Sono un uomo all’antica

Il buongiorno oggi è con le parole di Totò:

“Io sono un uomo all’antica
il mondo moderno, il mondo d’oggi
per me non c’è, non esiste
non lo vedo, non mi piace
detesto tutto di esso
la fretta, il frastuono, l’ossessione,
la volgarità, l’arrivismo, la frenesia,
le brutte maniere, la mancanza di rispetto per le tradizioni, le stupide scoperte
per questo vivo per conto mio
in un mondo mio da isolato
un mondo per bene”.

Attuale è dire poco. Perché l’eleganza non è una parola ma un modo di vivere.
Buona giornata.

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Meraviglie d’Abruzzo, anzi DaDAbruzzo. Ne racconto oggi su Green Planet News

Oggi ho pubblicato una interessante intervista su Green Planet News che mi piace particolarmente segnalarvi.

Ho intervistato (ecco il link all’articolo) la bravissima Alice Petrongolo, presidente dell’associazione DaDAbruzzo. Alice assieme alle amiche e colleghe Valeria Gambi e Maria Fantone ha dato vita a questo interessantissimo progetto di valorizzazione del territorio attraverso l’arte e il turismo.

Nell’articolo sa descrivere con passione quello di cui sono capaci le donne quando sanno fare squadra e come sanno dare vita a iniziative sociali e culturali davvero interessanti.

Vi segnalo anche la novità del giornale: abbiamo cambiato e riorganizzato la newsletter di Green Planet News. Direttamente sull’home page del sito della testata giornalistica, il banner per l’iscrizione alla newsletter. Un modo per stabilire un contatto tra noi e voi, potendo ricevere i nostri articoli direttamente al vostro indirizzo mail e godendo di contenuti esclusivi che stiamo pensando per i soli iscritti.

L’iscrizione è semplicissima, basta indicare nome e indirizzo di posta elettronica, spuntare il consenso alla privacy e cliccare su Iscrivimi. Se vi fa piacere iscrivetevi.

Infine, un’ultima nota di curiosità. Questa settimana con Green Planet News abbiamo seguito diverse cose. La nostra caporedattrice è andata in Senato per seguire un progetto che coinvolge i giovani e l’ambiente, un nostro redattore è andato a Modena per partecipare alla presentazione di una iniziativa che coinvolge le scuole e il risparmio energetico, dunque un bel fermento.

Io, infine, come direttore di GP News, sono andato a seguire a Milano una duegiorni dedicata alla farmacovigilanza. Un tema molto interessante su cui ho cercato di fare chiarezza attraverso alcune domande e di cui vi riferirò la prossima settimana. Dunque, noi ci crediamo e continuiamo a pensare anche che si può fare un giornalismo “alternativo”: etico, sociale, al servizio di chi cerca anche un po’ di svago nella cultura, chi promuove una nuova “guerra di liberazione” nel dare voce alla bellezza e all’arte.

Buona serata.

 

Green Planet News, oggi ho parlato di memoria e di renne

Oggi ho scritto per Green Planet News due articoli che mi piace segnalarvi perché di quello che ho “sentito” particolarmente.

Nel primo articolo si parla di una Roma che non esiste più, quella dove abbondava il silenzio e l’odore di fieno. Ho intervistato l’autrice di questo romanzo La casa di Corso Trieste e si è parlato di nostalgia, di identità, di memoria, di ricordi, anche di quelli con cui occorre pacificarsi per trovare davvero un nuovo e più sostenuto equilibrio.

Nel secondo ho voluto porre una riflessione: siamo tutti interconnessi e l’ambiente è il nostro “palco di vita”. Arriva il Natale e come si fa strage di abeti, si comprano anche muschi e licheni. Non sapendo che muschi e licheni, sottratti al loro ambiente, si traducono in povertà di cibo per renne e molti altri animali e nel rischio estinzione di un importante indicatore di inquinamento atmosferico.

Buona serata e, nell’eventualità, anche buona lettura.

