October, un ottimo ascolto

October, un ottimo ascolto. Sarà che oggi più che ottobre sembra dicembre, sarà che fa freddo ma ascoltare uno dei più intensi brani degli U2 con una bella tazza di tè apre ad improvvisi squarci metafisici. Se poi avete un pò di tempo per ascoltare tutto il disco, si disco mi piace ancora chiamarlo, più che ottobre, sembra una invincibile estate. October è il secondo disco della band irlandese. Esce nel 1981. Anni di lotta e di aspirazioni rivoluzionarie. Il 3 ottobre del 1981 si conclude lo sciopero della fame dei guerriglieri dell’IRA iniziato il 1° marzo da Bobby Sands che morirà il 5 maggio assieme ad altri 9 detenuti tra il maggio e l’agosto dello stesso anno. Da una parte il vento di protesta, il fuoco delle manifestazioni di strada e dei concerti con il volume al massimo nei centri sociali. Dall’altra, il disco della band, particolarmente introspettivo, con Bono in crisi mistica. Assieme a The Edge fanno parte della setta religiosa Shalom e il gruppo è in crisi. I brano sono ugualmente fuoco che cova sotto la cenere. Tomorrow, dedicata alla madre di Bono morta a 14 anni, è struggente e tagliente al tempo stesso. Gloria, un vero e proprio inno religioso in latino, Stranger in a strange land, che dice tutto, Rejoice, gioisco, Fire, With a shout (Jerusalem), I fall down, Is that all, I threw a brick a through a window, Scarlet: sono brani che lasciano intuire tutta la forza propulsiva del gruppo, il detonatore del rock è pronto a esplodere. Ascoltare certi brani, vi propongo October anche in parole, riporta con la mente a certi giorni. Come accade sempre per chi sa percepire tutta l’intensità della musica. Da una parte le lotte per l’indipendenza irlandese e un popolo in movimento, dall’altra la musica che, come ogni forma d’arte, può rappresentare un valido (per me indispensabile) tentativo di trovare un senso e attraversare il ghiaccio sottile della lastre dell’esistenza. Intimista o no, questo disco riporta a molte riflessioni. Per non dimenticare, per sopravvivere, per combattere, per trovare sempre un motivo di cui godere della vita. E trovare la possibilità di un “Beautiful day” tanto per rimanere in tema. E chissenefrega di tutto quello che ci duole, chissenefrega di tutto quello che ci morde. Provo a stendermi su un tappeto di foglie, in autunno, di quelle che cadono a centinaia, e rivolgo gli occhi al cielo e penso: sono qui io con me, con chi voglio, con i miei affetti e tutto il resto è fuori. Non sento freddo. Non è il té, tra i miei momenti rituali. Sono al caldo di ciò che sono. Cucito nei miei affetti e nel valore che dò alle mie cose, a me stesso e a quello che faccio. Il resto è polvere. Buon ascolto e buon ottobre

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