Mi attanaglia, a volte, morde

Mi attanaglia,

a volte,

morde,

una bramosia di luci

e piccole ali impunturate,

sulla schiena,

come un delirio di volo,

che mi faccia spazio

tra le chiuse del vento,

per poi attraversare

le tacite trasparenze

del buio della notte.

Vorrei uno straripare

di vertiginose ore,

perforare

il labirinto del mio vivere

e poi affondare

nell’infinità,

con le mani appese,

alle stelle che brillano

di tutto ciò che non muore.

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