 

Viaggi? Spazio ai vostri racconti su Scrittore in Viaggio

Viaggi, reportage, fotografie, ricordi, esperienze in giro per il mondo o semplici passeggiate “mordi e fuggi”? Da oggi, se vi piace, potete anche inviare le vostre esperienze sul mio sito www.scrittoreinviaggio.com.

Ho deciso, infatti, di dare voce anche ai “racconti degli altri” su Scrittore In Viaggio. Non solo perché credo ad una forma di possibile libertà come partecipazione, ricordando Giorgio Gaber. Ma perché mettere in comune ciascuno la propria “visione del mondo”, ne sono sempre stato convinto, credo sia un buon arricchimento. Del mondo e di chi legge.

Per questo nasce questa nuova categoria all’interno del blog. Si chiama I Vostri Racconti. Potete scrivere all’indirizzo mail scrittoreinviaggio@gmail.com inviando i vostri testi, articoli, “diari di viaggio” con le fotografie che più vi hanno entusiasmato e io inserirò tutto all’interno di questo spazio dando voce alle vostre emozioni. In maniera, ovviamente, del tutto “free”.

Forse è questo uno degli aspetti della globalizzazione, come accade per molte altre cose, su cui possiamo essere tutti d’accordo. Bene o male, la tecnologia, utilizzata al meglio, riesce anche a dare una svolta anche nella comunicazione. Soprattutto quando si mettono in “condivisione” tante piccole “positivizie” che aiutano a guardare oltre. Non a grufolare nel torbido come accade sovente per fare audience.

A me non ha mai interessato piacere a tutti. Non sarei onesto a dire come ammoniva Gabriele D’Annunzio “farò di me un’isola”. Nessuno si salva da solo. Però si può essere arcipelaghi, non amici di tutti in un mondo troppo soffocato da una “social-ità” lontana dai criteri del reale. Però, riunirsi in uno spazio di “comune affinità”, dove ci si “sente” “condivisori” delle stesse passioni e ci si muove con le stesse speranze, animati da sogni e desideri “vicini”, magari non risolve, però aiuta.

Senonaltro a “leggere” delle stesse righe, a condividere gli stessi passi. Per questo motivo ho pensato a questa nuova categoria I Vostri Racconti. Per contribuire tutti insieme a far vedere quella parte buona di mondo che ci piace. Un po’ d’evasione, un po’ di svago, una forma intelligente di leggerezza che può fare non audience ma “rete”. Sulla base del bello che possiamo scoprire di volta in volta, ogni giorno che l’alba giunge davanti ai nostri occhi. Vi aspetto, dunque, e buoni passi e tanti viaggi. Con la fantasia e con lo zaino sulle spalle.

Come eravamo, l’Italia in una mostra fotografica

Ecco, neanche a dirlo, proprio in relazione al mio post precedente, ho appena pubblicato un articolo su Scrittore in viaggio.

Racconta di un’Italia che non esiste più e che affascina ancora, pur nelle sue contraddizioni. Una emozionante mostra fotografica: Il sorpasso. Quando l’Italia si mise a correre, 1946-1961, ospitata al Museo di Roma sino al 3 febbraio 2019. Dalla dura ricostruzione del paese dopo la devastazione della seconda guerra mondiale al clamoroso boom economico degli anni Sessanta.

Ce n’è di che riflettere, un percorso particolarmente suggestivo a cui la fotografia conferisce il sigillo dell’unicità. A me vedere certe immagini fa l’effetto di una coperta calda quando hai freddo, di un camino acceso mentre fuori c’è la tormenta.

So che molti rideranno, forse. Ma ho imparato una cosa, anche attraverso certe immagini e certi ricordi. Non mi fermo più, corro verso me stesso, il sogno ci rende indocili. Soprattutto non faccio più soste inutili. Nemmeno col pensiero.

Buona serata.

Le giornate di una volta

Rieccomi, i ricordi, che arrivano così. Come la pioggia improvvisa in montagna, Te li aspetti perché tu sei come il tempo in montagna. Cambi umore in fretta e passi dal sole alle nuove alla pioggia. Dove la pioggia non è necessariamente la malinconia o la tristezza. Piuttosto ti bagni col passato, un diluvio del tempo che passa e che ti insegue e poi ti scroscia addosso tutta la sua furia.

