Continuare a “vederci” su Scrittore in viaggio

Carissimi amici di questo spazio, rieccomi dopo qualche tempo.
Vi avevo già preannunciato che probabilmente avrei lasciato questo blog, invitandovi, se volete, a seguirmi su Scrittore in viaggio.

E dopo averci pensato a lungo, vi invito ancora una volta a farlo. Per tenerci in contatto e continuare i nostri “dialoghi” virtuali. Sia tramite scrittore in viaggio che, eventualmente lo vogliate, sulla pagina Facebook.

Ho deciso di proseguire su Scrittore in viaggio e di lasciare “Viaggia con me” per diversi motivi. Direi principalmente per una questione di ottimizzazione delle energie e dei contenuti e per evitare di rischiare di ripetermi.

Poi per un discorso di tempo. Non ultimo anche una certa volontà di dedicarmi ad altro.
Ma andiamo per gradi. Il tempo è la nostra vera ricchezza. Così come avere ottimi scambi.

E ringrazio tutti per avermi dato la possibilità di riflettere insieme qui. Però tenere due blog e cercare di far bene con un giornale online diventa complicato. Sento anche molto la responsabilità nei confronti delle persone che collaborano con me e che, come me, sperano di portare a casa qualcosa di buono in termini economici.

Fare troppe cose mi porta inevitabilmente a rischiare di essere superficiale o approssimativo da qualche parte. Un po’ come la coperta di Pippo che se la tiri da una parte di scopri dall’altra.

Dedicarmi ad altro significa, dunque, amministrare le mie risorse e cercare di incidere con attenzione su ciò che faccio. Quindi, spero possiate seguirmi numerosi su Scrittore in viaggio prima di chiudere definitivamente questo spazio che penso di fare entro la fine di febbraio.

Vi segnalo anche i miei ultimi contributi su Scrittore in viaggio:

https://www.scrittoreinviaggio.com/sanremo-ultimo-doveva-arrivare-primo/
https://www.scrittoreinviaggio.com/marina-malabotti-estetica-e-antropologia-tra-pubblico-e-privato/
https://www.scrittoreinviaggio.com/pensiero-discordante-il-coraggio-di-non-omologarsi/

Intanto sempre tanta luce e buona forza.

 

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Sono ancora vivo, come Rocky, Rambo e Papillon

Quasi un mese che non scrivo su questo spazio. Altrove si ma qui, dove le parole si fanno più intime, no, non ho più scritto. Non sono stati giorni facili e ancora non ne sono proprio fuori. Continuano i giorni in cui i morsi di un dolore che ancora ho difficoltà a pronunciare, questi morsi si fanno sentire.

Un giorno forse vi racconterò di questo dolore improvviso, insensato che ha scardinato molte certezze o forse semplicemente dato conferme. Che la vita è tosta ma non impossibile.

Semplicemente bisogna godere del tempo come se fosse la degustazione di un ottimo vino. Scrive Vito Mancuso nel suo La Via della Bellezza: “Tutto è incerto è vero ma questo sole che ti scalda le ossa, questa notta di stelle, la tua terra, il tuo mare, il tuo preziosissimo amore, tutto questo c’è e non è solo vero, è anche bello, di quella bellezza veritiera che alimenta il piacere sereno di esistere”.

Ecco, questo sereno piacere di esistere è stato messo a dura prova il 7 dicembre alle 21 e 33 di un giorno qualunque. E forse, come giustamente sottolinea Mancuso, il peccato col dolore non c’entra proprio nulla.

C’è un difetto nell’essere da cui provengono il male e il dolore. E semplicemente, di fronte al dolore, quando arriva improvviso e si aggrappa alla gola, straziandoti il cuore, semplicemente non si può fare nulla.

Accettarlo, continuare ad avere fiducia, contemplando bellezza, facendo la veglia a ciò che di questo mondo ci fa sentire e alimentare “quel sereno piacere di esistere”.

