Il bello che mi viene

cop1

Voglio augurarvi buona giornata con una poesia scritta qualche tempo fa…

 

Niente
E che a me il bello viene così:
dai cieli con le ali
da un gatto che sonnecchia
zampamano
dal bronzo
dalla polvere di marmo
raggrumata
che disegna i volti
nell’aria limpida
da un sorriso buono
da una mano tesa e da una carezza
da occhi ardenti, che hanno il tocco
dal mare che profuma e infuria
e poi sta zitto, all’improvviso
e dona pace
dalle candele in chiesa
o da un tempio,
dalla luce che batte colpi,
tum tum, sull’incalzare della vita
dalla speranza che parla piano
dai fiori sul davanzale, anzi meglio
ovunque,
dal fuoco acceso quando abbaglia e schiocca
dagli amanti a finestre chiuse
nella notte buia
dagli amici e dal sentire insieme
dal freddo, di mattina, quando giro
dal camminare, sempre.
Dalla distanza con chi non ama e non ha rispetto.
E poi mi viene ancora
dai libri, dalla carta quando scrocchia
dall’albero e dalla spiga, bionda
che d’estate, curva
aspetta,
il tramonto che rosseggia
dalla strada e dal percorso e dalle stelle,
mute ma raggianti,
da chi dona e da chi rinuncia,
perché, il dolore, sa
da un quadro e dai colori
e dal sibilo, talvolta, di qualcosa
che sento accanto
ma che non c’è
e dal silenzio che faccio intorno
quando ascolto
dentro me…

© Daniele Del Moro 2016

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