Ecco, la pioggia dei ricordi. Pomeriggi da bambino. Esco con mia madre, andiamo con l’autobus da Narcisi Blu, un negozio enorme che vede jeans di tutte le marche, Levis, Wrangler, Lee, Wampum. Io miei occhi ormonali si soffermano spesso da adolescente sul manifesto che giganteggia all’ingresso di questo negozio enorme che quando entri ti assale l’odore della tela blu.

Il manifesto è semplice: il posteriore di una donna di spalle che risplende in un paio di short di jeans, la marca è Jesus, con la scritta “Chi mi ama mi segua”. Senza paura di esser blasfemo, è anche merito loro se ho imparato ad amare Gesù e la bellezza del mondo da adolescente. Quegli short poi, altro che “Roberta”. Però non mi soffermo a lungo,  giusto il tempo di uno sguardo perché poi mi perdo in mezzo ai Levi’s che mi sono sempre piaciuti. Fanno western.

Mi piace uscire con la mamma, vado per negozi di giocattoli e poi, in questo stesso periodo di circa 40 anni fa, è bello. L’atmosfera è quella prenatalizia, l’odore delle caldarroste impregna l’aria e i bambini con cappottino a quadri danno allegria a tutta la scena. Che Italia, meno serva e più sovrana.

Acquistiamo i jeans e io, immancabilmente, alla cassa, al momento di pagare, il bancomat ancora non esiste per la tristezza della finanza, io chiedo gli adesivi, di quelli che servono per tappezzare la porta della mia stanza. ce ne sono di belli, dalle grafiche divertenti.

Poi si esce, si passeggia, si compra un po’ di pizza per la sera e magari anche una cioccolata per me. Si risale sull’autobus che non passa mai ma l’ATAC ancora non si è dovuta misurare con mafia capitale e coi referendum dei radicali. Sull’autobus c’è ancora il bigliettaio, quel signore che saluta e che intinge le mani nella spugnetta per staccarti il biglietto, arancio, dove c’è scritto 50 lire, mica questi schifosissimi euro.

Il bigliettaio è una garanzia. per i passeggeri, ancora quasi tutti italiani, e per il conducente. In due si viaggia meglio. Poi verrà la straccionissima Europa e il conducente dovrà percorrere da solo tratte pericolosissime.Alla faccia del progresso.

“Viva la libbbertà”, viva la civiltà, la tecnologia che crea disoccupati e gli stronzi, diciamolo chiaro, che ancora ci fanno i cabbasisi alla Julienne raccontandoci la panzana che questo è il migliore dei mondi. Che sono gli stessi che leccano culi come gelati nel deserto quando hai sete e che hanno la perfidia degli S. I. di Criminal Minds.

Però la vita è questa e il ricordo quando assale è anche terapia, balsamo, dolcissima apertura su ciò che siamo e che continuamente diventiamo. Ricordo dunque. Tornavo a casa con la mamma in autobus e mi dilettavo con il nuovo acquisto quando ancora non si acquistava per consumare in preda al delirio del capitale e del mercato che ha distrutto il proletariato e la classe borghese. Facendoci diventare tutti massa.

No, gli acquisti erano una volta ogni tanto e avevano l’entusiasmo del dono, un tesoro alla fine di un percorso. Sia che fossero un paio di Levi’s, sia che si trattasse di un giocattolo o di un giornaletto. E poi, tornato a casa, telefonava papà che era a lavoro e mi parlava: dove siete andati di bello tu e mamma? Sapeva benissimo che cosa avevo acquistato ma mi chiedeva per farmi parlare.

Ricordo ancora la soddisfazione di ascoltare quella voce e poi, nella mia stanza, mi mettevo ad aspettarlo, papà. Rimanendo col pensiero di “quella carezza della sera, quel desiderio d’avventura” che ancora oggi mi sostiene e mi motiva. Si, il ricordo, la famiglia. Che l’omologazione e la tirannia del capitale vuole dissolvere. Come la memoria, l’identità, la scuola, lo Stato. Forse ci riusciranno, forse ci sono già riusciti.