Ho avuto grande rabbia nei confronti di Dio. Per la sua lontananza, inesistenza in quel momento, per me tragico e magari per altri non sarebbe nulla. Eppure, pur rivedendo tutto il mio senso “religioso” del credere, ancora continuo a pensare che tutto non possa finire così.

Se Dio permette il dolore è forse perché desidera la nostra libertà. Di scelta sino in fondo. Sono stato stordito, affranto, straziato e ancora sono molto esausto ma non a caso la suoneria del mio cellulare è il tema classico del film Rocky.

Sono un buon incassatore, un uomo che punta sempre al riscatto, a rialzarsi anche quando sta per gettare la spugna e si ritrova al tappeto coperto di sangue. Di sangue e lacrime, questa volta, ne ho versato molto.

Eppure, come direbbe Papillon, “sono ancora vivo, figli di puttana”. Anche se la scena che più mi si addice è quella finale di rambo dove, dopo aver seminato il caos, cede al pianto liberatorio.

Ma la vita è così. Bisogna viverla sempre. Come ieri, siamo in casa a cena, ci chiama la vicina, il marito ha un attacco epilettico. Lo rassereno col suo volto tra le mie mani. Chiamo l’ambulanza, sollecito e arriva. Ora sta meglio, tutti mi ringraziano. Peccato non aver avuto la stessa freddezza e presenza quella sera del 7 dicembre.

Risuonano solo le mie bestemmie e parole di disperazione quella sera, per non aver potuto nulla di fronte alla legge della vita che si ferma. Ho desiderato di fermarmi anche io, non ho dormito per notti, ancora non dormo. Però guardo avanti, e vivo.

Con l’anima che sanguina e una cicatrice in più sul mio corpo per tutto quello che, però, è la mia vita. E, nonostante tutto, dicendo grazie a Dio perché ciò che mi ha tolto, ha dato gioia, amore e felicità alla mia vita per 21 splendidi mesi.

Ti veglio

Ti veglio.
Giorno e notte,
te lo impedisco di andare via,
mi basta un fruscio, un sussurro,
e intanto aspetto.

Col silenzio di una tigre e il petto di un castello,
e guardo in faccia chi non spiega,
senza timore, nè poesia.

Mentre accarezzi e cuci, con la tua voce, che resiste,
che continua, la nostra storia, di noi tre,
quella si che non tace come la parola eterna, che rimbomba come un tuono.

Mentre l’Avvento preme,
allo scoperto, senza messaggio, muto.

La forza dell’amicizia

Oggi su Scrittore in Viaggio vi racconto di una storia che mi ha affascinato, una storia di autentici eroi, quelle storie che adoro e su cui mi soffermo volentieri.

L’amicizia tra Jesse Owen e Luz Long. L’altra sera hanno trasmesso il bellissimo film race, il colore della vittoria.

Da qui è nata la mia riflessione. Eccovi il link e buona serata.

https://www.scrittoreinviaggio.com/il-nero-dellalabama-e-lariano-di-germania-la-forza-dellamicizia/

Intervistato da Radio Punto Zero

Se volete sapere la linea editoriale che ho dato al progetto Green Planet News, stasera sulla homepage trovare l’intervista che mi ha fatto la bravissima giornalista, autrice e speaker di Radio Punto Zero, Serena Bassi.

Non sono giorni facili. Sono giorni in cui sto sperimentando “il nulla di Dio” e la lontananza di un conforto a cui ho sempre creduto. Ora non più. Che non significa non credere più. Significa solo sapere che di fronte all’imponderabile, all’inaspettato, siamo privi di ogni difesa e la forza dobbiamo trovarla dentro di noi. La fede non c’entra.

Ecco perché nell’intervista ho fatto un accenno a qualcosa che prima o poi racconterò. Ma soprattutto ho voluto raccontare della mia idea di Green. Che non è solo ambiente ma speranza, fiducia, voglia di credere ancora a qualcosa di buono.

