Cammino ancora

scoziadunnottarcastle9

Sto spesso in “solitaria”. Mi piace. Interagisco poco con la gente, soprattutto dal vivo. Preferisco spazi “social” intelligenti e scambi virtual-virtuosi. Ho imparato a contare su me stesso, in larga parte. Sia quando sto bene sia quando sto male. Mi incazzo sempre meno, lascio correre, quello che fanno le persone raramente turba il mondo in cui mi immergo per sfuggire a quello “ordinario”.
La mia non è amarezza, assolutamente. E’ consapevolezza, anche del tempo che passa e che per questo non ho più voglia di perdere, nemmeno nel più piccolo attimo.
Mi faccio essenziale, elimino, scanso, soprattutto persone e conversazioni inutili. Quelli che giudicano, che esagerano, che ce l’hanno col mondo ma che ci sguazzano dentro. Non sono quelli che, pur attraversandolo il mondo, e spesso con sofferenza, cercano di trarne qualcosa di buono e lasciarne una traccia benevola.
No, quelli che ci sguazzano dentro, sono, molte volte, quelli che mirano al traguardo del fuoco fatuo, al rigurgito dell’effimero.
C’è una strana idea oggi: che si debba dimostrare sempre di essere qualcosa o qualcuno, si fa rumore, si cerca di coprire il vuoto del guscio. Si giudica, si litiga, si polemizza, si vive senza pace. Nella realtà, si cambia, giocoforza.
Si deve, per rivivere ancora, di più e ogni volta. Sto bene appartato. Non voglio trasformarmi in una barca sul mare disseccato ma procedere con lentezza, nel tempo della vita, senza che questa, per troppa velocità, se ne vada tra le mani e mi ritrovi ad essere l’ombra di me stesso.
Sto bene davvero con chi è in grado di farmi rinunciare al piacere intenso del mio viaggio “in solitaria” e offrirmi autentica compagnia. Tipo un gatto, che stile, che amore. O chi guarda insieme a me all’orizzonte, in cerca di luce e di armonia. Perché ha scoperto il senso dello spirito, “vita che taglia nella propria carne: dal suo patire, s’accresce il suo sapere”.
E, anche in questo caso, è consapevolezza, scoperta dell’essere me. Non è presunzione.
“Sume superbiam quesitam meritis”.
Più tolgo e più aggiungo perché guardo all’essenziale. C’è tanta bellezza intorno.
Cammino ancora.

Scozia, agosto 2016, Dunnottar Castle

Annunci

9 pensieri su “Cammino ancora

  1. leggo amarezza ma anche serenità, in queste righe. La pace interiore di chi ha capito cosa è essenziale e cosa è superfluo. Mi ritrovo molto nelle tue parole, odio i clamori, chi sale sul treno in voga, chi strepita e guarda solo alle apparenze. Preferisco la sostanza, scarna, scabra, essenziale, perché in fondo di poche cose abbiamo bisogno, ma di quelle che danno pace e che restano anche quando i polveroni si abbassano, Buona serata, Pina

    Liked by 3 people

    • Hai centrato perfettamente cara Pina l’essenza di ciò che provo. Sono anche riuscito a trasformare l’amarezza in piovaschi di realtà, forse, a volte. Ma la sostanza è che la vita quando si “spartanizza” appare per quello che è: bella e balorda, fonte di gioia e di dolore, tutto, vita appunto. Un abbraccio grande e buona serata

      Liked by 1 persona

  2. Pure io ho trovato amarezza in questo post.
    Ho sincera passione per la polemica – intesa in senso letterale – ma per il piacere di scoprirsi e scoprire i limiti che il mio prossimo rivela tramite essa.
    E’ un ottimo sistema per comprendere meglio gli altri.
    In generale, mi misuro quotidianamente col prossimo, sospendendo ogni giudizio personale ed offrendomi con la massima disponibilità: penso che non esista altra ragione di vita per l’Uomo se non fare bene a coloro il cui destino incrociamo.
    Ma non sono portato al perdono e se le mie aspettative vengono disilluse, pure io cammino in solitaria nella “mia” Scozia.
    Magari prima o poi incrinerò le sue abitudini e le farò compagnia.
    Intrattenendoci in sana e certo fruttuosa polemica.
    🙂

    Liked by 1 persona

    • Mi piace molto, come sempre, il suo commento. E mi piace molto quando scrive che è una essenziale ragione di vita riuscire a seminare un pò di bene tutto intorno. Per questo motivo, oggi, più che amarezza provo “consapevolezza” mano mano che vado avanti col tempo. Questa consapevolezza mi porta a vedere sempre più la realtà per quello che è, da amante della fenomenologia, cercando di fare “maieutica” e di trarla alla luce. E spesso, scrostandola dalle illusioni, con l’essenza del disincanto e la pazza gioia della speranza, pur nella sua crudezza, la realtà è sempre un dono da cogliere perché generatrice di infinite possibilità. Tra queste possibilità, ne sono certo, ci starebbe benissimo una camminata con lei, col viso all’orizzonte, “intrattenendoci e in sana e fruttuosa polemica”… E così, a ritrovarci insieme, per fare luce, su questa meravigliosa realtà, che è la vita. Un sentito abbraccio.

      Liked by 1 persona

  3. Profondità e non superficialità .Andare all’essenza delle cose per trovare serenità e ciò che davvero ha un senso. Senza correre, guardando in noi stessi e intorno a noi , scoprendo ciò che gli spazi sconfinati possono regalarci in bellezza. Ciao. Isabella

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...