La sovranità del bene

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Bellezza, ordine, libertà, immortalità: voglio proporvi un libro ad elevato potere “taumaturgico”, capace di esulare da vaghi sentimentalismi shelleyani per provare a fare di realtà, essenza. Il volume si intitola La sovranità del bene (R. Carabba, Editore Lanciano). L’autrice è la “visionaria” Iris Murdoch che scrive senza nulla concedere al gioco fin troppo facile delle illusioni e delle consolazioni. Eppure, riesce, in questo sua bramosia di “vedere”, di saper scorgere il senso del reale, a condurci su strade che si avvicinano di molto a ciò che risulta essenziale, traducendo la lettura in un possibile viaggio di catarsi. Eccone un brano: “Il primo nemico dell’eccellenza in morale e nell’arte è la fantasia personale: quel tessuto di autoesaltazione e di desideri e sogni rassicuranti che impediscono di vedere cosa c’è fuori di sé. Rilke diceva di Cezanne che dipingeva “l’eccolo là”… a questo proposito l’arte ci mostra un’eccellente analogia con la morale… smettiamo di essere per occuparci dell’esistenza di qualcos’altro, di un oggetto naturale, di una persona nel bisogno … Il legame qui è rappresentato dal concetto di indistruttibilità o incorruttibilità. Ciò che è veramente bello è inaccessibile e non si può possedere o distruggere. La statua si rompe, il fiore appassisce, l’esperienza finisce ma qualcosa non ha risentito del decadimento e della morte”. E ancora: ” Credo che l’idea di trascendenza si connetta qui a due idee distinte, la perfezione e la certezza… Come si può connettere il realismo, che deve comportare una visione intensa e lucida della miseria e del male del mondo, con la percezione di un bene incorrotto, senza che quest’ultima idea diventi il più puro dei sogni rassicuranti?… L’idea di perfezione opera dunque in un campo d’indagine, producendo un senso crescente di orientamento. Forse quest’affermazione non dice nulla di davvero sorprendente; un riduzionista, inoltre, potrebbe sostenere che una capacità di comparazione sempre più affinata non implichi necessariamente qualcos’altro oltre se stessa. L’idea di perfezione potrebbe essere, per così dire, vuota. Consideriamo il caso della condotta. Che dire del comando “Perciò siate perfetti”? Non avrebbe più senso dire “Perciò miglioratevi un pochino?”. Alcuni psicologi avvertono che se i nostri criteri di valore sono troppo ambiziosi diventeremo nevrotici. Mi sembra che l’idea dell’amore sorga necessariamente in questo contesto. L’idea di perfezione ci mette in movimento (come artisti, lavoratori, agenti) perché ispira amore nella parte migliore di noi. Non si può sentire un amore puro per un criterio morale mediocre più che si possa per il lavoro di un mediocre artista. L’idea di perfezione è anche per la sua natura apportatrice d’ordine”.

SOLLEVARSI

Mi piace questo suo sollevarsi dal male del mondo e dalla morte senza rinnegarsi. In un tentativo di perfezione e competizione con se stessi, per apportare ordine dentro di sé e agli altri. Portare ordine allora si trasforma in visione della realtà, scevra dal rimuginio che confonde e mistifica. “E’ degno di nota che la grande arte ci insegni come le cose reali posono essere guardate e amate senza prenderne possesso e farne uso, senza incorporarle nell’avido organismo dell’io. Questo esercizio di distacco è arduo e di grande valore, sia che la cosa contemplata sia un essere umano, sia che si tratti della radice di un albero o della vibrazione di un colore o di un suono. La contemplazione non sentimentale della natura esibisce la madesima qualità di distacco: gli interessi egoistici svaniscono, non esiste nient’altro che le cose che si vedono. La bellezza è ciò che attrae questo particolare tipo di attenzione non egoistica… La visione vera cagiona la condotta giusta”. Arriviamo, in questo modo, al realismo della compassione, nella capacità dell’anima di ascoltare il fluire del vero. Perché, come sottolinea Iris Murdoch, “la libertà in senso stretto non consiste nell’esercizio della volontà ma piuttosto nell’esperienza di una visione accurata che, quando è il momento adatto, causa l’azione”.

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