Nonostante in questi giorni, con il cuore strappato, mi venga da vedere solo il colore nero.

Buona serata e se vi va, ascoltate l’intervista sulla homepage del sito www.greenplanetnews.it.

 

Sono un uomo all’antica

Il buongiorno oggi è con le parole di Totò:

“Io sono un uomo all’antica
il mondo moderno, il mondo d’oggi
per me non c’è, non esiste
non lo vedo, non mi piace
detesto tutto di esso
la fretta, il frastuono, l’ossessione,
la volgarità, l’arrivismo, la frenesia,
le brutte maniere, la mancanza di rispetto per le tradizioni, le stupide scoperte
per questo vivo per conto mio
in un mondo mio da isolato
un mondo per bene”.

Attuale è dire poco. Perché l’eleganza non è una parola ma un modo di vivere.
Buona giornata.

Meraviglie d’Abruzzo, anzi DaDAbruzzo. Ne racconto oggi su Green Planet News

Oggi ho pubblicato una interessante intervista su Green Planet News che mi piace particolarmente segnalarvi.

Ho intervistato (ecco il link all’articolo) la bravissima Alice Petrongolo, presidente dell’associazione DaDAbruzzo. Alice assieme alle amiche e colleghe Valeria Gambi e Maria Fantone ha dato vita a questo interessantissimo progetto di valorizzazione del territorio attraverso l’arte e il turismo.

Nell’articolo sa descrivere con passione quello di cui sono capaci le donne quando sanno fare squadra e come sanno dare vita a iniziative sociali e culturali davvero interessanti.

Vi segnalo anche la novità del giornale: abbiamo cambiato e riorganizzato la newsletter di Green Planet News. Direttamente sull’home page del sito della testata giornalistica, il banner per l’iscrizione alla newsletter. Un modo per stabilire un contatto tra noi e voi, potendo ricevere i nostri articoli direttamente al vostro indirizzo mail e godendo di contenuti esclusivi che stiamo pensando per i soli iscritti.

L’iscrizione è semplicissima, basta indicare nome e indirizzo di posta elettronica, spuntare il consenso alla privacy e cliccare su Iscrivimi. Se vi fa piacere iscrivetevi.

Infine, un’ultima nota di curiosità. Questa settimana con Green Planet News abbiamo seguito diverse cose. La nostra caporedattrice è andata in Senato per seguire un progetto che coinvolge i giovani e l’ambiente, un nostro redattore è andato a Modena per partecipare alla presentazione di una iniziativa che coinvolge le scuole e il risparmio energetico, dunque un bel fermento.

Io, infine, come direttore di GP News, sono andato a seguire a Milano una duegiorni dedicata alla farmacovigilanza. Un tema molto interessante su cui ho cercato di fare chiarezza attraverso alcune domande e di cui vi riferirò la prossima settimana. Dunque, noi ci crediamo e continuiamo a pensare anche che si può fare un giornalismo “alternativo”: etico, sociale, al servizio di chi cerca anche un po’ di svago nella cultura, chi promuove una nuova “guerra di liberazione” nel dare voce alla bellezza e all’arte.

Buona serata.

 

Green Planet News, oggi ho parlato di memoria e di renne

Oggi ho scritto per Green Planet News due articoli che mi piace segnalarvi perché di quello che ho “sentito” particolarmente.

Nel primo articolo si parla di una Roma che non esiste più, quella dove abbondava il silenzio e l’odore di fieno. Ho intervistato l’autrice di questo romanzo La casa di Corso Trieste e si è parlato di nostalgia, di identità, di memoria, di ricordi, anche di quelli con cui occorre pacificarsi per trovare davvero un nuovo e più sostenuto equilibrio.

Nel secondo ho voluto porre una riflessione: siamo tutti interconnessi e l’ambiente è il nostro “palco di vita”. Arriva il Natale e come si fa strage di abeti, si comprano anche muschi e licheni. Non sapendo che muschi e licheni, sottratti al loro ambiente, si traducono in povertà di cibo per renne e molti altri animali e nel rischio estinzione di un importante indicatore di inquinamento atmosferico.