A chi lo vuole, vada il mio sonoro vaffanculo. I miei ricordi li porto con me e saranno sempre ciò che mi ha fatto vivere. Né le illusioni, né le droghe della modernità. Semplicemente la mia identità, nella nebbia del caos, mi farà ancora ricordare chi sono. camminando e viaggiando ancora.

Buon compleanno Topolino

Buon compleanno Topolino. Si perché, quest’anno compie 90 anni questo arzillo e simpatico saputello. Dico la verità: a me hanno sempre fatto impazzire Paperino e Pippo, dolcissimi eroi della mia giovinezza.

Su Scrittore in viaggio ho pubblicato un articolo che racconta di mostre ed eventi collegati al compleanno di Topolino e anche un mio episodio personale che mi riporta indietro nel tempo e che ha fatto sognare, da quel giorni, come avrei amato scrivere, leggere e disegnare.

Poi su Green Planet News parlo di Photosophia, un bellissimo magazine digitale ideato da Silvio Mencarelli che ho intervistato. Si parla di ambiente, diritti umani, fotografia. passione per il proprio lavoro e descrescita felice. Spartano sono sempre stato. Oggi è quanto mai una necessità.

Se vi fa piacere, dateci una letta.

Buona serata e scusate se sono un po’ più assente.

Halloween? No, grazie. Meglio notti magiche

Chi mi conosce bene, lo sa. La festa delle zucche vuote e di molto altro, decisamente peggio, l’ho sempre avuta in uggia. Non mi è mai piaciuta perché non fa parte delle nostre tradizioni, molto più colte e infinitamente interessanti e anche perché, da laureato in Storia delle Religioni, in un mondo già ridotto ai minimi termini, ulteriormente dare spazio a pantomime di pessimo gusto, diciamo che non aiuti.

Ne parlo in questo articolo su Green Planet News dove alle zucche made in “Iuessei” antepongo i dolci dei morti, tutta la storia di varie regioni e le leggende abbinate al culto dei morti e della memoria di cui abbiamo sempre più bisogno. Di ricordare e di avere accanto chi ci protegga, non di zombie del marketing americaneuropeo che deve semrpe venderci qualcosa. E a proposito di cose belle (i dolci dei morti), vi segnalo anche un articolo su Scrittore In Viaggio. 

In questo caso, vi racconto di una notte magica che si svolge a novembre. Sto parlando della Festa delle Lanterne thailandese, altra espressione religiosa e culturale di grande bellezza e di profonda intensità. A confronto di riti millenari, certe festicciole della tirannia del consumismo fanno una pessima figura.

Isola per donne e presepi sul mare

Eccomi qui a proporvi due letture su Scrittore in viaggio. Vi racconto di due argomenti che mi hanno particolarmente incuriosito. Da una parte i presepi a Grado. 

L‘idea di passare qualche giorno delle festività natalizie in una cittadina come quella del Friuli Venezia-Giulia mi affascinava e ne ho voluto parlare. Non solo per questi presepi, mi ha molto incuriosito quello galleggiante ma perché certe atmosfere che abbinano il mare al Natale mi hanno sempre ispirato.

Ma la notizia che mi ha più “intrigato” è stata quella di un’isola per sole donne. Si chiama SuperShe Island e l’idea è venuta alla fondatrice perché pensava ad un luogo paradisiaco dove ogni donna potesse riprendersi e acquisire ancora più coscienza di sé.

Mi piace molto l’idea. Non fosse che si tratta di una cosa accessibile solo a chi ha tanto soldi. Infatti, concludo l’articolo con l’auspicio che possa rivelarsi qualche mecenate davvero importante e realizzare un posto simile per tutte quelle donne che hanno bisogno di supporto per trovare non solo consapebolezza ma una nuova libertà.

Da un passato difficile e rifarsi una vita di serenità dove il percorso sia di speranza e di serenità. Se ne avete voglia leggeteli. Vi abbraccio e vi auguro buona serata.