Sere d’estate ponzesi

Crocifisso

al tuo abbraccio

la mia anima torna al silenzio che non passa.

Oppongo a muri d’ombra

istanti non più naufraghi,

eternità radente, sublimità

nell’essenza che si fa carne.

In un viluppo di luce

attraverso te

e riconosco me.

Su vertigini d’angoscia,

fili di vento soffiano

a spezzare un tremito di limbo,

generando divine armonie.

Sono capsule di gioia

da prendere subito,

senz’acqua

tramonto-ponza-2016

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Sovrapposte brame

Fatti siamo,

di sovrapposte brame.

Sempre in bilico

tra la notte e l’alba

nella speranza di fuggire il nulla.

Non è la vita ingiusta,

è ingiusto il limitare dell’infinito,

in angusti boccaporti.

Infurio

quando il cielo passa

e il colore cambia.

Vorrei uncinare a me

il supremo nell’istante

e tessermi un velo

di luminose lamine

© Daniele Del Moro 2016

Con foto del tramonto a Inverness, gioiello di Scozia

tramonto-scozzese

L’anima vola

Adoro questa canzone, adoro Elisa

 

L’Anima Vola
Le basta solo un po’ d’aria nuova
Se mi guardi negli occhi
Cercami il cuore
Non perderti nei suoi riflessi
Non mi comprare niente
Sorriderò se ti accorgi di me fra la gente
Sì che è importante
Che io sia per te in ogni posto
In ogni caso quella di sempre
Un bacio è come il vento
Quando arriva piano però muove tutto quanto
E un’anima forte che sa stare sola
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
E se ti cerca è soltanto perché
L’Anima osa
E’ lei che si perde
Poi si ritrova
E come balla
Quando si accorge che sei lì a guardarla
Non mi portare niente
Mi basta fermare insieme a te un istante
E se mi riesce
Poi ti saprò riconoscere anche tra mille tempeste
Un bacio è come il vento
Quando soffia piano però muove tutto quanto
E un’anima forte che non ha paura
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
Quando ti cerca è soltanto perché lei ti vuole ancora
E se ti cerca è soltanto perché
L’Anima Vola
Mica si perde
L’Anima Vola
Non si nasconde
L’Anima Vola
Cosa le serve
L’Anima Vola
Mica si spegne

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La bellezza

“La luce del mattino ci ferirà gli occhi. Dovremo di nuovo ritrovare il nostro corpo, andare verso ciò che, sin dal risveglio, ci viene incontro e di cui non sappiamo nulla, se non che procede verso di noi, con la dolce fatica del giorno. La bellezza ci sta dinanzi, sin dall’alba. Desta ben prima di noi. Fedele, aspetta. Il suo respiro si irradia nel più esile silenzio, nell’aria intorno ai mandorli. Aspetta che si apra in noi la strada per la quale potrà giungere senza ferirsi”

Christian Bobin – L’uomo del disastro (l’angelo, l’infanzia e Antonin Artaud) – AnimaMundi Edizioni

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Il cuore respira

Il cuore respira

tra una bracciata e l’altra,

in frange d’istanti.

Insinuando passi

su valli di polvere

che riportano incognite,

sospese,

su bordature di cielo.

Imprimo l’artiglio

su terre sghembe,

sbirciando uno scoccare di passi.

Rialzo lo stelo dell’anima

che fluttua e svetta

su ali di roccia.

Incandescente, balza e zampetta,

festosa,

di sole in sole.

Senza impigliarsi,

a echi sfaldati,

a spruzzi di tempo.

Anche se molto starnazza,

basta, talvolta,

un fiore,

del deserto

e portarsi quiete dentro

di papaveri e di rosari,

per avere scintillanti distanze,

e immarcescibili desideri.

Con una pellicola di bellezza

mi sono avvolto le palpebre pulsanti

e non dare spazio al disumano.

Mentre faccio refusi.

Di nuvole.

Su inutili schiume.

 

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La luce del mondo

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“La luce del mondo non viene del mondo.

Viene dall’avvampare di cuori puri,

invaghiti, più che di sé,

dalla radicale semplicità di un cielo azzurro,

di un gesto generoso,

di una parola fresca”.

Christian Bobin, La luce del mondo (Gribaudi Edizioni)

 

Scozia 2016, le scogliere intorno al Dunnottar Castle.

Buona serata