Buona serata e, nell’eventualità, anche buona lettura.

 

Viaggi? Spazio ai vostri racconti su Scrittore in Viaggio

Viaggi, reportage, fotografie, ricordi, esperienze in giro per il mondo o semplici passeggiate “mordi e fuggi”? Da oggi, se vi piace, potete anche inviare le vostre esperienze sul mio sito www.scrittoreinviaggio.com.

Ho deciso, infatti, di dare voce anche ai “racconti degli altri” su Scrittore In Viaggio. Non solo perché credo ad una forma di possibile libertà come partecipazione, ricordando Giorgio Gaber. Ma perché mettere in comune ciascuno la propria “visione del mondo”, ne sono sempre stato convinto, credo sia un buon arricchimento. Del mondo e di chi legge.

Per questo nasce questa nuova categoria all’interno del blog. Si chiama I Vostri Racconti. Potete scrivere all’indirizzo mail scrittoreinviaggio@gmail.com inviando i vostri testi, articoli, “diari di viaggio” con le fotografie che più vi hanno entusiasmato e io inserirò tutto all’interno di questo spazio dando voce alle vostre emozioni. In maniera, ovviamente, del tutto “free”.

Forse è questo uno degli aspetti della globalizzazione, come accade per molte altre cose, su cui possiamo essere tutti d’accordo. Bene o male, la tecnologia, utilizzata al meglio, riesce anche a dare una svolta anche nella comunicazione. Soprattutto quando si mettono in “condivisione” tante piccole “positivizie” che aiutano a guardare oltre. Non a grufolare nel torbido come accade sovente per fare audience.

A me non ha mai interessato piacere a tutti. Non sarei onesto a dire come ammoniva Gabriele D’Annunzio “farò di me un’isola”. Nessuno si salva da solo. Però si può essere arcipelaghi, non amici di tutti in un mondo troppo soffocato da una “social-ità” lontana dai criteri del reale. Però, riunirsi in uno spazio di “comune affinità”, dove ci si “sente” “condivisori” delle stesse passioni e ci si muove con le stesse speranze, animati da sogni e desideri “vicini”, magari non risolve, però aiuta.

Senonaltro a “leggere” delle stesse righe, a condividere gli stessi passi. Per questo motivo ho pensato a questa nuova categoria I Vostri Racconti. Per contribuire tutti insieme a far vedere quella parte buona di mondo che ci piace. Un po’ d’evasione, un po’ di svago, una forma intelligente di leggerezza che può fare non audience ma “rete”. Sulla base del bello che possiamo scoprire di volta in volta, ogni giorno che l’alba giunge davanti ai nostri occhi. Vi aspetto, dunque, e buoni passi e tanti viaggi. Con la fantasia e con lo zaino sulle spalle.

Come eravamo, l’Italia in una mostra fotografica

Ecco, neanche a dirlo, proprio in relazione al mio post precedente, ho appena pubblicato un articolo su Scrittore in viaggio.

Racconta di un’Italia che non esiste più e che affascina ancora, pur nelle sue contraddizioni. Una emozionante mostra fotografica: Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961, ospitata al Museo di Roma sino al 3 febbraio 2019. Dalla dura ricostruzione del paese dopo la devastazione della seconda guerra mondiale al clamoroso boom economico degli anni Sessanta.

Ce n’è di che riflettere, un percorso particolarmente suggestivo a cui la fotografia conferisce il sigillo dell’unicità. A me vedere certe immagini fa l’effetto di una coperta calda quando hai freddo, di un camino acceso mentre fuori c’è la tormenta.

So che molti rideranno, forse. Ma ho imparato una cosa, anche attraverso certe immagini e certi ricordi. Non mi fermo più, corro verso me stesso, il sogno ci rende indocili. Soprattutto non faccio più soste inutili. Nemmeno col pensiero.

Buona serata.