un “bigliettino” esposto al Museo Carlo Bilotti, ho raccontato proprio questo.
All’interno della mostra ho inserito molti di questi “bigliettini” che a volte fungono da didascalie, però più intimi e personali, come fossero pagine di un diario. A volte sono citazioni artisti, a volte piccoli racconti miei, a volte citazioni prese dai libri realizzati con i disegni esposti al museo. Il mio lavoro era il mio sogno da bambina perché adoravo disegnare. Nel bigliettino in mostra ho scritto così: Ho deciso di diventare una illustratrice quando ero bambina. Ero andata con la scuola a visitare il museo di San Marco a Firenze e davanti ai libri miniati rimasi folgorata: l’oro, il blu oltremare, la carta antica. E poi le celle dipinte dal Beato Angelico. Andai dalla maestra e le dissi: ecco cosa farò da grande. Lei rise e mi spiegò che quello era un mestiere molto antico, che non si faceva più. Eppure io continuai a riempire piccoli quaderni con storie, disegni e schizzi. E così continuo anche oggi questa avventura.

A cosa si ispira per mettere in movimento la sua fervida creatività?

Mi ispiro a tutto ciò che amo. L’arte, la pittura, la musica, ma anche la bellezza della natura. A volte mi domando da dove provenga la creatività e non mi so dare risposta.
Per me è come un fiume che a volte straripa e mi regale perle. Chissà. Forse è proprio così, la creatività non è merito nostro. E’ qualcosa dentro all’uomo. Dentro al suo dna c’è il bisogno di creare, il bisogno di fare, di riconoscere e di vedere la bellezza.

Quali sono le sue passioni?

La mia più grande passione è il mio lavoro. Che si sviluppa in molte forme.
Amo fare libri per bambini, raccontare la vita di grandi uomini e artisti, come Giotto, Leonardo da Vinci, Marc Chagall, San Francesco d’Assisi. Ma anche illustrare e creare fiabe per sognare e per fare andare lontano oltre l’orizzonte l’immaginazione.
Amo creare spettacoli musicali dal vivo, è molto potente questo scambio di emozioni con il pubblico. L’ultimo spettacolo “Ad occhi chiusi” è stato realizzato proprio in occasione dell’inaugurazione della mostra al Museo Carlo Bilotti. Una specie di tributo alla fantasia.
Poi ci sono i laboratori d’arte con i bambini che sono meravigliosi. I bambini sono artisti e con loro c’è uno scambio fortissimo. Imparo sempre molto da loro.
Parallelamente ho anche lavorato in carcere più volte, sempre facendo dei laboratori artistici. Anche questa esperienza è stata per me molto intensa. Ho visto coi miei occhi che l’arte è in grado di portare umanità e poesia anche in un luogo pesante e cupo come quello del carcere. L’arte è una specie di miracolo che riesce a tirare fuori la parte migliore dell’uomo.

I suoi prossimi lavori?

A breve uscirà un libro natalizio.
E ho molti progetti di libri ancora in costruzione, sono nella fase più creativa, quella della semina. Vedremo quale dei semi che sto piantando germoglierà! Vorrei dedicarmi anche all’animazione. E alla realizzazione di quadri su misura, creando un luogo magico apposta per ogni persona, in base alla propria storia personale.

Lei è abituata a scrivere storie con le immagini, disegnando la fantasia. Mi racconti qualche storia che invece le è capitata nella realizzazione del suo lavoro.

Sono piccole storie ma che per me hanno avuto un impatto importante.
Al Museo Carlo Bilotti mentre dipingevo dal vivo “Ad occhi chiusi” due bambine si sono messe a disegnare. Era impossibile fermarle. A tutti i costi hanno voluto finire il loro disegno per poi regalarmelo. Ora li custodisco gelosamente.
All’interno del carcere, un altro ricordo. Mentre io e i detenuti di Opera dipingevamo “la stanza delle farfalle” si avvicina un uomo con la mano chiusa e mi dice: guarda. Apre le sue mani ed esce volando una farfalla vera.
Con l’architetto Maurizio Giovannoni, altra storia, abbiamo realizzato la “Dreamroom”
la stanza dei sogni. Alla parete un grandissimo wallpaper fatto su misura per il cliente. Una notte ho sognato che questo wallpaper si animava, una cosa davvero magica.
E infine, con la curatrice della mostra al Museo Carlo Bilotti Emanuela Mastria abbiamo deciso di inserire il libro delle dediche. Consiglio di visitare anche quello! Ci sono disegni e messaggi bellissimi!

