Grazie del tempo, del sole, del vento

Le difficoltà non mancano. In questo periodo. Sia personali, che “universali”. Eppure, nonostante tutto, nonostante la stanchezza, fisica e mentale, nonostante molte cose risentano di una “storpiezza” metafisica, oscura eppure ad un passo dallo squarcio del Velo di Maya, ebbene, no, non ho voglia di cedere, né di deprimermi. Penso ad ogni istante in cui palpita il mio sangue, penso che questo palpitare è sinergia d’avventure perché non so come andrà ma so che ci sarò. Nel mio istante, in quell’istante in cui incontro gli altri e le cose, il mondo che si muove intorno a me, la solitudine meravigliosa della natura, occhi che sorridono e invocano comprensione. C’è molto da fare, c’è ovunque una possibilità. Allora, per restare veramente solo, nel pensiero di questa vita che scorre ma che voglio sentire palpitare nel mio sangue, scrivo. E dico grazie. Grazie del tempo, del sole, del vento. Così. A chiunque. Dimentico ogni risentimento e umana debolezza, e divento istante. Come abitudine. Nella somma di questi istanti, ho qualche visione. E ne gioisco. Per poi tornare nel quotidiano, in cerca di metafore che possano dare luce al mio percorso. I miei tentativi, blandi ma sinceri, di poesia, nascono da questo fermento. E in quel momento sono tutto me

 

Grazie del tempo, del sole, del vento,

grazie del tintinnio delle ombre

e del giorno

che lava questo sbucciato mondo.

Grazie di un velo di luce

e di un sorriso che fa primavera

quando gli amici imprimono

spolverate di spazio

nel corpo oscillante.

Grazie al filo di ferro

che tiene

una rete invisibile

su sminuzzati sciami

di anime silenziose

che sanno guardare al mare.

Grazie a voi, tutti,

per un soffio e un bisbiglio

d’aria dorata

che accoglie e non svanisce

nell’esangue dimenticanza.

Perché

nell’infinito,

che non ha fessure e quieto procede,

è sempre nell’alveo trasparente

e nell’ora sterminata

di me, con me…

 

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Noi siamo infinito

“Perchè io so che ci sono persone che dicono che queste cose non esistono, e che ci sono persone che quando compiono diciassette anni dimenticano com’è averne sedici; so che un giorno queste diventeranno delle storie e le immagini diventeranno vecchie fotografie, e noi diventeremo il padre o la madre di qualcuno, ma qui, adesso, questi momenti non sono storie, questo sta succedendo, io sono qui, e sto guardando lei… ed è bellissima. Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta. E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito!”

Ci sono film che scavano dentro e scene indimenticabili.

Come questa.

E canzoni per catartiche giornate di luci tra le ombre.

Noi siamo infinito.

Eroi.