Se volete ammirare altre opere potete visitare il sito dell’artista:
http://www.bimbalandmann.com

La mia camera da letto - Bimba Landmann

Il Regno della carta - Bimba Landmann

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Informazioni:
Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese
Viale Fiorello La Guardia, Roma
Fino al 4 Giugno 2017
INGRESSO GRATUITO
Aprile – Maggio
Da martedì a venerdì ore 10.00 – 16.00
Sabato e domenica ore 10.00 – 19.00
Giugno
Da martedì a venerdì ore 13.00 – 19.00
Sabato e domenica ore 10.00 – 19.00
Ingresso consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura
Info 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)
www.museocarlobilotti.it, www.museiincomune.it, www.zetema.it
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Biografia Bimba Landmann
Bimba Selvaggia Landmann
nasce a Milano il 22 agosto 1968. I nonni paterni, originari della Lettonia, decidono di trasferirsi a Milano in seguito alla Rivoluzione russa.
Dopo il Liceo Artistico, nel 1988, Landmann si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera dove studia Pittura con Luciano Fabro che sarà una figura di riferimento significativa per il suo percorso artistico.
In quegli stessi anni si occupa d’illustrazione, frequenta la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna e inizia una costante e fertile collaborazione con Ginevra Viscardi di ARKA Edizioni che si conferma nel corso degli anni attraverso la pubblicazione della maggior parte dei suoi libri.
A Bologna, allo stand della Bohem Press, incontra Štěpán Zavřel, maestro di illustrazione di libri per l’infanzia e direttore artistico di quella casa editrice. L’artista boemo sarà un punto di riferimento costante per Bimba Landmann, decisivo per la scelta di dedicare la sua ricerca e produzione artistica quasi interamente all’illustrazione.
Dopo questo primo incontro, Landmann studia illustrazione con Zavřel a Sàrmede nell’estate del 1991. In seguito è ospite nella sua casa dove dipinge un affresco nella zona esterna, in collaborazione con altri allievi.
Nel 1994 viene pubblicato il libro d’esordio Miriam sucht Weihnachten in sola lingua tedesca con la casa editrice Patmos.
Nel 1997 Un bambino di nome Giotto, pubblicato da ARKA, ha un grande successo tra i lettori e viene pubblicato in più di venti lingue. In seguito al libro su Giotto, ARKA dedica un’intera collana ai libri sugli artisti.
Tra le case editrici italiane che pubblicano i libri di Landmann ricordiamo: Carthusia, San Paolo e Pulcinoelefante. I libri dell’artista, oltre ad essere pubblicati in Italia, sono tradotti in tutto il mondo.
Dal 1995 espone, con frequenza quasi annuale, alla Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’infanzia “Le immagini della fantasia” fondata da Štěpán Zavřel e allestita in molti paesi del mondo oltre alla sede storica di Sàrmede.
Nel 1996 dipinge il primo trompe-l’oeil presso ARKA Edizioni al quale, nel 2009, segue un secondo dipinto ispirato a Venezia.
Nel 2003 dipinge un trittico su legno per il Chihiro Art Museum in Azumino, in Giappone, che entra a far parte della collezione permanente del museo. Il trittico  è dipinto con l’antica tecnica della tempera all’uovo ed è ispirato al libro Un bambino di nome Giotto. Dal 2009 collabora con Elisabetta Garilli, direttrice d’orchestra e compositrice. Insieme portano in scena numerosi spettacoli musicali, come “Viaggio nella notte blu” e “OPV Families & Kids”, in cui Landmann, ispirandosi alla musica, dipinge e anima in tempo reale, le immagini proiettate su uno schermo.
Nel 2013 crea un’immagine per “La stanza dei sogni” nell’appartamento privato di Juhana Torkki a Turku, in Finlandia. Un acquarello di grande formato, viene trasformato in un wallpaper da Maurizio Giovannoni, l’architetto che ha progettato l’appartamento in ogni suo aspetto e ha scelto di coinvolgere l’artista dopo aver visto il libro Come sono diventato Marc Chagall.
Nel 2016, a McArthurGlen Castel Romano Designer Outlet, Bimba Landmann realizza il concerto d’immagini e suoni “L’unicorno dal corno d’oro” in collaborazione con Tony Carnevale e Stefania Graziani.

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